Infrastrutture critiche – Guida alla scelta

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Questo mese un approfondimento tecnico su soluzioni e tecnologie per la sicurezza dei siti per la produzione di servizi essenziali (utilities, energia, telecomunicazioni) con le ultime proposte del mercato.

AMPERCOM – Controllo accessi battery-free

Tra gli aspetti che bisogna valutare nella sicurezza delle infrastrutture critiche, il controllo degli accessi risulta di importanza primaria: il sistema iLOQ, distribuito da Ampercom, rappresenta sotto questo punto di vista una soluzione particolarmente innovativa, perchè utilizza una tecnologia battery-free. I cilindri non richiedono batterie o cavi, nè una connessione Internet fissa, eliminando i costi di manutenzione legati alla sostituzione delle pile per un risparmio annuale di oltre 270.000 kg di rifiuti da batterie.

La gestione degli accessi è completamente digitalizzata e in tempo reale, garantendo un’operatività affidabile anche in mancanza di energia, grazie al software cloud che permette di revocare o concedere permessi istantaneamente senza dover recuperare chiavi fisiche.

Secondo questo approccio, lo smartphone è non solo una credenziale, ma la fonte stessa di energia necessaria allo sblocco del sistema; la massima sicurezza operativa si coniuga quindi a una gestione logistica semplificata.

iLOQ

Il sistema iLOQ si basa sulla raccolta di energia tramite tecnologia NFC (Near Field Communication): quando uno smartphone o un fob vengono avvicinati al cilindro, l’energia necessaria per convalidare l’accesso e sbloccare la serratura viene trasferita per induzione. I cilindri sono progettati per un retrofit rapido e semplice, adattandosi alle porte esistenti senza necessità di fori aggiuntivi o cablaggi esistenti, così da mantenere le certificazioni antincendio e di sicurezza originali.

La gestione è centralizzata attraverso una piattaforma cloud-based, sottoposta a rigorosi test di penetrazione per garantire la massima protezione contro attacchi informatici (AES-256 encrypted). Grazie alla disponibilità di API e SDK aperti, il sistema è perfettamente integrabile con piattaforme terze, permettendo di automatizzare flussi di lavoro e integrazioni personalizzate. L’ecosistema iLOQ include anche soluzioni certificate Atex per ambienti a rischio esplosione, dimostrandosi adatto a contesti industriali estremi.

La combinazione di una meccanica di precisione e un’interfaccia software intuitiva consente un controllo totale e granulare su ogni punto di accesso, eliminando i colli di bottiglia operativi e riducendo i costi del ciclo di vita del sistema.

ARTECO – Proteggere tutti gli asset

Marco Malavolti, Global Marketing Manager di Arteco

Nelle infrastrutture critiche la sicurezza non può più essere ridotta al solo controllo del perimetro, ma deve estendersi alla protezione e alla com­prensione continua e sistemica di tutti gli asset, a partire dai sensori primari (in primo luogo le telecamere di videosorveglianza) che alimentano il sistema. È dalla qualità, affidabilità e conti­nuità di questi flussi informativi che nasce la capacità di costruire una reale situational awa­reness, intesa come visione coerente, verificabile e contestualizzata dello stato operativo in cui si trova l’infrastruttura.

I sistemi di sicurezza evoluti devono quindi ope­rare come piattaforme di governo, aggregando informazioni eterogenee provenienti da impianti TVCC, antintrusione, di controllo accessi e altri sottosistemi e trasformandole in metadati strut­turati e correlabili. Questo consente non solo il rilevamento attivo di intrusioni, accessi non autorizzati e violazioni procedurali, ma anche il rilevamento passivo di anomalie, deviazioni operative e pattern atipici che possono rappre­sentare segnali precoci di rischio.

In questo contesto, l’intelligenza artificiale sup­porta l’operatore nella riduzione del rumore in­formativo e nel miglioramento di KPI operativi come Mean Time To Detect, Mean Time To Re­spond e riduzione dei falsi allarmi. Governance, auditabilità e cybersecurity by design diventano elementi centrali per garantire che le decisioni si­ano tracciabili, verificabili a posteriori e coerenti nel tempo, senza compromettere la continuità operativa e l’usabilità quotidiana complessiva del sistema.

uSee

La piattaforma Arteco per le infrastrutture cri­tiche si basa su uSee, un’architettura software modulare e distribuita progettata per valoriz­zare la videosorveglianza come fonte di infor­mazioni operative e integrarla in un modello unificato di gestione della sicurezza. uSee consente di correlare flussi video, eventi e se­gnali provenienti da sistemi antintrusione, di rilevamento fumi e incendi, di controllo accessi e tecnologie IoT, trasformando l’osservazione dell’infrastruttura in una comprensione struttu­rata e contestualizzata dello stato degli asset.

Attraverso la normalizzazione dei dati e la ge­stione avanzata dei metadati, la piattaforma supera la frammentazione dei sistemi, offrendo una visione coerente delle interazioni tra as­set, persone e processi. I metadati, generati e arricchiti anche grazie all’intelligenza artificiale, permettono di migliorare KPI operativi, come la riduzione dei falsi positivi, l’ottimizzazione dei flussi di lavoro e la capacità di individuare anomalie operative, sia tramite meccanismi di rilevamento attivo sia attraverso l’analisi pas­siva di pattern e deviazioni nel tempo.

L’architettura a microservizi della uSee Servi­ce Suite permette una distribuzione flessibi­le delle funzionalità tra edge, server e cloud, rendendo possibile l’elaborazione dei dati e delle analisi AI nel punto più appropriato dell’infrastruttura. Questo approccio garanti­sce resilienza, scalabilità multi-sito e continu­ità operativa, mantenendo al contempo una risposta tempestiva agli eventi critici.

Paralle­lamente, l’attenzione alla user experience di uSee consente di governare sistemi complessi attraverso interfacce coerenti e processi chia­ri, riducendo il carico cognitivo sugli operatori senza compromettere la profondità funzionale della piattaforma. La soluzione Arteco è svilup­pata secondo un approccio di cybersecurity by design e supporta ambienti operativi basati su sistemi Linux, Windows e iOS.

CIAS – Protezione perimetrale con sistemi evoluti di difesa attiva

Secondo le precise direttive dell’Unione Euro­pea, il perimetro delle infrastrutture critiche (con particolare riferimento agli aeroporti) è da proteggere prioritariamente, in primo luogo con una soluzione fisica passiva di valenza dissua­siva (per esempio una recinzione). Tuttavia la sola difesa fisica non è sufficiente a garantire il tempo di intervento necessario per raggiungere o fermare un eventuale intruso, per cui è impre­scindibile completare il sistema di protezione con dispositivi perimetrali più evoluti: soluzioni attive integrate tra loro, che siano in grado di localizzare e comunicare con immediatezza l’ef­frazione.

