Progetto Group. Uno specchio che va oltre

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Il colore Pantone Cloud Dancer 2026 è una tonalità sofisticata, luminosa e avvolgente, capace di dialogare con la luce naturale e artificiale e amplificare la percezione dello spazio

Una rete vendita selezionata, rapporti chiari con la distribuzione ITS, prodotti che sconfinano dal bagno al living e una filiera sempre più green: il direttore commerciale Giuseppe Stampanoni racconta come Progetto Group sta accompagnando rivenditori e progettisti in un’evoluzione del mercato che chiede affidabilità, design e attenzione all’ambiente.

Per Progetto Group, specialista in specchi e accessori per l’ambiente bagno, il rapporto con la distribuzione ITS è un asse strategico tanto quanto lo sviluppo di nuove collezioni e finiture. Negli ultimi anni l’azienda ha consolidato una rete vendita capillare in Italia, affiancandola a un’espansione sui mercati esteri e a un percorso strutturato su sostenibilità, materiali e riduzione degli impatti ambientali.

Le collezioni firmate da designer come Bruna Rapisarda e Danilo Fedeli hanno contribuito a traghettare il brand oltre i confini del bagno, con specchi e accessori pensati per dialogare con living, ingressi e zona notte, mentre il nuovo Pantone Cloud Dancer 2026 interpreta il colore come leva progettuale e non solo decorativa.

In questo scenario – spiega il direttore commerciale dell’azienda Giuseppe Stampanoni – il dialogo con la distribuzione specializzata diventa uno strumento per anticipare i cambiamenti del mercato, calibrare l’offerta e costruire valore lungo tutta la filiera, dal rivenditore fino al cliente finale.

Che cosa caratterizza oggi il vostro rapporto con la distribuzione specializzata?

Giuseppe Stampanoni, direttore commerciale di Progetto Group

«Negli anni abbiamo costruito una rete di agenti su tutto il territorio italiano, selezionando partner che conoscono molto bene sia la distribuzione ITS sia la nostra tipologia di prodotto. Questo ci permette di avere una presenza capillare, ma soprattutto professionale, con interlocutori che sanno presidiare il mercato e dialogare con i rivenditori in modo competente.

Per rendere questo rapporto solido e duraturo puntiamo prima di tutto sulla chiarezza delle condizioni commerciali. Per noi è fondamentale che il distributore abbia condizioni definite e stabili, perché questo riduce i disguidi, facilita la programmazione e consente al rivenditore di avere una buona marginalità sulla rivendita dei nostri prodotti. In un mercato che si muove velocemente, la trasparenza diventa un elemento di fiducia e di continuità nel tempo».

Come gestite il tema della selettività e del rispetto dei territori commerciali?

«Cerchiamo partner che sposino la nostra visione, senza saturare i territori. Evitiamo una distribuzione eccessivamente capillare, preferendo costruire relazioni solide con interlocutori selezionati, a cui garantiamo un reale rispetto delle zone».

Il prodotto specchio è fragile per natura: come gestite il tema servizio e post-vendita con la distribuzione?

«Qualche rottura in fase di movimentazione può capitare e, se emergono problematiche, interveniamo prontamente per risolverle, manifestando un supporto concreto e non solo dichiarato. Inoltre, lavoriamo per ridurre al minimo le criticità post-vendita, garantendo tempi di consegna certi, qualità e affidabilità».

Che tipo di supporto marketing mettete a disposizione dei vostri partner?

«Forniamo materiali fisici, come display e strumenti espositivi per gli showroom, e quando serve li affianchiamo con simulazioni di progettazione degli spazi espositivi. In più c’è la parte di comunicazione digitale: contenuti per i social, materiali legati alle novità di prodotto e campagne che i punti vendita possono usare a loro volta per valorizzare il brand presso i propri interlocutori».

Ci sono casi in cui la collaborazione con clienti strategici ha influenzato la gamma prodotto?

«Con alcuni clienti che generano volumi importanti possiamo prevedere uno studio congiunto della gamma. Analizziamo esigenze specifiche e costruiamo soluzioni ad hoc, sia a livello di assortimento sia a livello di personalizzazione. Sulla distribuzione tradizionale, siamo noi a essere propositivi, partendo dallo sviluppo prodotto interno».

Come è organizzato il team di sviluppo prodotto?

«Abbiamo uno studio interno, Progetto Lab, che lavora su progetti più basici e funzionali, pensati per presidiare il core business e le richieste più ricorrenti del mercato. In parallelo, collaboriamo con designer come Bruna Rapisarda e Danilo Fedeli, nostri punti di riferimento per gli specchi e gli accessori dal taglio più spinto in termini di design. Questa doppia anima ci permette di coprire sia il prodotto “quotidiano” da volume sia le soluzioni più caratterizzanti, che alzano l’asticella estetica».

