Istituto Zaccagnini – Lezioni al via: si torna a scuola in presenza e in sicurezza

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Istituto Zaccagni

Il modello dell’Istituto per ottici e optometristi Zaccagnini, che a marzo ha subito avviato la didattica a distanza E ora accoglie fisicamente i suoi studenti

Il modello dell’Istituto per ottici e optometristi Zaccagnini, che a marzo ha subito avviato la didattica a distanza E ora accoglie fisicamente i suoi studenti

Prima video-lezioni, corsi di recupero online e lezioni complementari. Poi, gli interventi strutturali che vedono l’installazione di termoscanner che dialogano con il sistema d’allarme e l’implementazione di tecnologie per la sanificazione dell’aria. Infine, l’adozione dei necessari protocolli di sicurezza. Così l’Istituto Zaccagnini, scuola per ottici e optometristi con sedi a Bologna e a Milano, si è attrezzata per affrontare il complesso periodo del lockdown e per garantire oggi la ripresa delle attività didattiche in sicurezza.

La didattica va online

Sabato 22 febbraio, prima del lockdown, l’Istituto Zaccagnini chiude le sue due sedi, Bologna e Milano, e si mette al lavoro per organizzare la didattica in modo diverso. Le lezioni teoriche e online iniziano dopo appena una settimana: lunedì 2 marzo.

Sono 22 le classi virtuali, 559 gli studenti e 40 docenti, che seguono le video-lezioni preparate dagli insegnanti e caricate sulla piattaforma scolastica “Skoodle”. Ogni ora di video-lezione “costa” 12 ore di lavoro. Complessivamente l’Istituto ha prodotto 1.050 ore di video-lezioni, con ben 3.150 ore di lezione in diretta e 300 ore di connessioni in fase d’esame.

Un’operazione straordinaria che ha saputo – rapidamente – mettere in campo soluzioni efficaci, e che, ancor più oggi, conferma una lungimiranza di strategie. Le lezioni pratiche sono infatti riprese il 22 giugno scorso e sono proseguite nei mesi estivi per consentire agli studenti di recuperare.

Gli interventi strutturali

Istituto ZaccagniniPer tutto il periodo in cui la didattica è proseguita in remoto, però, sono stati organizzati importanti interventi strutturali. È stato modificato il protocollo di pulizia di Bologna e Milano e, in collaborazione con il Medico del lavoro e il consulente della legge 81/2008, è stato studiato un protocollo di prevenzione generale e uno specifico per le attività pratiche e che caratterizzano i corsi dell’Istituto.

Oggi, come da regolamento, le scuole vengono sanificate di frequente, vengono controllati gli accessi per contingentare le entrate e le uscite, a tutti viene misurata la febbre e le mascherine sono d’obbligo.

Proprio a proposito della temperatura corporea, l’istituto Zaccagnini ha scelto di installare un termoscanner industriale, una camera termografica che permette di misurare la febbre a 30 persone insieme, 60 al minuto, connessa al sistema d’allarme delle sedi.

Le procedure

Istituto Zaccagnini
Giorgio Righetti, direttore dell’Istituto Zaccagnini

Qualora sia rilevata la febbre, regolata a 37.2 per una maggiore sicurezza («È meno di quanto richiesto dalla normativa», spiega il direttore dell’Istituto, Giorgio Righetti), le telecamere del sistema segnalano il problema e l’allarme suona. «Il sistema di allarme cui la camera termografica è connessa – precisa ancora il direttore – emette un segnale parlato decisamente udibile che viene ripetuto da tutte le postazioni PC del personale.

Sul video compare l’immagine della persona che ha superato la temperatura contornata di rosso e con l’indicazione della temperatura rilevata. La persona viene presa in carico dal “responsabile Covid-19” di turno, isolata in una stanza dedicata e viene riprovata la temperatura corporea con un termometro a infrarossi (non a contatto)».

Termoscanner, ma non solo

Il termoscanner è stato installato a pochi metri dal portone di ingresso per evitare che la temperatura possa essere falsata dalle condizioni atmosferiche esterne. Qui posizionato permette di misurare la febbre anche a chi passa davanti così da rilevare se studenti, docenti o altro personale mostra sintomi durante la giornata.

Sono stati inoltre modificati gli infissi per permettere un ricambio naturale dell’aria in tutta la struttura e aperte finestre un tempo sigillate. Ma sono state installate anche 21 macchine SterilairPRO, una in ogni ambiente, sia a Bologna sia a Milano, che permettono un trattamento biologico dell’aria e di sanificare complessivamente 2.940 metri cubi ogni ora.

 

 

 

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