Le soluzioni Cias nascono per rispon­dere alle esigenze di ridurre in maniera drastica i falsi allarmi, discriminando gli eventi reali dai disturbi ambientali, e di gestire la sicurezza in modo semplice anche in siti complessi.

Sioux Pro2

La soluzione antintrusione Sioux Pro2 di Cias è in grado di rilevare tentativi di taglio, scaval­camento e sollevamento di recinzioni rigide e flessibili, con elevata affidabilità in ogni con­dizione.

Il sistema è composto da sensori con tecnologia MEMS per un monitoraggio preciso e reattivo, che sono in grado di trasmettere le informazioni a software VMS e piattaforme PSIM con precisione di 1 m, interpolando il dato classificato per preallarme intrusione, allarme intrusione, preallarme taglio, allarme taglio, manomissione e guasto.

Telecamere di video­sorveglianza con analisi video integrata pos­sono monitorare quanto rilevato dal sistema, per impianti di sicurezza in grado di consentire la copertura di grandi perimetri.

COMELIT – Soluzioni integrate per la sicurezza antincendio

Dalle infrastrutture strategiche ai grandi im­pianti di servizio essenziale, la sicurezza antin­cendio rappresenta un fattore determinante per garantire la continuità operativa e la tutela delle persone. In questi contesti ad alta criticità, af­fidabilità, integrazione e semplicità di gestione non sono optional, ma requisiti fondamentali.

Per rispondere a queste esigenze, Comelit svilup­pa soluzioni di sicurezza integrata progettate per operare in ambienti complessi, dove scalabilità, conformità normativa e controllo centralizza­to fanno la differenza. Tra queste, la gamma LogiFire, certificata EN 54-13 e perfettamente integrabile con gli altri sistemi Comelit, si di­stingue per una serie di centrali di rivelazione incendi indirizzate, espandibili da 2 a 6 loop.

Per la gestione dell’evacuazione vocale, invece, l’azienda propone la gamma LogiVox, progettata per garantire elevata qualità sonora e affidabilità anche nelle situazioni di emergenza più com­plesse; per impianti di particolare complessità è disponibile anche il sistema EVAC modulare e scalabile LogiRack, che può essere installato in armadi rack e supporta fino a 32 centrali collega­te in link e 106 zone audio. Completa l’ecosiste­ma Horus, piattaforma di supervisione a mappe grafiche che consente la gestione centralizzata di tutti i sistemi di sicurezza.

L’azienda affianca poi installatori e progettisti con un servizio di supporto dalla consulenza al post-vendita, fondamentale per garantire una sicurezza senza compromessi.

Logifire

La gamma di centrali antincendio indirizzate LogiFire, espandibili da 2 a 8 loop e dotate di schermo touch da 7″ e interfaccia intuitiva, permette una configurazione flessibile capace di rispondere ai bisogni non solo delle piccole superfici ma anche delle grandi strutture, con possibilità di gestire reti fino a 64 centrali. Certificata EN 54-13, la serie è versatile, scalabile e perfettamente integrabile con gli altri sistemi Comelit.

Il modello 41CPE118 è fornito di serie con 1 loop, espandibile a 4 tramite 3 schede 41ECL220 e fino a 8 con l’aggiunta dell’armadio metallico 41CPE104. A ciascun loop possono essere collegati fino a 250 dispositivi indirizzati (rivelatori, pulsanti, moduli I/O, sirene ecc.) suddivisibili in un massimo di 200 zone totali. La centrale è dotata di doppio microprocessore e alimentatore da 14 A con uscita 12 V per accumulatore e dispone di 200 Led sul pannello frontale per ripetizione stato zone; segnala i seguenti eventi: allarme incendio, preallarme, guasto, guasto CPU, allarme ritardato, esclusioni, test, presenza rete.

Il modello 41CPE112 è fornito di serie con 1 loop, espandibile a 2 tramite la scheda 41ECL022. A ciascun loop possono essere collegati fino a 250 dispositivi indirizzati (rivelatori, pulsanti, moduli I/O, sirene ecc.) suddivisibili in un massimo di 48 zone totali. La centrale dispone di alimentatore da 5 A con uscita 12 V per accumulatore. Gli eventi segnalati sono: allarme incendio, guasto, guasto CPU, allarme ritardato, esclusioni, test, sirene guaste/escluse, conferma allarme incendio, uscita allarme guasta/esclusa, estinzione avviata, guasto estinzione, presenza rete, allarme tacitato, con comandi diretti per tacitazione buzzer, tacitazione sirene, reset, evacuazione, test segnalazioni.

Entrambi i modelli sono caratterizzati da un contenitore metallico (430x330x150 mm), così da garantire un’ottima modularità e affiancamento dei box in fase di montaggio.

DORMAKABA– Massimizzare l’efficienza operativa e la sicurezza

Alberto Bergamini, Project Sales Manager
di dormakaba Italia

Per dormakaba, la protezione delle infrastrut­ture critiche richiede un approccio che integri hardware robusto e software evoluto, per mas­simizzare l’efficienza operativa e la sicurezza. In mercati caratterizzati da forti investimenti e siti sensibili, l’obiettivo primario non è solo limitare l’ingresso alle sole persone autorizzate, ma anche tracciarne i movimenti e monitorare le aree interessate in tempo reale. Questo non solo aumenta la protezione, ma contribuisce a ridurre i costi della vigilanza grazie a una gestione ope­rativa più intelligente.

Il salto tecnologico per quanto riguarda il con­testo attuale è rappresentato dal cloud, che ri­voluziona la gestione degli edifici permettendo di controllare tutti i punti di accesso di più sedi tramite un’unica piattaforma centralizzata, eli­minando la frammentazione dei sistemi.

Nelle infrastrutture critiche, anche la continuità operativa è essenziale; pertanto, la manuten­zione preventiva e regolare degli impianti è un pilastro per assicurare il corretto funzionamento dei sistemi nel tempo. Inoltre, l’integrazione di sensori avanzati e soluzioni touchless risponde alle crescenti esigenze di igiene e risparmio ener­getico, rendendo gli edifici non solo più sicuri, ma anche più sostenibili.

In sintesi, per dormakaba la sicurezza nelle set­tore delle infrastrutture critiche si fonda su tre driver: centralizzazione tramite cloud, traccia­bilità totale degli eventi e resilienza dei compo­nenti hardware.

Skyra

dormakaba Skyra è la soluzione di punta progettata specificamente per il controllo degli accessi da remoto nelle infrastrutture critiche. Si basa su un modello SaaS (Software-as-a-Service) via cloud, che permette una gestione fluida e sicura dei dati tramite API, consentendone l’integrazione nativa con i sistemi host dormakaba (i software Matrix o Exos) o con piattaforme di terze parti. L’hardware di Skyra è estremamente robusto, studiato per operare in ambienti difficili ed esposti a condizioni estreme come sole diretto, polvere, inondazioni o ghiaccio. Il sistema utilizza cilindri elettronici senza batteria, riducendo drasticamente le necessità di manutenzione in siti remoti.

