Videosorveglianza nel Bellunese e controllo targhe al Mugello e dintorni

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Il sistema di videosorveglianza e controllo accessi che coinvolge tutta la provincia di Belluno è un unicum a livello nazionale

Videosorveglianza e controllo accessi in tutto il Bellunese

Un sistema di videosorveglianza e controllo accessi che coinvolge tutta la provincia di Belluno: un unicum a livello nazionale che ha visto l’aggregarsi progressivo di comuni favorevoli al progetto guidato dal Consorzio Bim Piave con il contributo economico dei Comuni. Ne riferisce il Corriere delle Alpi, definendo l’impegno in un totale di 926 mila euro di cui 891 mila a carico del Fondo dei comuni confinanti e 35 mila a carico del Consorzio Bim.

L’iniziativa è partita da una proposta dei comuni di Trichiana e Limana (Belluno), estesa alle vallate di Belluno, dell’Alpago e del Feltrino. L’installazione prevede in tutto 39 telecamere, per le quali è in corso la richiesta di autorizzazione all’installazione che coinvolge le Forze dell’Ordine ma non la Polizia locale.

Il sistema dovrebbe entrare in funzione al più tardi a inizio 2020 e controllerà la regolarità delle assicurazioni obbligatorie dei veicoli in transito, la revisione e l’ingresso nel territorio di veicoli segnalati all’autorità giudiziaria.

Controllo targhe al Mugello e dintorni

Il territorio coinvolto è quello di 7 Comuni in carico alla Polizia municipale del Mugello, Barberino, Borgo San Lorenzo, Dicomano, Scarperia e San Piero, Marradi, Palazzuolo sul Senio e Vicchio, sul quale sono attive 31 telecamere di cui 6 appena installate: 4 al casello autostradale di Barberino e 2 sul ponte sulla Sieve a Borgo San Lorenzo.

Le telecamere “intelligenti” leggono la targa anche al buio ed effettuano i controlli con le banche dati della Motorizzazione, del ministero dei Trasporti e del Servizio di controllo nazionale targhe e transiti (Scntt); il tutto è collegato alla centrale operativa del Comando struttura unica della polizia municipale e, con un impianto gemello, al Comando compagnia dei Carabinieri.

Il costo è stato di 55 mila euro per l’implementazione, con un investimento complessivo di 325 mila euro di cui 62 mila dalla Regione.

 

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