Come già visto, quindi, la potenza reattiva tiene conto con il suo segno del tipo di carico: positiva se di tipo induttivo, negativa se capacitivo.
Il teorema di Boucherot, dall’enunciato semplice, è (forse proprio per questo?!?) trascurato in diverse applicazioni pratiche portando, così, a risultati poco attendibili.
Cerchiamo di apprezzarne il significato con un semplice esempio numerico, per semplicità improntato su un circuito monofase (figura 1), in cui ciascuno dei tre carichi è caratterizzato dalla sua potenza attiva (P) e dal suo fattore di potenza (cosφ). Il valore efficace della tensione di fase è 230 V.
Utilizziamo il teorema di Boucherot per calcolare la potenza attiva complessiva assorbita alla sezione A-A:
PTOT=P1+P2+P3=15 kW→somma aritmetica
La potenza apparente assorbita dai singoli carichi è:

Si passa alla potenza reattiva:

Nell’esempio scelto, i carichi reattivi sono tutti ohmico-induttivi e quindi la relativa potenza reattiva è positiva; nel calcolo della potenza reattiva totale, quindi, la somma algebrica coincide con quella aritmetica:
QTOT=Q1+Q2+Q3=7 kvar
È possibile valutare il fattore di potenza alla sezione A-A:

Tale valore dovrebbe essere assunto come dato di input nel caso si volesse procedere al rifasamento dell’impianto.