L’accesso avviene tramite una chiave intelligente ricaricabile a lunga durata, che può essere programmata per diverse attività: dall’apertura delle porte alla raccolta dei tracciamenti di controllo (audit trail) fino al download del firmware e alla distribuzione delle blacklist. La sicurezza digitale è garantita da crittografia end-to-end, mentre la resistenza fisica è certificata da test di attacco condotti da istituti indipendenti.

Attraverso un’app mobile dedicata, gli utenti possono gestire l’accesso on-demand e la messa in servizio del sistema in modo intuitivo, anche in situazioni di emergenza. Skyra offre così una visione completa dei movimenti grazie a percorsi di audit completi, dimostrandosi ideale per utility, siti di telecomunicazione e reti di trasporto dove il controllo remoto degli accessi e la robustezza della sicurezza sono requisiti imprescindibili.

ERMES ELETTRONICA – Spazi calmi per la tutela delle persone

La gestione delle emergenze negli edifici e nelle infrastrutture critiche ha assunto negli ultimi anni un’importanza sempre maggiore, non solo per garantire la protezione di beni e procedure operative, ma soprattutto per tutelare la vita umana in ogni condizione di rischio.

Il Codice di Prevenzione Incendi include gli spazi calmi (luoghi sicuri temporanei in cui le persone possono attendere assistenza durante una situa­zione di emergenza) tra le strutture di sicurezza degli edifici, imponendo requisiti precisi anche relativamente ai sistemi di comunicazione bi­direzionale che devono essere installati al loro interno: in particolare, gli impianti devono essere in grado di consentire agli occupanti di segnala­re la propria presenza e ottenere assistenza dai vigili del fuoco o dal personale di emergenza, garantendo una comunicazione chiara e robusta, affidabile anche in condizioni avverse e accessi­bile a tutti gli utenti.

HelpLan + InterLAN

Le colonnine SOS HelpLan-820C.1PL e HelpLan-820C-1PL/P e la console SMU InterLAN-EO.820C di Ermes Elettronica sono soluzioni di comunica­zione di emergenza studiate per integrarsi con gli spazi calmi, in grado di adattarsi a contesti impiantistici diversi, dalle grandi infrastrutture agli edifici complessi.

Oltre a essere predisposti per l’integrazione con sistemi di supervisione centralizzati, sono dotati di tecnologie di cancellazione del rumore ambientale, controllo automatico del volume e filtri anti-eco, per una comunicazione sempre chiara e fruibile anche in ambienti difficili.

L’installazione è concepita per essere modulare e scalabile, consentendo il posizionamento di postazioni di chiamata direttamente negli spa­zi di attesa e la loro connessione a centrali di controllo o sale operative. Grazie alla gestione remota e alla supervisione costante, è possibi­le monitorare lo stato di salute dei dispositivi, programmando interventi di manutenzione preventiva e riducendo significativamente i rischi di guasti non rilevati.

ETER BIOMETRIC TECHNOLOGIES – Garanzia di controllo flussi e reportistica

Le infrastrutture critiche sono identificate dal Ministero degli Interni come quelle “risorse materiali, servizi, sistemi di tecnologia dell’in­formazione, reti e beni infrastrutturali che, se danneggiati o distrutti, causerebbero gravi riper­cussioni alle funzioni cruciali della società”: un elenco aperto, ma che nella sostanza vede come protagonisti gli impianti e le reti energetiche, le reti informatiche, la finanza, il sistema sanita­rio, l’approvvigionamento alimentare e idrico, i trasporti. Il sistema-Paese verrebbe messo consi­derevolmente in crisi se uno o più di questi attori venisse compromesso.

In questo contesto, il controllo degli accessi è un tassello fondamentale delle strategie di sicurez­za, perché oltre a gestire l’ingresso e l’uscita delle persone e dei beni nei luoghi sensibili ha anche lo scopo di garantire la sicurezza dei tecnici, of­frendo una reportistica efficace delle attività e delle presenze.

DDS Security

I box container prefabbricati del sistema di con­trollo accessi DDS Security distribuiti da Eter Biometric utilizzano lettori con tastiera Eter B6K-IC dotati di tecnologia 13.56 MHz Mifare e tastiera PIN per il controllo dei varchi, più un controller DDS Flash-IP/N come intelligenza locale.

Si tratta di una centrale progettata per 1 var­co/2 lettori o 2 varchi/2 lettori, alimentata a 12 Vcc e dotata di scheda TCP/IP integrata. Ha la capacità di gestire fino a 10.000 utenti (espan­dibili a 20.000) e di registrare 47.000 eventi. Offre anche 3 relè di uscita e 4 ingressi per una maggiore personalizzazione.

I diritti di accesso di tecnici, manutentori e su­pervisori vengono attribuiti quotidianamente e dinamicamente in tempo reale, in base ai turni di lavoro. È inoltre possibile sviluppare una persona­lizzazione firmware dei controller per fare in modo che in caso di 3 tentativi di accesso non autorizzati (codice PIN errato o carta non auto­rizzata) si attivi un relè di allarme locale e una notifica al centro di controllo.

FAAC – Risultati certificati

Fabio Irrera, responsabile sviluppo business Italia di FAAC

Per soddisfare le più stringenti esigenze di si­curezza fisica delle infrastrutture critiche, i dissuasori rappresentano la soluzione scelta maggiormente perché consentono di proteg­gere i perimetri in modo efficace e certificato adattandosi ai contesti più diversi: aeroporti, porti, siti industriali e logistici, sedi istituzionali e varchi sensibili in genere.

Elementi distintivi per FAAC sono l’attività di ricerca e sviluppo e la produzione interamente italiana, che garantiscono controllo della quali­tà, affidabilità del prodotto e capacità di perso­nalizzazione e di supporto allo sviluppo proget­tuale dei varchi, aspetti rilevanti per progettisti e clienti finali. La consulenza in particolare rap­presenta un fattore chiave: affianchiamo clienti, studi tecnici e integratori di sistema nella scelta della soluzione più adatta in termini di continu­ità operativa e integrazione architettonica e li assistiamo nella progettazione dei varchi, sem­plificando il processo decisionale e riducendo i rischi in fase di progetto e installazione.

A questo si affianca un forte focus sulle perso­nalizzazioni, sia tecniche sia estetiche, che per­mettono di adattare il dissuasore al contesto e rafforzare il valore percepito dell’intervento, trasformando un elemento di sicurezza in una soluzione completa e coerente con il progetto.

Dissuasori FAAC

I dissuasori FAAC sono progettati per garantire elevati standard di sicurezza, affidabilità ed estrema economicità di manutenzione, rispondendo alle esigenze di contesti urbani e infrastrutture critiche. Basati sulla collaudata tecnologia oleodinamica FAAC, assicurano prestazioni costanti anche in condizioni di utilizzo intensivo.

