L’iniziativa – lanciata dalla Casa Bianca, nel febbraio dello scorso anno – invita amministratori delegati, presidenti e dirigenti universitari, statali e locali a creare posti di lavoro americani attraverso l’efficienza energetica.
“Questo programma è un ottimo esempio di partnership fra il settore pubblico e quello privato, che sarà parte integrante nel guidare la nostra nazione verso un futuro più efficiente e sicuro – afferma Chris Curtis, North American CEO di Schneider Electric – Stiamo riducendo il consumo energetico, ma stiamo anche impiegando personale, creando lavoro attraverso l’aumento dell’attività ingegneristica e di costruzione richieste per gestire attivamente l’energia e creare punti di riferimento. Si tratta di un beneficio per tutti, quindi”.
Schneider Electric si è impegnata a risparmiare il 2,5% annuo di energia nel giro di dieci anni e ha integrato le proprie tecnologie – come, ad esempio, l’architettura EcoStruxure per la gestione dell’energia – per ridurre il proprio consumo di energia di oltre il 20 per cento, risparmiando più di 18 milioni di dollari dal 2004.
Il progetto della società per la sfida – un impianto produttivo a Smyrna (Tennessee), all’interno del quale è stato installato un parco solare da sei acri, il primo del suo genere negli Stati Uniti – ha consentito a Schneider Electric di snellire le operazioni nei parchi solari, quali le operazioni di ricerca e di test sulle soluzioni di energie rinnovabili.
Con l’integrazione delle soluzioni di gestione energia di Schneider Electric, l’impianto ha dimostrato una riduzione del 35 per cento nel consumo di energia, è in procinto di diventare ISO 50001 e di ottenere la certificazione Superior Energy Performance.
Inoltre, in qualità di unica Energy Services Company (ESCO) coinvolta nella sfida, Schneider Electric è anche pioniera nell’Energy Savings Performance Contracting (CEPS), modello su cui farà leva una parte della sfida utilizzando risparmi energetici accumulati – grazie all’aumento di efficienza energetica di edifici federali – per pagare eventuali costi sostenuti.
La Better Buildings Challange richiede un impegno di 2 miliardi di dollari – preso attraverso l’emissione di un memorandum presidenziale – ad aumentare l’energia degli edifici federali utilizzando l’energia risparmiata sul lungo periodo per pagare i costi up-front, senza alcun costo per i contribuenti.