Climatizzazione, i numeri di Assoclima sul 1° semestre 2026

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Nel complesso, il primo semestre 2026 (-0,6% e 1,79 miliardi di fatturato) restituisce il quadro di un mercato in fase di assestamento, influenzato dalla diversa distribuzione stagionale delle temperature e da una progressiva trasformazione della domanda verso soluzioni impiantistiche a maggiore contenuto tecnologico ed efficienza

Il mercato italiano della climatizzazione chiude il primo semestre 2026 con un andamento differenziato tra i diversi segmenti. È quanto emerge dalla rilevazione statistica trimestrale di Assoclima relativa al periodo gennaio-giugno 2026.

Mercato trainato dalla prima ondata di calore

Il dato più significativo riguarda i climatizzatori mono e multisplit, che registrano una contrazione sia a volume sia a valore rispetto allo stesso periodo del 2025. In particolare, i sistemi monosplit segnano un calo del 9,8% a volume e del 7,8% a valore, mentre i multisplit limitano la flessione al 5,5% a volume e al 6,9% a valore. In controtendenza risultano i sistemi miniVRF e VRF, in crescita del 12,3% a volume e del 13,6% a valore, così come i sistemi misti multisplit con produzione di acqua calda sanitaria, che aumentano del 25,5% a volume e del 14,4% a valore. Parliamo complessivamente di 1 milione e 650.000 unità vendute nel primo semestre 2026, per un fatturato di circa 1,23 miliardi di euro.

La contrazione del segmento residenziale è riconducibile principalmente alla diversa dinamica della stagione climatica rispetto al 2025. Dopo un avvio d’anno caratterizzato da una domanda debole, il caldo intenso è arrivato soltanto nella seconda metà di giugno, quando la rilevazione del primo semestre era ormai in fase di chiusura. Il climatizzatore si conferma un acquisto impulsivo, fortemente influenzato dalle condizioni meteorologiche: la ripresa degli ordini e il conseguente riassortimento della distribuzione si sono concentrati tra la fine di giugno e il mese di luglio, lasciando ipotizzare un possibile recupero nei dati del terzo trimestre.

Sull’andamento del settore hanno inciso anche il confronto con un 2025 caratterizzato da condizioni di mercato particolarmente dinamiche, il livello delle scorte residue lungo la filiera, una maggiore prudenza negli acquisti da parte della distribuzione e il perdurare dell’incertezza economica delle famiglie, aggravata dal costo dell’energia.

Non solo mono split

I dati evidenziano inoltre una progressiva evoluzione del mix di mercato. La riduzione del valore complessivo risulta più contenuta rispetto alla contrazione dei volumi, segnalando uno spostamento della domanda verso soluzioni tecnologicamente più avanzate e a maggiore valore aggiunto. La crescita dei sistemi miniVRF, VRF e delle configurazioni miste conferma l’interesse crescente per impianti più efficienti e destinati a interventi progettuali, meno legati agli acquisti d’impulso tipici del segmento mono split.

Segnali positivi arrivano dal settore delle pompe di calore aria-acqua, che registra una crescita complessiva a volume (+25,5%) e a valore (+14,2%). Continua a consolidarsi l’interesse per i modelli di piccola potenza: +28,1% a volume e +22,2% a valore per le unità fino a 10 kW e +24,1% a volume e +14% a valore per quelle da 11 a 17 kW. Le prospettive indicano un percorso di sviluppo progressivo, sostenuto da una domanda sempre più autonoma rispetto ai meccanismi di incentivazione straordinaria che avevano supportato il settore negli anni passati.

Tra gli altri segmenti monitorati dalla rilevazione, prosegue il buon andamento dei climatizzatori trasferibili (+17,8% a volume e +25,9% a valore), delle unità di trattamento aria (+10,1% a volume e +10,6% a valore), della ventilazione meccanica controllata residenziale (+53,1% a volume e +16,4% a valore) e delle unità terminali (+1,9% a volume e +6,8% a valore).

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