La gamma si articola nella serie J, composta da tre linee principali. J200 è indicato per aree residenziali, disponibile in versione automatica, semi-automatica e fissa. J275 offre maggiore versatilità per contesti urbani, commerciali e industriali, includendo versioni per la sicurezza perimetrale certificate PAS 68 e IWA 14-1, capaci di arrestare un veicolo da 7,5 t a 48 km/h in configurazione doppia.

Al vertice della gamma si colloca la serie JS, sviluppata per applicazioni di alta sicurezza: i modelli JS 80 hanno superato i crash test ASTM, PAS e IWA realizzati da enti terzi indipendenti e consentono di fermare camion da 7,5 t fino a 80 km/h, mantenendo l’operatività dopo l’impatto.

Dal punto di vista progettuale, la serie JS si distingue per dimensioni compatte, installazione semplificata e accesso diretto alla manutenzione. Le versioni Shallow Mounted consentono scavi ridotti senza compromessi sulle prestazioni strutturali. Completano l’offerta le ampie possibilità di personalizzazione, con cilindri in acciaio inox o mDure, finiture RAL e soluzioni estetiche dedicate, per integrare sicurezza certificata e qualità architettonica.

GANZ – Piattaforma VMS modulare per ambienti mission-critical

La protezione delle infrastrutture critiche è oggi una priorità assoluta per garantire la continuità operativa e la sicurezza delle persone e dei dati. In settori strategici come energia, trasporti, tele­comunicazioni e data center, un’interruzione dei servizi può avere conseguenze economiche e so­ciali enormi. Per questo è fondamentale adottare soluzioni integrate e scalabili, capaci di gestire scenari complessi e di reagire in tempo reale.

Il VMS Ganz Cortrol nasce con questa missione: offrire una piattaforma aperta e flessibile che consente di centralizzare la gestione di video­sorveglianza, controllo accessi, antintrusione e sistemi antincendio. Grazie alla compatibilità con migliaia di dispositivi e alle funzioni di cy­bersecurity native, Cortrol garantisce protezione dei dati e resilienza operativa. Non si tratta solo di monitorare, ma di supportare decisioni rapide e sicure, grazie a strumenti di analisi avanzata e correlazione eventi. L’obiettivo è fornire alle infrastrutture critiche una soluzione che coniughi affidabilità, innova­zione e semplicità di gestione, contribuendo alla loro sicurezza e continuità.

Cortrol

Ganz Cortrol è una piattaforma VMS modulare progettata per ambienti mission-critical, do­ve la continuità del servizio è imprescindibile. Supporta streaming video fino a 4K, gestione multi-server e failover automatico per garantire operatività anche in caso di guasti. Il sistema integra funzioni avanzate di analisi video, come motion detection, object tracking, conteggio persone e heatmap, utili per preven­zione e ottimizzazione dei flussi. Grazie alla compatibilità Onvif e all’API aperta, Cortrol si integra facilmente con dispositivi di terze parti e sistemi di controllo accessi, antintrusione e antincendio, creando un ecosistema di sicurez­za completo.

La protezione dei dati è prioritaria: crittografia end-to-end, autenticazione forte e gestione granulare dei permessi garantiscono confor­mità alle normative e sicurezza operativa. L’in­terfaccia intuitiva, le dashboard personalizza­bili e il supporto per archiviazione distribuita semplificano il monitoraggio di grandi impianti, mentre la gestione multi-sito consente di cen­tralizzare il controllo senza sacrificare la flessi­bilità. Una soluzione pensata per chi non può permettersi compromessi sulla sicurezza.

GESCO – Lavoratori al sicuronegli ambienti critici

Michele Rossi, amministratore di Gesco

Nell’ambito della sicurezza nelle infrastrutture critiche rientra anche la necessità di garantire l’incolumità dei lavoratori in ambienti ad alto rischio, per esempio tramite l’adozione di un dispositivo “uomo a terra”. Questi apparecchi, progettati per rilevare automaticamente situa­zioni di emergenza come cadute o immobilità prolungata, rappresentano una soluzione avan­zata per la prevenzione e la gestione dei malori e delle aggressioni e consentono di intervenire tempestivamente, riducendo significativamente i tempi di risposta e migliorando le possibilità di soccorso.

Gesco progetta e produce dispositivi per la pro­tezione individuale da più di 15 anni, distinguen­dosi per la praticità della soluzione TAI B71: un dispositivo semplice da configurare e utilizzare, robusto e dalle necessità di manutenzione pres­soché nulle, che è stato già adottato in molteplici infrastrutture critiche.

Nel corso degli anni, oltre alla versione standard, l’azienda ha sviluppato diverse soluzioni ad hoc per clienti corporate, sulla base delle loro speci­fiche esigenze di funzionamento. Il sistema base prevede l’abbinamento a un’inter­faccia universale dotata di uscite open collector ma è possibile associarlo alle centrali di allarme professionali SECURBOX IT dotate di canali di comunicazione multipli come Ethernet, Wi-Fi, LTE e servizi cloud esclusivi.

TAI B71

Il trasmettitore TAI B71 è un dispositivo progettato per rispondere alle esigenze di sicurezza delle persone soggette a rischio aggressione o malore in infrastrutture critiche e ambienti ad alto rischio. Leggero, compatto e discreto, si aggancia facilmente alla cintura e monitora costantemente la posizione del corpo di chi lo indossa, rilevando automaticamente situazioni anomale.

Se l’utente rimane in posizione orizzontale per un tempo prolungato, il dispositivo interpreta questa condizione come involontaria, causata da un malore o da un’aggressione e invia un allarme, attivando in modo rapido ed efficace una richiesta di aiuto.È possibile programmare il tempo di ritardo per l’attivazione.

Il dispositivo è dotato di tasti intuitivi per la prova e la richiesta di soccorso, oltre a segnali visivi e sonori che ne facilitano l’utilizzo in ogni circostanza. La comunicazione è garantita da un’interfaccia radio avanzata su banda 868 MHz, con trasmissione bidirezionale criptata e ricerca automatica del canale libero. La batteria al litio CR2450 alimenta il dispositivo per anni, garantendo un funzionamento ottimale grazie alla verifica della capacità residua.

TAI B71 è racchiuso in un robusto contenitore in nylon, ha dimensioni compatte (68x48x18 mm) ed è dotato di una clip per il fissaggio alla cintura e una staffa da parete per mantenerlo in posizione di riposo quando non è in uso.

GPS STANDARD – Spazio per l’antintrusione

Marco Capula, Chief Strategy Officer presso GPS Standard

La protezione delle infrastrutture critiche rap­presenta oggi una delle sfide più complesse nel settore della sicurezza. Impianti energetici, siti industriali strategici, infrastrutture di trasporto, telecomunicazioni e servizi essenziali richiedo­no sistemi antintrusione in grado di garantire continuità operativa, affidabilità assoluta e ca­pacità di prevenzione avanzata.

