Smart Mobility Report 2025, l’Italia accelera sulla ricarica elettrica

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Secondo l’ultimo Smart Mobility Report, il 78% dei punti di ricarica pubblici è ancora rappresentato da ricariche lente ma crescono le stazioni fast (+67%), che costituiscono il 19% del totale nazionale, superando la media europea (15%).

Il 2024 ha visto una forte espansione delle infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici in Italia, come rivelato dai dati emersi dall’ultimo Smart Mobility Report 2025 del Politecnico di Milano, e riportati anche da ANIE. I punti di ricarica pubblici sono aumentati del 34%, raggiungendo quota 66.000. Nonostante il 78% sia ancora rappresentato da ricariche lente (fino a 22 kW), si registra una crescita notevole (+67%) delle stazioni fast, che costituiscono il 19% del totale nazionale, superando la media europea (15%). Questo evidenzia un focus strategico italiano sul potenziamento delle soluzioni ad alta potenza, cruciali per autostrade e nodi logistici.

Sul fronte privato, a fine 2024 si contavano circa 560.000 punti di ricarica, con una crescita più contenuta (+12%) rispetto agli anni precedenti, in parte dovuta alla riduzione del Superbonus. Ciò sottolinea la dipendenza di questo segmento da incentivi stabili.

A livello europeo, i punti di ricarica pubblici hanno superato il milione, con un aumento del 35% per le ricariche lente e del 43% per quelle veloci. Paesi come Norvegia, Germania, Spagna e Italia sono pionieri nelle infrastrutture ad alta potenza, mentre nazioni come i Paesi Bassi, pur avendo un’alta densità di PdR, si affidano prevalentemente a ricariche lente.

Nonostante l’Italia abbia accelerato, si trova ancora nella parte bassa della classifica per densità di PdR per abitante. Il 2025 mostra segnali incoraggianti con l’aumento delle immatricolazioni, ma persistono criticità. La revisione del PNRR, che ha ridotto i fondi per le infrastrutture a favore di incentivi all’acquisto, rischia di rallentare lo sviluppo della ricarica, specialmente nelle aree urbane e meno servite.

Per raggiungere l’obiettivo di 6,6 milioni di veicoli elettrici al 2030 (l’Italia è ferma a 3,1 milioni nello scenario “Business As Usual”), sarà fondamentale garantire investimenti continui, semplificazioni normative e stabilità negli incentivi, concentrandosi non solo sull’acquisto dei veicoli, ma anche sul loro utilizzo quotidiano tramite infrastrutture veloci, affidabili e accessibili.

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