Rimozione di cavi elettrici interrati, installati senza autorizzazioni

cavi elettrici interrati

La vicenda origina dalla scoperta da parte dei proprietari di un immobile durante lavori di ristrutturazione, di cavi elettrici interrati di proprietà di una grande società di distribuzione energetica. Citavano dunque in giudizio la società chiedendone la rimozione e il risarcimento dei danni ritenendo che fossero stati apposti abusivamente e senza autorizzazioni.

Il Tribunale di primo grado accoglieva parzialmente la domanda, ordinando la rimozione delle linee di media tensione mentre, la Corte d’Appello ribaltava la decisione rigettando sia l’appello principale dei proprietari sia quello incidentale della società elettrica e ritenendo sussistente l’esistenza di una servitù coattiva di elettrodotto.

La vicenda è tutt’ora al vaglio della Corte di Cassazione che, al momento, ha emesso unicamente un’ordinanza interlocutoria per rimettere la questione alla pubblica udienza per valutare la complessità delle situazioni coinvolte.

In particolare, la Corte ha valutato la necessità di un “vaglio nomofilattico”, ovvero di una pronuncia che possa valere come principio di diritto generale analizzando in particolare l’aspetto della nazionalizzazione dell’energia elettrica e se tale passaggio fosse sufficiente a creare una servitù di elettrodotto su fondi privati, senza un provvedimento specifico e senza un’autorizzazione in tal senso.

(Ordinanza interlocutoria di Cassazione Civile Sez. 2 n. 19757 anno 2025)

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