Negli ultimi anni avete spinto molto su prodotti “trasversali”. Cosa significa per specchi e accessori?

«Stiamo lavorando su specchi e complementi che non vivono solo nel bagno, ma possono collocarsi anche in living, camere da letto e ingressi. L’idea è offrire al rivenditore ITS la possibilità di ampliare il proprio raggio d’azione, intercettando oltre al bagno altre aree della casa. Questo si traduce in nuove opportunità di fatturato e in un ruolo più forte del distributore come interlocutore per l’interior design, non solo per l’arredo-bagno».

Può farci un esempio concreto?

In collaborazione con il designer Danilo Fedeli, Progetto Group ha sviluppato delle mensole con finiture particolari e intercambiabili, pensate per funzionare sia nell’ambiente bagno sia, per esempio, in cucina

«In collaborazione con Danilo Fedeli abbiamo sviluppato delle mensole con finiture particolari e intercambiabili, pensate per funzionare sia nell’ambiente bagno sia, per esempio, in cucina. Sono elementi che dialogano con diversi contesti domestici, offrendo al distributore uno strumento in più per raccontare una casa coerente, dove accessori e finiture creano continuità tra stanze diverse.

Il discorso è simile anche per quanto riguarda la serie di specchi Skyline disegnata dalla designer Bruna Rapisarda, che evocano l’immagine di un grattacielo moderno. Dotati di un innovativo sistema di illuminazione a Led, questi specchi permettono di regolare l’intensità luminosa attraverso pratici comandi integrati direttamente sulla superficie riflettente, dando la possibilità di sbizzarrirsi e creare composizioni uniche per qualsiasi ambiente della casa».

Parliamo di colore. Sta diventando un driver importante nei vostri progetti?

«Per noi il colore è parte integrante del progetto, non una scelta a valle. L’ultimo lancio, il Pantone Cloud Dancer 2026, che abbiamo interpretato in una proposta dedicata di specchi e accessori, è una tonalità sofisticata, luminosa e avvolgente, capace di dialogare con la luce naturale e artificiale e amplificare la percezione dello spazio.

Nelle nostre collezioni, il colore lavora spesso sulla cornice, che da elemento discreto diventa presenza architettonica, definendo proporzioni, profondità e riflessi e rafforzando l’identità del marchio negli ambienti bagno e living».

Sostenibilità: quali passi concreti avete fatto su materiali e processi?

«Stiamo portando avanti un processo strutturato per quanto riguarda la produzione e la ricerca di materiali. Sul piano degli imballi, stiamo abbandonando polistirolo e plastica, lavorando prevalentemente con cartoni e protezioni in carta riciclata, più facilmente accettati anche dai mercati più evoluti sul fronte ambientale. Per telai e componenti metallici abbiamo attivato una filiera che ci consente di riciclare gli scarti, rigenerandoli e reimmettendoli nel ciclo produttivo, mentre per gli specchi utilizziamo modelli di ultima generazione forniti da Saint Gobain, che rispondono a criteri di ecosostenibilità.

Inoltre, sul fronte dei consumi, abbiamo scelto di lavorare esclusivamente con elettricità da fonti rinnovabili, tramite un accordo con il nostro fornitore energetico. Questa scelta va nella direzione richiesta dai nostri interlocutori internazionali, che mostrano una sensibilità crescente su sostenibilità e certificazioni, oggi diventate di fatto una condizione indispensabile per lavorare con certi mercati».

Come vi state muovendo in termini di export?

«Stiamo sviluppando i mercati esteri, sia tramite il canale contract sia con agenti dedicati in aree come Asia, Paesi dell’ex-area balcanica, Belgio e Francia. L’introduzione di prodotti trasversali e di finiture più ricercate, in linea con le tendenze di rubinetterie e superfici, ci aiuta a dialogare con interlocutori internazionali che cercano soluzioni coerenti e di forte identità».

LO SHOWROOM IN BRERA
La presenza di Progetto Group presso lo showroom Spazio Insula delle Rose in via Goito a Milano risale a circa 3 anni fa.

«È diventato un punto di riferimento strategico: una vetrina nel cuore del distretto del design dove aggiorniamo periodicamente gli allestimenti, soprattutto in occasione del Fuorisalone nella Design Week, e dove possiamo accogliere architetti, designer, clienti chiave e distributori.

Nel quotidiano è un supporto per i nostri agenti e per i rivenditori, che possono utilizzarlo come luogo d’incontro con i propri clienti, valorizzando i prodotti in un contesto ad alto contenuto di immagine».

Nella sala mostra è possibile toccare con mano l’offerta del brand, che si concretizza in una gamma in grado di offrire sia prodotti più basici, sia soluzioni di design capaci di elevare la proposta dello showroom del distributore.

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