Assoclima: 2025 anno di transizione per la climatizzazione

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Il 2025 ha rappresentato un anno di transizione per il mercato italiano della climatizzazione, già previsto dagli operatori, ma che ha comunque confermato il ruolo centrale delle tecnologie più efficienti, in primis la pompa di calore elettrica.

Secondo le prime evidenze dell’ultima rilevazione trimestrale di Assoclima, nel 2025 si sono registrati segnali positivi in tutti i comparti: dalla crescita dei sistemi split, multisplit e VRF all’andamento positivo delle unità rooftop e packaged. A questi si aggiungono l’incremento delle unità di trattamento aria e dei terminali, in particolare nelle soluzioni più evolute.

Nel complesso, queste dinamiche confermano una domanda vivace nei segmenti non residenziali e nei progetti più strutturati, dove l’efficienza energetica e la qualità dell’aria continuano a rappresentare driver fondamentali.

Pompe di calore: tecnologia di riferimento con qualche rallentamento nel residenziale

Anche nel 2025 le pompe di calore si sono confermate come la tecnologia di riferimento, con andamenti positivi in quasi tutti i segmenti di potenza. Le performance risultano infatti generalmente in crescita, in particolare nei sistemi di media e grande taglia e nelle applicazioni commerciali e industriali.

Unico segmento in controtendenza è quello residenziale fino a 17 kW, dove si osserva una contrazione che riguarda le pompe di calore aria-acqua e acqua-acqua. Un fenomeno strettamente legato al ridimensionamento degli incentivi fiscali e all’attesa del nuovo Conto Termico 3.0.

I trend osservati per le pompe di calore idroniche nel segmento residenziale trovano spiegazione anche nel quadro più ampio del settore edilizio: secondo l’Osservatorio congiunturale di ANCE, nel 2025 si è infatti registrato un rallentamento sia nella nuova edilizia – dove, per effetto del D.Lgs 199, nelle nuove case si possono installare quasi esclusivamente pompe di calore elettriche – sia nella riqualificazione del patrimonio abitativo.

2026, nuove misure per un’ulteriore ripresa

Il settore guarda con cauto ottimismo al 2026, confortato sia dai dati di gennaio relativi al residenziale che da un quadro normativo in evoluzione, con provvedimenti rivolti a sostenere il comparto industriale e terziario.

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