La realizzazione di un sistema di sicurezza re­almente efficace per questi siti deve necessaria­mente partire da un’accurata analisi del rischio, con la quale si definisce il livello di prestazione richiesto all’impianto in funzione delle caratte­ristiche del sito, del contesto ambientale e del valore degli asset da tutelare. Una protezione efficace richiede un approccio integrato, basato sulla combinazione di più tecnologie certificate (videoanalisi, centrali di allarme, dispositivi di segnalazione, soluzioni perimetrali) che siano tra loro coerenti. Un ruolo fondamentale è svolto anche dalle certificazioni rilasciate dai produt­tori (o da attestazioni di equivalenza normativa), in particolare per i sistemi perimetrali esterni, che operano in condizioni ambientali complesse e sono chiamati a fornire prestazioni elevate e costanti nel tempo.

Bisogna sempre ricordare, dunque, che nell’am­bito delle Critical Infrastructures la videosor­veglianza assume un ruolo di supporto impor­tante, ma complementare ai sistemi antintru­sione. La videoanalisi, infatti, non può essere considerata un sistema antintrusione poiché non soddisfa i requisiti prestazionali previsti secondo le norme CEI 79-3 ed EN 50131.

BeeS

Il sistema BeeS brevettato da GPS Standard si colloca nel contesto di una progettazione conforme ai criteri definiti dalla normativa vigente, qualificandosi come una soluzione tecnologicamente avanzata, progettata per rispondere alle esigenze di flessibilità, affidabilità e integrazione richieste nei sistemi di sicurezza per le infrastrutture critiche. Questo sistema di protezione perimetrale è in grado di operare sia in modalità interrata sia su recinzioni, con possibilità di gestione combinata di catene di sensori piezoelettrici e tratte di cavo microfonico.

Nelle applicazioni su recinzioni, il sistema rileva tentativi di scavalcamento, sollevamento, taglio della rete, mentre nelle applicazioni interrate è in grado di rilevare sollecitazioni che avvengono al passaggio sopra le superfici in cui è stato installato, compreso il cemento. Il sistema, inoltre, offre la possibilità di regolare la sensibilità in funzione delle caratteristiche del perimetro e del livello di protezione richiesto dall’installazione.

BeeS gestisce fino a 8 canali indipendenti da 50 m ciascuno, per una copertura complessiva fino a 400 m. L’integrazione con la scheda Ethernet PUA-R008 consente la gestione in rete di più sistemi, rendendo la soluzione adatta sia a installazioni compatte sia a siti estesi e complessi. La configurazione dei parametri operativi può essere effettuata tramite PC e il sistema può essere collegato a qualsiasi centrale di allarme intrusione, inserendosi in architetture conformi alla norma EN 50131 grado 4.

MOTOROLA SOLUTIONS – Video come risorsa di intelligenza predittiva

La protezione delle infrastrutture critiche (ser­vizi essenziali, reti di trasporto ecc.) richiede un approccio olistico e altamente resiliente, che superi le soluzioni di sicurezza convenzionali. L’elemento chiave per i moderni sistemi di si­curezza è la sinergia tra intelligenza artificiale avanzata e robustezza hardware: i sistemi di ul­tima generazione sono in grado di prevedere le minacce e rispondere in tempo reale, con conti­nuità operativa 24/7 anche in condizioni estreme e tolleranza agli errori quasi nulla.

Le telecamere intelligenti, integrate con analisi video, sono cruciali per discernere automatica­mente le minacce effettive (come comportamenti anomali o intrusioni) da eventi non pericolosi, riducendo significativamente i falsi allarmi e l’onere per gli operatori. Per contrastare attacchi digitali sofisticati, è fondamentale implementare la cifratura end-to-end dei dati video e funziona­lità di cyber-hardening, assicurando l’integrità costante delle informazioni.

Telecamere enterprise

Costruite per resistere, le telecamere IP Pelco di livello enterprise di Motorola Solutions offrono involucri classificati IP66/IP67 e IK10 (vedi le serie Spectra PTZ e i modelli Sarix bullet/dome) contro atti vanda­lici, polvere e immersione. La tecnologia Low Light, cruciale per la sorveglianza notturna, garantisce immagini nitide a colori anche con illuminazione minima.

Il cuore tecnologico è nell’analisi video intel­ligente on-the-edge oppure on-cloud (su me­tadati), che riduce latenza e carico di rete: le funzionalità includono rilevamento avanzato del movimento, tracciamento automatico di oggetti e rilevamento di manomissione.

Conformità NDAA (no componenti soggetti a restrizioni USA), moduli certificati FIPS 140-2 per l’integrità dei dati sensibili e protocolli sicuri (TLS 1.2+) per la crittografia delle comu­nicazioni garantiscono la protezione costante dalle minacce cyber. Pienamente conforme agli standard Onvif Profile S, G e T, la piat­taforma Pelco consente l’integrazione fluida e la gestione da parte dei VMS di terze parti leader, garantendo una migrazione agevole, un investimento protetto e la scalabilità futura del sistema.

PLEXA – Sicurezza degli accessi come presidio strategico

Quando parliamo di infrastrutture critiche, la si­curezza non può più essere considerata un insie­me di compartimenti stagni. Videosorveglianza, antintrusione, controllo accessi e gestione degli eventi concorrono oggi a formare un ecosistema integrato per garantire continuità operativa, tu­tela delle persone e protezione dei dati.

In questo contesto, il controllo degli accessi rap­presenta il primo e più importante filtro tra ciò che si deve proteggere e l’esterno. Non si tratta più solo di far entrare o bloccare qualcuno, ma di una vera e propria definizione di identità, ruoli, orari e situazioni in modo intelligente e traccia­bile, al fine di garantire reattività in tempo reale.

Servono sistemi affidabili e indipendenti, in gra­do di operare anche in assenza di connettività, mantenendo il controllo dei dati all’interno del perimetro fisico del sito. Nello scenario attuale, il fattore chiave che fa la differenza è la semplificazione della gestione di questi sistemi. Ridurre la complessità operativa diventa una priorità e limitare il rischio di errore umano, accelerare i tempi di intervento e aumen­tare la consapevolezza tra gli operatori sono ele­menti determinanti per rafforzare la sicurezza.

KeyWeb

Il sistema KeyWeb, progettato per eliminare la dipendenza da software esterni e da piat­taforme cloud, è integrato direttamente nelle centrali di controllo accessi Plexa. L’accesso avviene tramite un comune browser, senza installazioni, con tempi di configurazione e avviamento del sistema ridotti.

La forza di KeyWeb risiede nella sua architettu­ra locale: i dati restano all’interno della centra­le, garantendo riservatezza, continuità operati­va e pieno controllo delle informazioni sensibili. Attraverso un’interfaccia grafica essenziale ma potente, è possibile gestire utenti, profili di ac­cesso, scadenze, fasce orarie e varchi in tempo reale, anche da dispositivi mobili. Ogni even­to registrato può essere filtrato, esportato e analizzato, garantendo tracciabilità completa.

