Due temperature di cambio fase, 48 e 58 °C, quattro taglie e nuove possibilità di integrazione con le pompe di calore.
Negli impianti per acqua calda sanitaria (ACS), il fabbisogno non è costante: brevi picchi di prelievo richiedono spesso potenze elevate o grandi volumi di accumulo. Le batterie termiche I-TES offrono un’alternativa progettuale: immagazzinano energia sotto forma di calore latente, per renderla disponibile quando serve, separando la fase di produzione da quella di utilizzo.

Come funziona l’accumulo PCM
Il nucleo della batteria contiene materiali a cambiamento di fase (PCM) di origine biologica. In carica il PCM assorbe energia e fonde; in scarica solidifica, restituendo calore in un intervallo termico relativamente stabile. Due circuiti di scambio dedicati trasferiscono l’energia dalla sorgente all’accumulo e dall’accumulo all’utenza. Per l’ACS, l’acqua sanitaria viene riscaldata al passaggio: si conserva calore, non un volume di acqua potabile.
48 o 58 °C? Una scelta impiantistica

I 48 e i 58 °C indicano la temperatura caratteristica di cambio fase del PCM, non una temperatura di erogazione garantita al rubinetto. La versione a 48 °C privilegia l’abbinamento con pompe di calore a bassa temperatura: quando il profilo di prelievo e le condizioni di scambio lo consentono, ridurre la temperatura di carica contribuisce a migliorare il COP del generatore.
La versione a 58 °C offre un maggiore livello termico per applicazioni che richiedono più margine nello scambio o temperature di utilizzo più elevate. La scelta va rapportata alla temperatura di mandata disponibile: richiedere più temperatura alla pompa di calore può ridurne il rendimento. Non esiste quindi una versione migliore in assoluto, ma quella coerente con il progetto.
Vantaggi per progettisti e installatori
L’elevata densità di accumulo può ridurre l’ingombro rispetto a soluzioni ad acqua, un vantaggio negli spazi tecnici limitati. La disponibilità di energia durante i picchi può inoltre limitare la potenza di punta richiesta al generatore, se il sistema è dimensionato correttamente. Il nucleo di accumulo non presenta organi in movimento e non richiede gestione della stratificazione. Poiché nella batteria non si stocca ACS, non servono cicli antilegionella dedicati al suo volume di accumulo; restano le verifiche e le misure previste per la rete sanitaria.
Applicazioni e criteri di dimensionamento

La gamma I-TES comprende i modelli I-6, I-12, I-20 e I-40, che coprono da 6 a 40 kWh termici equivalenti. Le applicazioni spaziano dalle abitazioni a hotel, palestre e impianti ACS centralizzati. Le batterie si integrano con pompe di calore e altre fonti termiche, anche in riqualificazione, favorendo la gestione dei picchi (peak shaving e load shifting).
Volumi di ACS a 40 °C (V40), secondo le condizioni di esercizio: I-6: 130–350 L (PCM 48 °C), 150–400 L (PCM 58 °C); I-12: 260–580 L (48 °C), 300–680 L (58 °C); I-20: 530–1.400 L (48 °C), 700–1.860 L (58 °C); I-40: 1.050–1.800 L (48 °C), 1.400–2.400 L (58 °C).
Per il dimensionamento servono portata e simultaneità dei prelievi, temperatura dell’acqua in ingresso, V40 (litri di ACS a 40 °C), potenza della sorgente e tempi di ricarica. I-TES supporta progettisti e installatori nella scelta della taglia, del PCM e dello schema idraulico.
