BIM negli appalti pubblici, pubblicate le nuove Linee Guida del MIT

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Sono state recentemente pubblicate sul sito del MIT le “Linee Guida per la gestione informativa digitale per le stazioni appaltanti e gli enti concedenti”, elaborate con il supporto di un Comitato scientifico composto da esperti in materia di metodi e strumenti di gestione informativa digitale delle costruzioni.

Con le Linee Guida emanate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti si mette un punto fermo sulla digitalizzazione degli appalti pubblici in Italia.

Le Linee guida del MIT 2026 – elaborate con il supporto di un Comitato scientifico – nascono con l’obiettivo di accompagnare le amministrazioni nell’attuazione concreta della digitalizzazione del ciclo di vita delle opere pubbliche. L’intento non è solo tecnologico, ma organizzativo e gestionale: migliorare la qualità degli investimenti pubblici, ridurre i tempi di realizzazione e rendere più efficiente l’uso delle risorse.

In questo scenario, è bene sottolineare che dal 1° gennaio 2025 l’utilizzo del BIM è diventato obbligatorio per la progettazione e l’esecuzione di opere di nuova costruzione e interventi sull’esistente con importo superiore a 2 milioni di euro. Le Linee Guida segnano dunque il passaggio definitivo da una digitalizzazione progressiva a un sistema strutturato, basato su regole organizzative chiare, responsabilità definite e requisiti tecnologici proporzionati alla natura dell’intervento. Rientrano inoltre tra gli obiettivi collegati all’attuazione del PNRR, in quanto funzionali al raggiungimento della milestone M1C1-97 ter.

Uno dei chiarimenti più attesi riguarda la non retroattività dell’obbligo. Le procedure avviate prima del 1° gennaio 2025 potranno proseguire fino alla conclusione dell’intervento, senza necessità di conversione in corso d’opera. Le Linee Guida introducono inoltre il concetto di proporzionalità tecnologica: il modello informativo digitale diventa l’oggetto giuridico centrale del contratto di lavori pubblici e, in caso di contrasto con altre tipologie di progetti, prevale su questi ultimi.

L’adozione del BIM richiede anche un adeguato assetto organizzativo. Le stazioni appaltanti dovranno dotarsi di un Atto di Organizzazione che definisca ruoli, responsabilità e flussi decisionali, prevedere un piano di formazione del personale e acquisire gli strumenti tecnologici necessari, a partire dall’Ambiente di Condivisione Dati (ACDat).

Le Linee Guida del MIT ridefiniscono inoltre la struttura delle procedure di gara. Il documento cardine è il Capitolato Informativo (CI), che illustra requisiti informativi, livelli di dettaglio, formati aperti e modalità di consegna dei modelli.

Con questa architettura, la gestione informativa digitale entra a pieno titolo nella procedura di gara, rendendo più efficace il controllo dell’opera in tutte le sue fasi: dalla progettazione alla manutenzione.

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