Osservatorio droni: 150mila registrati, sempre più operatori e vertiporti

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I dati emersi dall’ultimo rapporto dell’Osservatorio Droni e Mobilità Aerea Avanzata del Politecnico di Milano riportano una fotografia di un settore in crescita nel nostro Paese.

L’Italia entra nella fase più matura dello sviluppo dei droni: nel 2025 i velivoli registrati sulla piattaforma d-flight hanno superato quota 148.000, mentre gli operatori attivi hanno raggiunto oltre 185.000 unità, gli spazi di volo autorizzati sono in aumento e i vertiporti arriveranno presto. I dati emergono dall’ultimo rapporto dell’Osservatorio Droni e Mobilità Aerea Avanzata del Politecnico di Milano che è stato uno dei temi dell’incontro organizzato presso il Senato della Repubblica.

Il rapporto del Politecnico di Milano ha censito in Italia oltre 650 progetti di utilizzo di droni di cui l’89% in capo alle Aerial Operations (tutte le operazioni con droni per soccorso, ricerca, riprese video, agricoltura di precisione ecc..) e il restante 11% su Innovative Air Mobility & Delivery, ovvero trasporto di merci e persone con droni. Il 16% di queste applicazioni si possono definire operative, hanno quindi affiancato o sostituito il modo in cui imprese e pubbliche amministrazioni svolgono le attività. Il 19% sono semplici dichiarazioni di intenti, il 31% sono sperimentazioni e il 34% sono definite una tantum, sono quindi progetti che possiamo definire operativi, ma non ricorrenti come ad esempio la ricerca di un disperso. Nell’ultimo anno sono cresciute del 57% anche le missioni più avanzate con 44 autorizzazioni BVLOS (operazioni con droni oltre il proprio campo visivo diretto).

Nel 2025 il mercato professionale dei droni e della mobilità aerea avanzata in Italia (B2B e B2G) ha raggiunto i 168 milioni di euro, in crescita del 5% sul 2024. Nello stesso anno le imprese attive sono salite a 675, invertendo dopo cinque anni il saldo tra aperture e chiusure, mentre le nuove realtà si orientano sempre più verso servizi ad alto valore aggiunto come manutenzione specializzata, pulizia di infrastrutture complesse, agricoltura di precisione.

“Dronitaly 2026 è nato proprio con l’obiettivo di valorizzare i casi d’uso più innovativi e ad alto impatto, favorire la nascita di partnership strategiche e contribuire alla crescita di un ecosistema che può e deve diventare un asset competitivo per il Paese“, ha affermato Paolo Angelini, amministratore delegato di BolognaFiere Water&Energy e organizzatore di Dronitaly.

“I droni – ha commentato Tiziana Petrillo, consigliere del Consiglio Nazionale degli Ingeneri CNI – sono uno strumento valido per migliorare standard e risultati sulla sicurezza sul lavoro, un tema di cui abbiamo parlato in modo ampio nella giornata del 12 marzo nell’ambito di Dronitaly. Il loro sviluppo tecnologico è la chiave per una rapida evoluzione degli strumenti di monitoraggio della sicurezza, applicabili dalla progettazione al cantiere con un contributo concreto e importante nella prevenzione di incidenti”.

Oltre a patrocinare l’evento, il Cnr ha partecipato con il ciclo “Droni e Ambiente: Ricerca, Applicazioni e Prospettive”: un’occasione per riunire professionisti e professioniste provenienti da ambiti diversi — geologia, agro-forestale, ingegneria e ricerca digitale — e favorire un dialogo aperto sulle sfide e sulle opportunità di questo settore in rapido sviluppo. “Con il ciclo di seminari “Droni e Ambiente: Ricerca, Applicazioni e Prospettive”, il CNR vuole promuovere un dialogo aperto tra professionisti di diversi ambiti applicativi”,  ha dichiarato Andrea Dini, Direttore dell’Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR. “Il nostro obiettivo è offrire una panoramica delle applicazioni operative, senza limitarci agli aspetti legati al volo, ma affrontando temi trasversali cruciali per la filiera, quali la gestione dei dati e delle infrastrutture di rete. In questo contesto, abbiamo ritenuto fondamentale configurare queste giornate come un vero e proprio piano formativo per il personale specializzato, rivolto alla Pubblica Amministrazione e ai privati. Il percorso copre l’intero ciclo di vita del dato: dalla corretta acquisizione e memorizzazione fino all’analisi e alla protezione delle informazioni, in piena conformità con le normative vigenti”.

“Le sessioni organizzate da ISPRA e dal SNPA (Sistema Nazionale di Protezione Ambientale) hanno esplorato esempi applicativi di utilizzo dei droni per l’acquisizione di informazioni a supporto delle attività istituzionali di monitoraggio dell’ambiente e del territorio e dei processi decisionali, partendo dalla gestione delle procedure, al rilievo in campo ed alla elaborazione del dato, fino alla restituzione del prodotto informativo”, ha aggiunto Serena Geraldini, Ricercatrice dell’ISPRA e Coordinatrice del gdl droni SNPA. “Verranno presentate applicazioni SNPA ed esperienze in collaborazione con altri attori istituzionali aprendo la strada ad un confronto multidisciplinare nazionale, finalizzato a rafforzare le sinergie e l’integrazione di procedure, informazioni e competenze”.

 

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