Personale sanitario in cerca di sicurezza

Condividi
sicurezza personale sanitario

Sono disponibili i dati riferiti al 2025 dell’Osservatorio Nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie.

Nel corso degli ultimi anni, il tema delle aggressioni al personale sanitario da parte degli stessi pazienti o dei loro caregiver si è purtroppo guadagnato un posto di primo piano nelle vicende di cronaca, attirando sempre più l’attenzione dell’opinione pubblica e contribuendo ad accrescere la consapevolezza istituzionale e mediatica su questa problematica.

Per questo motivo le istituzioni hanno dato vita – con il Decreto Ministeriale del 13 gennaio 2022, integrato dal Decreto Ministeriale del 28 agosto 2025 – all’ONSEPS (Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza degli Esercenti le Professioni Sanitarie o Socio-sanitarie), che ha lo specifico compito di monitorare l’evoluzione del fenomeno, studiare e promuovere iniziative volte a garantire la sicurezza dei professionisti sanitari.

Una delle principali attività dell’ONSEPS sin dalla nascita è stata quella di raccogliere i dati disponibili sul numero delle aggressioni, col fine ultimo di costruire un efficace sistema di monitoraggio a livello nazionale.

Lo scorso 11 marzo è stata presentata in Parlamento la relazione sulle attività dell’ONSEPS per il 2025, che raccoglie gli ultimi dati disponibili.

I dati regionali

Le aggressioni segnalate nel 2025 sono state 17.956 (in leggera contrazione rispetto al 2024, quando gli eventi denunciati sono stati 18.932), con un aumento degli operatori coinvolti (23.367 rispetto ai circa 22.000 del 2024, dato che un singolo episodio può interessare anche più persone).

I numeri sono relativi per la maggior parte alle strutture pubbliche (97%), un dato sicuramente giustificato dalla grande quantità di strutture attive in questo ambito ma che può essere anche indicativo della minore sensibilizzazione degli operatori privati rispetto al problema.

Dal punto di vista del genere, le aggressioni hanno interessato prevalentemente il personale di sesso femminile, che rappresenta oltre il 60% degli operatori coinvolti (con una punta del 72% in Piemonte), mentre le fasce d’età più esposte sono quelle dei professionisti tra 30 e 39 anni e 40 e 49 anni.

                                             

La distribuzione per profilo professionale mostra che il personale infermieristico è di gran lunga il più esposto alle aggressioni (55%): un dato comprensibile vista la prevalenza della categoria tra il personale complessivo. Seguono medici (16%) e operatori socio-sanitari (11%) e, a scalare, altre categorie professionali (9%), altri professionisti sanitari (6%) e i dipendenti non sanitari e gli operatori nei front office (3%).

La maggior parte degli episodi di aggressione si verifica nei giorni feriali (86%) della settimana, in prevalenza nelle fasce orarie mattutina (34%) e pomeridiana (42%).

Setting e tipologia di aggressori

Andando a osservare il setting assistenziale in cui avvengono le aggressioni, è possibile notare che l’ambito più interessato è quello ospedaliero, con il pronto soccorso, i servizi psichiatrici di diagnosi e cura e le aree di degenza come luoghi più critici.

Sul territorio, invece, gli episodi si distribuiscono principalmente tra ambulatori, servizi psichiatrici territoriali/REMS e servizi per le dipendenze; rispetto al 2024 rimangono stabili le segnalazioni negli istituti penitenziari.

sicurezza personale sanitario

Gli aggressori sono prevalentemente i pazienti (67%), con al secondo posto familiari/caregiver (30%) e, in coda, estranei (3%); la violenza verbale rappresenta la forma di aggressione più diffusa (69%) rispetto a quella fisica (25%) e contro la proprietà (6%).

sicurezza personale sanitario

Strumenti e fonti informative

I numeri sopra presentati sono quelli elaborati a partire dai dati acquisiti dai Centri Regionali di Gestione del Rischio Sanitario. Accanto a questi, l’ONSEPS integra i dati delle federazioni professionali – che per il 2025 sono stati rilevati in autonomia e su base volontaria, visto che a causa dei tempi di ricostituzione dell’ONSEPS è stato impossibile condurre una survey tra settembre e novembre, come avveniva tradizionalmente.

La relazione riporta inoltre i dati del SIMES (Sistema Informativo per il Monitoraggio degli Errori in Sanità), quelli relativi agli infortuni denunciati all’Inail, gli eventi segnalati da altri enti o istituzioni (per esempio, la Croce Rossa Italiana) e dal Ministero dell’Interno.

I COMPITI DELL’ONSEPS
  • Monitorare gli episodi di violenza commessi ai danni degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni
  • Monitorare gli eventi sentinella che possano dar luogo a fatti commessi con violenza o minaccia ai danni degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni
  • Promuovere studi e analisi per la formulazione di proposte e misure idonee a ridurre i fattori di rischio negli ambienti più esposti
  • Monitorare l’attuazione delle misure di prevenzione e protezione a garanzia dei livelli di sicurezza sui luoghi di lavoro ai sensi del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, anche promuovendo l’utilizzo di strumenti di videosorveglianza
  • Promuovere la diffusione delle buone prassi in materia di sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie, anche nella forma del lavoro in equipe
  • Promuovere lo svolgimento di corsi di formazione per il personale medico e sanitario, finalizzati alla prevenzione e alla gestione delle situazioni di conflitto nonché a migliorare la qualità della comunicazione con gli utenti

Edicola web

  • n.2 - Aprile 2026
  • n.1 - Febbraio 2026
  • Best Of 2025 n.7 - Dicembre 2025

Ti potrebbero interessare

Cyber Index PMI: consapevolezza delle aziende in aumento

È stato recentemente presentato, presso la sede romana di Generali, il terzo Rapporto Cyber Index PMI, l’indice che valuta il livello di consapevolezza e maturità delle piccole e medie imprese italiane nella gestione dei rischi digitali. Nel terzo anno di rilevazione, le piccole e medie imprese italiane raggiungono complessivamente un livello di consapevolezza in materia di sicurezza digitale di 55 su 100, in crescita di 3 p.p. rispetto al 2024 ma ancora sotto la soglia di sufficienza (60 su 100).

DKC

Da DKC Europe sistemi smart Made in Italy

Nel panorama frenetico del settore energetico il Gruppo DKC Europe presenta una filosofia che affonda le radici nella produzione italiana e proietta lo sguardo verso una gestione intelligente e integrata dell’energia

Progetto RISEnergy, tecnologie più convenienti per accelerare la transizione

Il progetto europeo RISEnergy nasce per unire le sinergie tra industria, ricerca e istituzioni nei settori: fotovoltaico, solare termodinamico, idrogeno, biocarburanti, eolico in mare aperto, energia oceanica, reti integrate e stoccaggio.