KeyWeb è progettato per crescere insieme all’infrastruttura, supporta integrazioni tramite API e si presta a dialogare con sistemi di super­visione, gestionali e piattaforme di sicurezza di livello superiore. La semplicità d’uso non vuol dire meno funzionalità: al contrario, rende tutto più accessibile, trasformando il controllo ac­cessi da elemento tecnico a vero strumento di governance della sicurezza, affidabile, pratico e user-friendly.

OPTEXTecnologie in sinergia

Andrea Tiberti, Pre Sales Tecnical Consultant Italy per Optex

Oggi impianti energetici, sistemi idrici, reti di trasporto e centri dati garantiscono servizi in­dispensabili per cittadini e imprese: la loro con­tinuità operativa rappresenta un presupposto essenziale per lo sviluppo economico e sociale dei Paesi in tutto il mondo.

Queste strutture devono però confrontarsi con un panorama di minacce sempre più complesso. Gli attacchi informatici si affiancano a sabo­taggi fisici in crescita, mentre il cambiamento climatico espone molti siti a condizioni mete­orologiche estreme e imprevedibili. A tali rischi si aggiungono ulteriori fattori di vulnerabilità, come l’ubicazione in aree remote, l’obsolescen­za dei sistemi di protezione e la disponibilità di budget spesso limitati.

Per rispondere efficacemente a queste sfide non esiste una soluzione unica: è necessario adot­tare tecnologie avanzate e complementari, con architetture ridondanti che combinino diversi strumenti e sistemi di rilevamento. in modo da garantire un equilibrio adeguato tra precisione elevata e riduzione dei falsi allarmi.

Optex sviluppa soluzioni progettate specifica­mente per la protezione perimetrale delle infra­strutture critiche, come sensori in fibra ottica installati su recinzioni o in modalità interrata, con la tecnologia LiDAR adatta a creare pareti virtuali laser. È proprio questa sinergia tra tec­nologie diverse a consentire la realizzazione di sistemi di sicurezza robusti e adattabili alle esi­genze di ogni sito strategico.

EchoPoint™ Distributed Acoustic System

EchoPoint™ Distributed Acoustic System è la soluzione avanzata in fibra ottica sviluppata da Fiber Sensys, parte del gruppo Optex, per il rilevamento delle intrusioni in siti estesi e ad alta criticità. Il sistema utilizza sofisticati algoritmi di analisi acustica in grado di rilevare vibrazioni, pressioni e movimenti lungo il perimetro, localizzando l’evento con una precisione di ± 6 m su distanze che possono raggiungere i 100 km.

La tecnologia EchoPoint™ consente un’installazione estremamente flessibile: il cavo in fibra ottica può essere interrato, montato su recinzioni o utilizzato in configurazioni ibride, garantendo una protezione discreta e a prova di manomissione, senza la necessità di dispositivi visibili sul campo.

Grazie alla zonizzazione virtuale, l’area protetta può essere suddivisa in più sezioni, ciascuna configurabile in modo indipendente per sensibilità e tipologia di allarme. Il sistema è inoltre in grado di classificare i tentativi di intrusione, (scavalcamenti, tagli o movimenti sospetti), riducendo sensibilmente i falsi allarmi. Immunità alle interferenze elettromagnetiche, tolleranza ai tagli e possibilità di integrazione con sistemi di videosorveglianza e piattaforme di sicurezza rendono EchoPoint™ la soluzione ideale per la protezione di infrastrutture critiche, centrali elettriche, aeroporti e siti sensibili.

PILOMAT – Sicurezza e sostenibilità, binomio protagonista

Alice Montanari, responsabile marketing di Pilomat

Nelle aree sensibili e nelle infrastrutture critiche, la presenza di dispositivi di sicurezza è di prima­ria importanza. Tuttavia, oggi più che mai, con l’accentuarsi delle sfide climatiche, è essenziale che le soluzioni di protezione scelte coniughino le prestazioni tecniche con l’imprescindibile te­ma della tutela ambientale. L’integrazione di sicurezza e sostenibilità in sistemi performanti e rispettosi del pianeta è possibile: ne sono un esempio i dissuasori mobili automatici 275/EMB della High Security Line.

Tali resistenti cilindri in acciaio emergono in verticale dal manto stradale, creando una bar­riera insormontabile per autoveicoli e camion in movimento ad alta velocità, particolarmen­te indicata per proteggere aeroporti, ospedali, impianti industriali strategici, centri di ricerca, ambasciate, comandi di polizia, basi militari, edifici governativi e siti sensibili in genere.

I dissuasori Pilomat 275/K12EMB 900A e 275/M50EMB 1200A (classe di carico D400 secondo EN124) hanno superato crash test molto severi fra cui: resistenza all’urto (senza deformazio­ni) 700.000 J, equivalenti alla sollecitazione di un’auto da 2.000 kg lanciata a 95 km/h o di un autocarro da 7.500 kg a 52 km/h; resistenza allo sfondamento 2.000.000 J, pari a un’auto lanciata a 161 km/h o a un autocarro a 80 km/h. In dettaglio, questi modelli dispongono delle cer­tificazioni: IWA 14-1:2013, PAS68:2013 e ASTM F2656-07 (M50 – K12).

I dissuasori della serie 275/EMB sono anche i primi al mondo provvisti di EPD (Environmental Product Declaration), la dichiarazione ambien­tale di prodotto che fornisce dati sul ciclo di vita in accordo con lo standard ISO 14025.

Serie 275/EMB

I dissuasori Pilomat 275/EMB presentano un basamento ipogeo (profondità massima 1.862 mm), con controtelaio e tirafondi, per il solido ancoraggio a terra e per l’alloggiamento del cilindro e del sistema di alimentazione, movi­mentazione, comando e controllo. Il cilindro, con diametro 271 mm e altezze fuori terra di 900 mm (modello 900A) e di 1.200 mm (modello1200) può essere realizzato con acciaio S355JR (verniciato), acciaio inox X5CrNi 18-10 AISI 304 (satinato) e acciaio inox X5CrNi­Mo 17-12-2 AISI 316 (verniciato).

Il dissuasore è collaudato per l’uso intensivo in ogni condizione climatica (2.000 cicli/giorno, vita media 3.000.000 cicli), con velocità di sol­levamento e abbassamento di 22 cm/s; il gelo non impedisce il movimento, grazie alla resi­stenza termica con trasformatore e termostato.

Una vasta gamma di accessori permette la personalizzazione a piacere, mentre la pratica stazione di gestione consente il controllo e l’azionamento in sito e in remoto.

