Ecobonus, spesi più di 3 miliardi di euro per efficientamento energetico

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Primi segnali di efficientamento anche per la parte più vecchia del patrimonio immobiliare italiano. È quanto si deduce dai dati sull’Ecobonus presentati dall’Enea che ha illustrato il 3 luglio a Roma i principali dati dell’ottavo Rapporto Annuale sull’Efficienza Energetica e Rapporto annuale sulle detrazioni fiscali.

Nel 2018, le famiglie italiane hanno effettuato 335mila interventi di efficienza energetica, mobilitando 3,3 miliardi di euro, prevalentemente per sostituire i serramenti (1,2 miliardi), per coibentare solai e pareti (circa 1 miliardo) e per installare caldaie a condensazione e pompe di calore per il riscaldamento (circa 800 milioni). Oltre 2,5 miliardi per interventi su edifici costruiti prima degli anni ‘80, un 35% per condomini costruiti negli anni ‘60.

Circa 500 i condomini coinvolti.

Un dato marginale se si considerano le 300.000 pratiche, ma “qualcosa si muove” ci dice Alessandro Federici, tra i curatori del dossier Enea. «Noi ci aspettiamo una impennata nei prossimi anni. Crediamo sia comunque un numero significativo anche se si considera che la quasi totalità degli interventi realizzati nei condomini è stata incentivata al 70%». Quindi si tratta in gran parte di interventi di riqualificazione dell’involucro. «Più in generale, vediamo che grazie alla variazione delle aliquote e a meccanismi come la cessione del credito, si sta dirottando una parte degli investimenti da interventi sulla singola unità immobiliare verso edifici con tre e più piani. Per la fotografia degli impianti, c’è sempre una preponderanza delle caldaie a condensazione ma è importante anche la quota delle pompe di calore. Buoni numeri anche per le caldaie a biomasse, intervento particolarmente gettonato per edifici con tre o più piani».

«Sul residenziale siamo partiti – ha ricordato Federico Testa, presidente dell’Enea –  Ormai sono coinvolti attori importanti: grandi imprese, ex municipalizzate e privati. Il meccanismo di cessione del credito ha reso possibile accesso a protagonisti che prima erano di ostacolo, perché consente loro una immediata monetizzazione. È importante rilevare l’importanza sociale di questi interventi: il 75% degli italiani vive nei condomini.

Prima l’Ecobonus riguardava principalmente villette mono o bifamiliari anche di un certo pregio. Di fatto non raggiungevamo quella grande massa di cittadini che ha maggiore necessità di spendere di meno. Dove abbiamo fatto poco? La Pubblica Amministrazione».

Complessivamente da quando è stato introdotto, nel 2007, il meccanismo dell’Ecobonus ha stimolato 39 miliardi di investimenti con un risparmio cumulato di circa 100 milioni di Megawattora. «Finalmente possiamo annunciare di aver sbloccato, con 4 anni di ritardo, il Fondo nazionale per l’efficienza energetica – ha ricordato Davide Crippa, sottosegretario del Ministero per lo Sviluppo Economico – Un fondo gestito da Invitalia, con una dotazione di 310 milioni capace di muovere un volume di investimenti di 1,7 miliardi. A trenta giorni dall’attivazione sono già arrivate 51 domande di incentivazione. Sono dati incoraggianti».

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