Facciate attive a inseguimento solare

Condividi

L’integrazione fra gli impianti di produzione dell’energia da fonti rinnovabili e le facciate degli edifici ha compiuto un significativo passo in avanti con la presentazione, da parte dell’azienda olandese Wellsun, del sistema Lumiduct.

Lumiduct è una facciata attiva che si presta a differenti funzioni, prima fra tutte la produzione di elettricità mediante mini-celle fotovoltaiche ad alto rendimento, inserite in moduli in materiale traslucido riciclabile stampati con una geometria atta a concentrare i raggi solari.

Le potenzialità sono notevoli anche sotto il profilo del controllo dell’irraggiamento luminoso degli ambienti, del recupero del calore e della possibilità di sfruttare lo stesso sistema come schermo multimediale.

COME È FATTO

I moduli a concentrazione sono installati all’interno di spazi trasparenti e inseguono il Sole durante il suo percorso apparente nella volta celeste, in modo da ottimizzare in ogni istante sia l’orientamento delle superfici captanti, sia la loro capacità di schermare gli ambienti interni rispetto all’irraggiamento, mantenendo sempre libera la visuale verso l’esterno. Il consumo di energia necessario per il movimento e il monitoraggio del tracking è inferiore all’1% della potenza prodotta.

Generare, regolare, comunicare e riscaldare

Lumiduct è composto da una struttura portante in profili metallici alti fino a 3.60 m, disponibili fianco a fianco e sovrapponibili fra loro, ciascuno dei quali supporta fino a 7 leggeri moduli spessi solo 14 mm, della dimensione standard di 600 x 426 mm.

Il designo modulare e scalabile permette di configurare a piacere la superficie captante, per realizzare facciate climatiche a doppia pelle conformate a piacimento, della profondità massima di 1 m.

La produzione di elettricità è affidata a un inverter collegato alla rete AC e a una centralina di monitoraggio e controllo, per l’impostazione e la programmazione dei parametri di funzionamento in sinergia con il BMS.

Fra gli optional sono previsti pixel con tecnologia Led, per la proiezione di immagini nel periodo notturno, e uno scambiatore di calore, per il recupero del calore sviluppato dall’irraggiamento solare sui moduli e dalle celle a concentrazione.

COME FUNZIONA

A fronte di una potenza di picco pari a 300 Wp/m2, grazie alla concentrazione dei raggi solari verso le celle fotovoltaiche l’efficienza di ogni singolo modulo è pari al 30%. Il materiale che compone i moduli è traslucido, perciò blocca l’illuminazione diretta a vantaggio della luce diffusa, evitando anche il fenomeno dell’abbagliamento. Poiché i moduli sono installati all’interno di una facciata a doppia pelle, quest’ultima si comporta come una serra e, di conseguenza, il calore captato può essere recuperato e messo a disposizione degli impianti di climatizzazione dell’edificio.

COMUNICARE CON LA LUCE

Nell’applicazione Lumiduct Media, la presenza di pixel della dimensione di 23 mm situati fra i concentratori solari permette anche la realizzazione di facciate multimediali. Durante la notte, quando il sistema non produce elettricità, i moduli si dispongono paralleli alla vetrata: parte dell’energia prodotta può così essere impiegata per proiettare messaggi e immagini, anche in movimento, utilizzando l’intera ampiezza della superficie captante come schermo luminoso.

Edicola web

  • n.2 - Marzo 2026
  • n.1 - Febbraio 2026
  • n.10 - Dicembre 2025

Ti potrebbero interessare

bollitori dell’acqua

Ma è vero che… la temperatura dei bollitori dell’acqua calda centralizzata è definita dalla normativa?

In un impianto di acqua calda centralizzata, la regolazione della temperatura nei bollitori e nella rete di distribuzione non è una scelta arbitraria: è determinata da normative tecniche e disposizioni legislative che bilanciano efficienza energetica, igiene sanitaria, sicurezza degli utenti e prestazioni dell’impianto.

punti di ricarica

Ma è vero che… cambiano le regole per i punti di ricarica veicoli elettrici?

Dal 3 giugno 2026 entra in vigore il nuovo decreto sui punti di ricarica per veicoli elettrici: obblighi, ambiti di applicazione e criteri di predisposizione negli edifici residenziali e non residenziali.

Tecnologia a scala industriale per l’idrogeno verde

Negli ultimi anni la tecnologia dell’elettrolisi ha compiuto importanti passi in avanti, verso soluzioni ad alta efficienza e basso costo, che oggi supportano lo sviluppo delle fonti rinnovabili per la produzione dell’idrogeno verde.

Come si fa a progettare un impianto sicuro con il differenziale da 30 mA?

Quando e perché il differenziale da 30 mA è obbligatorio secondo la CEI 64-8: ambiti di applicazione e ruolo chiave nella protezione contro i contatti elettrici.