TECNOVIDEO – Non solo robustezza, ma anche connettività

La protezione delle infrastrutture critiche rap­presenta una delle sfide più complesse nell’am­bito della sicurezza industriale contemporanea. Nel settore Oil & Gas, dove le atmosfere esplosive costituiscono una presenza costante, garantire la sicurezza di persone e asset richiede soluzio­ni tecnologiche all’avanguardia, progettate per resistere alle condizioni operative più estreme.

In questo contesto Tecnovideo si distingue come partner tecnologico di riferimento, coniugando innovazione, affidabilità e conformità normativa in sistemi di videosorveglianza antideflagranti certificati secondo i più severi standard interna­zionali. L’acciaio inossidabile AISI 316 L conferi­sce al prodotto una resistenza straordinaria alla corrosione, caratteristica essenziale in presenza di agenti chimici aggressivi, salinità marina e temperature estreme tipiche di raffinerie e piat­taforme offshore.

Camera Station wireless

Nell’era della digitalizzazione, la cybersecurity rappresenta un elemento imprescindibile. Le soluzioni Tecnovideo integrano avanzate fun­zionalità di sicurezza informatica per protegge­re le trasmissioni video e garantire l’integrità dei dati, nel pieno rispetto dei requisiti della normativa NDAA. Sono inoltre conformi agli standard Onvif G/S/T/M, per un’integrazione fluida che ottimizza gli investimenti tecnologici e semplifica la gestione operativa.

L’innovazione più significativa arriva dalla connettività wireless: Tecnovideo ha svilup­pato una nuova generazione di sistemi CCTV antideflagranti che integrano tecnologia 5G, capaci di garantire trasmissioni dati in tempo reale, bassa latenza e ampia larghezza di ban­da. L’adozione delle reti 5G private risponde a tre esigenze strategiche dell’industria: mo­dernizzare l’infrastruttura di rete esistente, la gestione sicura dei dati direttamente on-site e una connettività ad alte prestazioni completa­mente sotto il controllo dell’operatore. Questa architettura consente di implementare sistemi di sorveglianza flessibili e scalabili, capaci di adattarsi dinamicamente alle esigenze ope­rative di ogni sito industriale, mantenendo i massimi livelli di sicurezza e prestazione.

TKH SECURITY– Protezione centralizzata per i locali tecnici

I locali tecnici non presidiati sul territorio, come cabine e armadietti stradali, sono un asset cru­ciale per le grandi aziende di telecomunicazioni e produzione/distribuzione di acqua, energia e gas. Per garantire il funzionamento e la continu­ità di servizio di questi siti in caso di attacchi, guasti o eventi naturali avversi, TKH Security ha sviluppato la soluzione ASM (Asset & Site Mana­gement), una piattaforma che combina la super­visione remota dello stato di servizio del sito con controllo accessi e videosorveglianza. Qualsiasi irregolarità o anomalia dei fattori ambientali viene rilevata e immediatamente segnalata alla centrale di controllo, dove l’operatore attraverso una moderna interfaccia grafica interattiva in­teramente personalizzabile può valutare tutte le informazioni ricevute e attivare tempesti­vamente, in caso di necessità, l’intervento più opportuno ed efficace.

Sfruttando le più moderne tecnologie key­less, il sistema permette anche di gestire da remoto i flussi in entrata, regolando le modalità e le finalità di accesso. Trattandosi di una soluzione scalabile, può essere facilmente estesa su più sedi, con un risparmio di tempi e costi di gestione per le infrastrutture critiche.

Asset & Site Management

La soluzione – composta a livello hardware dal controllore ApolloN, lettori, telecamere, sen­sori e rivelatori – trova il suo punto di forza nella combinazione unica di dispositivi fisici e software, declinabile a seconda delle esigenze specifiche del singolo sito: il controllore ApolloN offre infatti grande flessibilità e scalabilità gra­zie al design modulare e all’implementazione del protocollo SNMP3, cosa che permette di trovare sempre la configurazione perfetta.

Il controllore, idoneo per quei siti in cui sono disponibili energia elettrica e connettività, raccoglie continuamente i dati e lo stato di servizio dei dispositivi cui è collegato e comu­nica attraverso la rete Internet con la centrale di controllo, segnalando gli eventi d’allarme a partire da variabili come valori anomali di temperatura o dell’umidità dell’aria (che pos­sono segnalare un principio di incendio o di allagamento) e la rilevazione di urti, mano­missioni o intrusioni. In questo modo, è pos­sibile monitorare tutti i siti remoti da un’unica centrale operativa, andando a gestire ogni situazione anomala.

ASM, inoltre, soddisfa pienamente tutti i re­quisiti di privacy e cybersecurity, utilizzando le più recenti tecnologie di crittografia e pro­tezione dati.

RECONEYEZ – Soluzione di sicurezza intelligente e wireless

Stefano Torri, VP of Sales – Southern Europe & The Middle East

La protezione delle infrastrutture critiche pre­senta una serie di sfide uniche. Le reti energeti­che, i servizi di pubblica utilità e i siti industriali sono spesso remoti, non presidiati e distribuiti su territori molto estesi, dove l’alimentazione elettrica e la connettività sono limitate o inesi­stenti. I sistemi di sicurezza tradizionali faticano a operare in questi contesti, lasciando asset vitali esposti. È qui che Reconeyez sta ridefinendo il modo in cui tradizionalmente le infrastrutture critiche vengono protette.

Il brand offre una soluzione di sicurezza comple­tamente wireless e alimentata a batteria, proget­tata specificamente per siti difficili da protegge­re. Grazie al rilevamento basato su intelligenza artificiale, i sensori identificano le minacce reali (come persone o veicoli) filtrando al contempo i disturbi ambientali e riducendo drasticamente i falsi allarmi. La verifica visiva in alta definizione e gli avvisi in tempo reale consentono ai team di vigilanza di intervenire rapidamente e con sicurezza, senza la necessità di alimentazione fissa o connessioni di rete.

La flessibilità del sistema consente inoltre di riallocare i sensori in base all’evoluzione delle esigenze operative, dando a vita a una soluzione intelligente e autonoma che garantisce protezio­ne affidabile proprio dove è più necessaria.

Detector + bridge

Reconeyez offre una soluzione di sicurezza di nuova generazione, progettata per ambienti in cui i sistemi tradizionali falliscono: siti remoti, non presidiati e ricchi di infrastrutture, privi di alimentazione elettrica e connettività di rete. Alla base della soluzione, c’è la combinazione tra hardware completamente wireless e una piattaforma cloud basata su intelligenza artificiale, che consente un’implementazione rapida senza necessità di scavi, cablaggi o infrastrutture fisse e una verifica degli allarmi di livello superiore.

Il detector Reconeyez è un sensore alimentato a batteria con un raggio di rilevamento per il monitoraggio senza interruzioni di perimetri e aree sensibili. Funziona per lunghi periodi con batterie sostituibili oppure in modo continuo tramite alimentazione solare, garantendo un rilevamento affidabile anche dove non è disponibile una fonte di energia permanente. L’elaborazione integrata filtra preventivamente gli eventi, riducendo gli attivatori inutili e preservando la durata della batteria.

