Gewiss al CREO-Hackathon 2026: innovazione, smart lighting e AI

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CREO-Hackathon 2026

Gewiss ha partecipato al CREO-Hackathon 2026 dell’Università di Bergamo come challenge partner, coinvolgendo studenti nello sviluppo di soluzioni dedicate allo smart lighting e all’intelligenza artificiale applicata al ciclo di vita del prodotto, rafforzando il dialogo tra industria, ricerca e innovazione.

Gewiss ha preso parte da protagonista al CREO-Hackathon 2026, l’iniziativa promossa dall’Università degli Studi di Bergamo che mette in contatto mondo accademico e imprese per sviluppare, in tempi rapidi, soluzioni concrete alle sfide dell’innovazione tecnologica.

L’evento, ospitato presso il Gewiss Experience Center di Cenate Sotto, ha visto il Gruppo ricoprire il ruolo di challenge partner, contribuendo alla definizione delle sfide progettuali e affiancando gli studenti durante tutte le fasi di sviluppo, dall’ideazione alla validazione delle proposte. Una partecipazione che conferma la volontà dell’azienda di investire nelle competenze, valorizzare i giovani talenti e rafforzare il dialogo con il mondo della ricerca.

L’iniziativa rientra nel programma CREO – Competencies and Resources for Entrepreneurial Orientation, coordinato dal CYFE dell’Università di Bergamo, un percorso dedicato all’open innovation che favorisce l’incontro tra formazione universitaria ed esigenze del sistema industriale. Attraverso la metodologia InnoDays, il progetto permette di trasformare rapidamente idee innovative in soluzioni applicabili al mercato.

CREO-Hackathon 2026

Per l’edizione 2026, Gewiss ha proposto due sfide strettamente legate ai principali trend tecnologici del settore.

La prima, Human-Centric Smart Lighting, ha invitato i partecipanti a sviluppare sistemi di illuminazione intelligente capaci di adattarsi automaticamente ai diversi contesti d’uso grazie a sensori, connettività e analisi dei dati, con l’obiettivo di migliorare il benessere delle persone, l’esperienza degli utenti e l’efficienza energetica degli edifici.

CREO-Hackathon 2026La seconda challenge, AI for Lifecycle Gate Governance, è stata invece dedicata all’applicazione dell’intelligenza artificiale nella gestione del ciclo di vita del prodotto. Gli studenti hanno esplorato come l’AI possa supportare i processi decisionali lungo tutte le fasi di sviluppo, rendendoli più efficienti, coerenti e orientati alla qualità.

Il CREO-Hackathon si è così trasformato in un vero laboratorio interdisciplinare, nel quale competenze tecniche, digitali e progettuali si sono integrate per affrontare casi reali. Per Gewiss l’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione per sperimentare nuovi approcci all’innovazione, intercettare idee ad alto potenziale e consolidare un ecosistema capace di mettere in relazione università, impresa e giovani professionisti.

«La partecipazione al CREO-Hackathon riflette un approccio che per il gruppo Gewiss è centrale: mettere le persone al cuore dei processi di innovazione. Il confronto con i giovani talenti ci permette di valorizzare nuove prospettive e, al tempo stesso, di attivare un dialogo continuo tra competenze, esperienze e visioni. È da questa contaminazione che nascono le soluzioni più evolute e una crescita sempre più sostenibile per l’organizzazione», ha commentato Simone Capoferri Corporate Chief Human Resources & Organization Officer Gewiss.

«CREO nasce dalla convinzione che l’università debba essere un acceleratore di innovazione reale, non solo un luogo di formazione tradizionale. La partecipazione di Gewiss come challenge partner di questa edizione dimostra che quando impresa e accademia lavorano fianco a fianco – con obiettivi condivisi e metodologie strutturate, come quella di InnoDays – i risultati sono concreti e di valore. È esattamente il modello di collaborazione che vogliamo costruire e consolidare: un ecosistema in cui i nostri studenti crescono a contatto con le sfide vere delle imprese, e queste ultime trovano nell’università un interlocutore capace di generare soluzioni, radicate nella conoscenza e nell’innovazione», ha spiegato il Prof. Tommaso Minola, Direttore scientifico CREO, Università degli studi di Bergamo.

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