Le strategie del Comune di Genova per mettere in sicurezza la città

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Stefano Garassino
Stefano Garassino, assessore alla sicurezza del Comune di Genova

Sono 300 i sistemi di videosorveglianza installati a Genova per la sicurezza urbana e per gli utenti della strada, per prevenire gli illeciti e con funzione antiterrorismo. Intervista con l’assessore alla sicurezza, Stefano Garassino

Sono 300 i sistemi di videosorveglianza installati a Genova per la sicurezza urbana e per gli utenti della strada, per prevenire gli illeciti e con funzione antiterrorismo. Intervista con l’assessore alla sicurezza, Stefano Garassino

Ad oggi in città sono più di 300 i sistemi video del Comune di Genova per la sicurezza urbana e per gli utenti della strada, in pratica uno ogni 2 mila abitanti. L’obiettivo è quello di mettere in sicurezza la città per prevenire gli illeciti e in funzione antiterrorismo. “Gli impianti di videosorveglianza scelti sono di ultimissima generazione e adatti al monitoraggio diurno e notturno della città”, spiega l’assessore alla sicurezza Stefano Garassino (intervista tratta dal servizio di attualità “Terrorismo – La prevenzione è la migliore difesa”, pubblicato su Sicurezza n. 4 di maggio 2019).

Quale strategia sta adottando il Comune di Genova per prevenire e reprimere possibili episodi di terrorismo?

«Il terrorismo è un mondo molto ampio. Un conto è il terrorismo di matrice religiosa, un altro quello islamico, un altro ancora quello legato alla malavita oppure alla politica. L’Europa ha visto, nel dopoguerra, tutte le tipologie di terrorismo; l’Italia ha avuto la capacità e l’abilità di contrastare il terrorismo politico e poi quello legato alla criminalità facendo un grande lavoro di intelligence. Faccio questo preambolo per dire che continuiamo, con l’attività di scambio di informazioni tra i vari corpi di Polizia, i Carabinieri e la Polizia Municipale, a fornire informazioni da e sul territorio. Questo primo atto è fondamentale per dare continuità all’azione investigativa. Fatta questa premessa, Genova si è dotata di dissuasori per impedire situazioni di pericolo come accaduto nella vicina Francia, in Spagna e nel resto dell’Europa, dove sono stati utilizzati furgoni come arma per falciare le persone. Questa operazione è stata fatta a costo zero per la cittadinanza, dato che questi cubi sono stati, tutti, sponsorizzati da privati. Genova, poi, si sta dotando di impianti di videosorveglianza moderni ed efficienti che dialogano con le Forze dell’Ordine e questo consente un miglior monitoraggio del territorio».

Quali potrebbero essere le vostre prossime iniziative?

«In futuro continueremo con l’inserimento delle telecamere sul territorio che, ricordo, nell’arco del triennio arriveranno a quota 800 (dalle 200 iniziali). Tutto questo avverrà con un minimo aggravio per le casse comunali, dato che ci siamo aggiudicati i fondi del Ministero degli Interni dedicati alla sicurezza urbana. Un’altra parte, fondamentale, per la prevenzione del terrorismo è la riqualificazione delle aree degradate. Come si studia sin dagli anni Sessanta con la ormai celeberrima teoria delle “broken windows”, la riqualificazione urbana è elemento fondamentale per arginare e ridurre sensibilmente i fenomeni di microcriminalità. In questo contesto, nell’immediato futuro andremo a riqualificare buona parte delle aree del centro storico di Genova per ridargli dignità e decoro. A breve, in ultimo, installeremo delle telecamere intelligenti di lettura targhe nei portali di accesso alla città. Queste telecamere forniranno il controllo dei veicoli in entrata a Genova, segnalando eventuali targhe nelle black list internazionali. A questi progetti futuri assoceremo la geolocalizzazione e la messa in rete delle telecamere presenti e future, in modo da costruire una vera e propria rete in grado di dare informazioni preziose e in tempo reale alle Forze dell’Ordine».

 

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