Il progetto Waterfront di Levante rappresenta uno degli interventi più articolati di rigenerazione urbana del fronte mare genovese, sviluppato nell’area compresa tra il Porto Vecchio, il Padiglione della Fiera e il Palazzetto dello Sport. Nato da un masterplan firmato da Renzo Piano e sviluppato con il contributo di diversi noti studi di progettazione, l’intervento ha trasformato un’area precedentemente occupata da infrastrutture portuali dismesse in un sistema integrato di spazi pubblici, percorsi e nuovi volumi edilizi. Il disegno urbano si articola lungo una passeggiata affacciata su un canale navigabile da 54.000 m³ d’acqua, elemento centrale del progetto, attorno al quale si sviluppano un parco lineare, edifici riqualificati e nuove funzioni residenziali, direzionali e ricettive.
In questo contesto si inseriscono i ponti (uno dei quali mobile), infrastrutture strategiche per garantire continuità ai percorsi pedonali e veicolari tra le nuove isole e il lungomare e per assicurare il raggiungimento di importanti edifici, fra cui il padiglione fieristico. «Siamo stati chiamati per proporre una soluzione alternativa ai guardrail lungo i ponti, ritenuti antiestetici dalla direzione lavori» afferma Emanuele Imberti, responsabile vendita e assistenza Italia di Pilomat.
La richiesta del committente era duplice: garantire la massima sicurezza, impedendo l’accesso accidentale dei veicoli alle aree pedonali e il rischio di caduta nel canale, e mantenere, al contempo, un’elevata attenzione al design e all’integrazione paesaggistica. Pilomat ha così sviluppato un sistema di dissuasori fissi completamente personalizzato, progettato per armonizzarsi con il linguaggio architettonico dell’intervento e rispondere ai vincoli strutturali dei ponti esistenti. «Partendo da un modello compatibile con le esigenze architettoniche, abbiamo sviluppato un prodotto completamente nuovo dal punto di vista tecnico» sottolinea Imberti. Il risultato è una soluzione che coniuga funzione di protezione e integrazione estetica, evitando l’inserimento di elementi tradizionali considerati incompatibili con il progetto.
Una settimana per l’installazione

L’aspetto più critico dell’intervento ha riguardato l’integrazione dei dispositivi all’interno di una struttura esistente in calcestruzzo armato. I ponti, infatti, sono realizzati con travi laterali che sostengono sia la carreggiata sia le pensiline pedonali, elemento che ha escluso la possibilità di realizzare scavi o fondazioni tradizionali.
«I dissuasori dovevano essere vincolati a travi concepite per l’installazione di guardrail: è stato necessario sviluppare una soluzione alternativa, senza interventi invasivi» spiega Imberti. La risposta progettuale è stata un sistema di ancoraggio basato su tasselli inseriti in profondità nel calcestruzzo, disposti a corona attorno al basamento di ciascun dissuasore. I dispositivi, installati lungo i bordi dei ponti, costituiscono una barriera lineare discontinua, ma ad alta resistenza, capace di separare efficacemente il traffico veicolare dai percorsi pedonali.
L’installazione è stata eseguita dall’impresa incaricata della realizzazione dei ponti con il supporto tecnico dell’azienda Pilomat, sia nelle fasi iniziali, sia in quelle di collaudo. Le operazioni relative alla posa in opera si sono svolte nell’arco di una settimana circa, con 2 squadre per un totale complessivo di 6 operatori.
Un elemento determinante per l’ottimizzazione delle tempistiche è stato l’utilizzo di dime di foratura, fornite da Pilomat, che hanno consentito di organizzare il cantiere in modo parallelo tra tracciatura, foratura e posa, migliorando l’efficienza complessiva del processo.
Prestazioni meccaniche e verifiche
Il dimensionamento del sistema è stato definito sulla base di requisiti prestazionali stringenti, legati alla necessità di garantire la sicurezza in un contesto aperto al pubblico. I dissuasori sono stati progettati per resistere allo sfondamento sia da parte di un’autovettura da 3,5 t in movimento a 30 km/h, sia da parte di un autocarro da 21 t a 5 km/h (30 km/h e 5 km/h erano infatti i limiti di velocità imposti su quel tratto di strada). «Sistema di ancoraggio e dispositivi sono stati dimensionati per soddisfare questi parametri, verificando in campo la corrispondenza tra modello teorico e comportamento reale» evidenzia Imberti.
La fase di validazione ha previsto l’installazione iniziale di due dissuasori per ponte e l’esecuzione di prove di spinta in collaborazione con l’impresa. L’esito positivo dei test ha consentito di procedere con la posa completa, che ha portato all’installazione di 122 dissuasori complessivi. Ogni elemento è stato inoltre personalizzato dal punto di vista estetico, in coerenza con le indicazioni progettuali, contribuendo all’integrazione visiva dell’intervento.
Particolare attenzione è stata dedicata al sistema di ancoraggio, determinante per il raggiungimento delle prestazioni dichiarate. «È stato fondamentale rispettare rigorosamente le specifiche relative ai tasselli utilizzati, sia in termini di tipologia sia in termini di quantità e corretta applicazione del materiale chimico di fissaggio, garantendo così la piena efficacia strutturale del sistema – conclude Imberti – Siamo molto soddisfatti di aver contribuito alla riuscita del progetto, mettendo in campo le migliori competenze sviluppate da Pilomat in oltre cinquant’anni di attività».

La scelta tecnologica è stata guidata dai vincoli strutturali del contesto: l’impossibilità di realizzare fondazioni ha reso necessario sviluppare un sistema di ancoraggio tassellato ad alte prestazioni, progettato ad hoc per garantire la resistenza richiesta. Dal punto di vista operativo, Pilomat ha seguito la progettazione, la produzione e le verifiche in situ, installando i primi dispositivi per eseguire i test e validare il comportamento reale del sistema. L’organizzazione del cantiere, inoltre, ha beneficiato dell’utilizzo di dime di foratura, che hanno permesso di suddividere le lavorazioni tra più squadre e anticipare alcune fasi, migliorando tempi ed efficienza.
Un aspetto determinante è stato infine il controllo della corretta posa: il rispetto delle specifiche relative ai tasselli, alla foratura e all’applicazione dei materiali di fissaggio è essenziale per ottenere le prestazioni previste. Per questo è fondamentale attenersi sempre scrupolosamente alle indicazioni tecniche del produttore.
A lavoro concluso, le soluzioni adottate si sono dimostrate coerenti con gli obiettivi progettuali, senza evidenziare criticità, confermando l’efficacia dell’approccio scelto anche in un contesto strutturale complesso come questo.