A completamento del detector, il bridge Reconeyez funge da hub di comunicazione completamente wireless. Utilizzando reti cellulari (4G/5G) e tecnologie di rete a bassa potenza e a lunga portata, aggrega i dati crittografati provenienti dai detector e li trasmette in modo sicuro al cloud, eliminando il problema della dipendenza da reti cablate.

Una volta nel cloud, tramite analisi video vengono eseguite la classificazione avanzata degli oggetti e l’analisi dei comportamenti, distinguendo tra persone, veicoli e altri oggetti con un elevato livello di affidabilità. Gli allarmi verificati, completi di immagini e metadati, vengono inviati ai centri di ricezione, ai sistemi VMS/SIEM o ai client mobili tramite l’app dedicata Reconeyez

DEA SECURITY – La strategia degli “anelli”

Per la protezione delle infrastrutture critiche, Dea Security ha sviluppato una strategia di di­fesa basata su 4 anelli di protezione concentrici, dal perimetro esterno al cuore dell’edificio:

  • anello 1: protezione di recinzioni e muri di cinta con sistemi Fusion P2P, Serir 50, Torsus 50;
  • anello 2: difesa invisibile delle aree aperte con il sistema interrato Sisma CP 50;
  • anello 3: rilevazione su pavimentazioni con Si­sma CA e Sisma CA PF;
  • anello 4: protezione puntuale di interni e infissi con Xensity e SPC PRO.

Questa architettura multi-livello garantisce im­munità ai disturbi ambientali e massima affida­bilità operativa, apportando vantaggi come più tempo per organizzare la difesa, effetto deterren­za, adattabilità climatica, ridondanza e certezza di rivelazione, effetto sorpresa e integrazione di più sistemi in un’unica soluzione.

Fusion P2P

Fusion P2P rappresenta l’avanguardia dei si­stemi antintrusione Dea dedicati alla prote­zione perimetrale esterna. Si tratta del primo sistema per recinzioni a impiegare la tecno­logia dual-tech Dea Sensor Fusion (DSF), un brevetto esclusivo registrato da Dea Security che combina in ogni singolo sensore i vantaggi di un trasduttore piezoelettrico con quelli di un accelerometro MEMS.

Grazie a sofisticati algoritmi di intelligenza adattiva, il sistema analizza i dati di entram­be le sorgenti per discriminare con estrema precisione i tentativi di taglio, arrampicamento o sfondamento dai disturbi causati da eventi climatici avversi o vibrazioni ambientali (come traffico stradale o ferroviario). La funzione noi­se limiter garantisce un’immunità pressoché totale ai falsi allarmi anche in condizioni me­teorologiche estreme.

Il sistema si distingue per la straordinaria ver­satilità: è applicabile a reti flessibili, pannelli rigidi (grigliati) e muri. Supporta la rilevazione puntuale (Point ID), permettendo l’individuazio­ne esatta del punto di intrusione, e consente la taratura individuale di ogni sensore lungo la stessa linea. Dal punto di vista dell’infrastrut­tura, Fusion P2P offre un supporto nativo alle reti IP e può coprire fino a 1,5 km di perimetro con una singola unità di analisi (gestendo fino a 300 sensori su 2 bus).

Per la massima affidabilità, è installabile in configurazione a loop (anello chiuso): questa ridondanza permette al sistema di rimanere pienamente operativo anche in caso di taglio del cavo bus in qualsiasi punto della linea.

VIGILATE – Integrazione sistemica

Diego Ongari, Chief Marketing Officer di Vigilate

Storicamente, la sicurezza fisica si è concentrata quasi esclusivamente su videosorveglianza e sistemi antintrusione: strumenti fondamentali, ma progettati per un mondo più semplice, fatto di silos tecnologici e scenari relativamente statici. Oggi il contesto è radicalmente cambiato. Le infrastrutture critiche sono ecosistemi complessi, dinamici e interconnessi, in cui la sicurezza nasce dall’integrazione di sistemi eterogenei: non solo impianti TVCC e sensoristica perimetrale, ma anche controllo accessi, gestione dei flussi veicolari, parcheggi intelligenti, manutenzione predittiva, diagnostica dei dispositivi, dati energetici e ambientali. Informazioni che, se considerate singolarmente, sembrano scollegate, ma insieme permettono di costruire una reale consapevolezza del contesto operativo e di anticipare rischi, anomalie e comportamenti critici.

Per anni questi sistemi sono stati gestiti attraverso software diversi, su postazioni e monitor separati, aumentando complessità, costi e tempi di reazione. Oggi diventa essenziale unificare tutto in workspace integrati, capaci di offrire una visione coerente e immediata dello stato dell’infrastruttura, a supporto di decisioni rapide e informate.

In questo scenario, l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie di classificazione e videoanalisi rappresentano un acceleratore straordinario. L’approccio di Vigilate è usarle in modo concreto e sostenibile, anche on-premise, integrandole in dispositivi edge locali. Una scelta che risponde non solo a esigenze economiche, ma soprattutto a temi chiave di sicurezza, continuità operativa e tutela della privacy dei dati. La sicurezza del futuro non è solo controllo: è integrazione, intelligenza e visione sistemica.

V-SUITE

V-SUITE è la piattaforma Over-ERP di Vigilate per la security, il monitoraggio del traffico, l’IoT e lo smart building: un ecosistema software che governa tutti i fattori che incidono sulla gestione operativa e strategica della sicurezza. Un ambiente unico dove dati di videosorveglianza, antintrusione, controllo accessi, traffico, parcheggi, diagnostica, manutenzione, consumi energetici e parametri ambientali convivono e si rafforzano a vicenda. Un’informazione di traffico può diventare un indicatore di rischio, un’anomalia energetica un segnale di criticità, un dato diagnostico un fattore di sicurezza preventiva.

La piattaforma si articola in moduli specializzati: moderno e scalabile, XENTINEL è capace di gestire TVCC, antintrusione, antincendio e impianti complessi. XENTRY governa il controllo accessi multisede. Nel mondo Smart Mobility, ITS trasforma i dati di traffico in sicurezza predittiva, mentre XSCANNER e XPARK supervisionano viabilità, smart city e parking. Il modulo METERING consente il monitoraggio di consumi energetici, sensori ambientali, temperature e parametri operativi, trasformando dati apparentemente tecnici in informazioni strategiche per efficienza, sostenibilità e sicurezza. Per i servizi e il B2B, MULTIMANAGER abilita la gestione remota delle piattaforme presso i clienti, affiancato da XENTINEL OPERATION CENTER per le control room. Completano l’ecosistema Asset Manager, Ticketing, Analytics, Diagnostic, Automation e Configurator.

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