Digitalizzazione e presidio del territorio: il programma del nuovo corso di ARAME

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Dalla valorizzazione del ruolo degli agenti al ricambio generazionale, passando per digitalizzazione e collaborazione tra territori: Vito Colasanto, nuovo presidente nazionale di ARAME, delinea le priorità del mandato e rilancia il ruolo strategico delle agenzie nella filiera elettrica.

 

Il nuovo Presidente Naziona­le di ARAME è Vito Colasanto. La nomina è stata sancita ve­nerdì 19 giugno 2026, a margi­ne dell’assemblea elettiva di Ber­gamo, che ha contestualmente rinnovato il Consiglio Direttivo Na­zionale per il quinquennio 2026- 2031. Il nuovo board vede la ricon­ferma di Mauro Dellaidotti, Giorgio Festinese e Francesco Grimaldi, u­nitamente all’ingresso di Ezio Col­zani, Elena De Simone e Fabrizio Poggi.

Già Vicepresidente Vicario nel mandato 2021-2026 e attuale Presidente del Direttivo ARAME Puglia, Colasanto traccia la rotta del suo mandato.

VITO COLASANTO, nuovo Presidente Nazionale di ARAME

Quali sono le priorità nell’agenda del nuovo mandato?

«Il primo obiettivo è la realizza­zione di una mappatura strategi­ca delle agenzie associate. Attra­verso l’analisi di dati aggiornati, orienteremo l’azione associativa in linea con le evoluzioni del mer­cato. Parallelamente, avvieremo un confronto strutturato con i no­stri interlocutori, sia preponenti che clienti, per ridefinire la perce­zione del nostro ruolo e individua­re sinergie volte alla creazione di valore condiviso».

Nel precedente mandato, ha ricoperto la carica di Vicepresidente Vicario: quale idea si è fatto dell’attuale posizionamento della categoria professionale?

«Gli agenti hanno vissuto una pro­fonda evoluzione del loro ruolo, spostando il baricentro della loro attività verso il sell-out. Oggi, pre­sidiare il mercato richiede compe­tenze trasversali lungo tutta la fi­liera. Questa sfida eleva il nostro ruolo di “anello di congiunzione” tra preponenti, distributori, instal­latori, progettisti e committenti».

Le agenzie raccolgono dati e informazioni di prima mano, frutto non elaborazioni statistiche, bensì di relazioni dirette sul territorio. Quanto questo è determinante?

«Il mercato non è più circoscritto al singolo territorio regionale: og­gi assistiamo a un interscambio crescente di commesse e progetti tra aree diverse. In questo scena­rio, la condivisione è fondamenta­le. Operare in modo isolato rischia di disperdere risorse. La capillarità associativa di ARAME garantisce che le relazioni tra agenzie, molte delle quali sono sempre più strut­turate e multiregionali, vengano gestite con logiche collaborative anziché meramente competitive».

Possiamo quindi definire quello di ARAME come un modello collaborativo?

«Certamente. Sebbene la natura del mercato implichi una concor­renza fisiologica, ARAME è un mo­dello che facilita le alleanze tra col­leghi. Lo scambio di informazioni e la collaborazione ci permettono di raggiungere obiettivi comuni, superando logiche di scontro che non appartengono più alla com­plessità del mercato attuale».

Per questo intendo creare dei canali di comunicazione interna, ai quali possano partecipare tutti gli associati, per facilitare un confronto diretto e aperto tra tutti.

«L’ingresso di Elena De Simone nel Direttivo sembra segnare un cambio di passo verso il ricambio generazionale. L’elezione di Elena, giovane professionista con una solida esperienza in agenzia, è un segnale importante, in conside­razione dell’alto numero di prefe­renze ricevute in assemblea. Il suo apporto, insieme a quello di altri giovani che auspichiamo di acco­gliere, porterà una visione fresca, indispensabile per abbassare l’età media della categoria. Vorremmo che i più giovani possano agire da “ambasciatori” della nostra pro­fessione, rendendola più attrattiva verso i propri coetanei».

Forse è il momento giusto per rovesciare la narrazione che vede ARAME come “anello debole” della filiera?

«Le agenzie oggi gestiscono bu­siness complessi su vasta scala. È pertanto necessario superare questo luogo comune, che non coincide con la realtà. Vorremmo rivolgerci alle scuole tecniche, per raccontare il nostro mondo agli studenti e far comprendere quan­to la nostra professione sia dina­mica e gratificante. Gli agenti non si limitano a intermediare: offrono supporto consulenziale tecnico in un mercato, quello dell’energia, che è in costante evoluzione e of­fre spazi di crescita importanti».

Si parla costantemente di transizione energetica. Le agenzie sono coinvolte in questo processo da tempo, ben prima che diventasse un argomento mainstream.

«Certamente. Il ruolo degli agen­ti del settore elettrico è intrinse­camente tecnico e professionale: ci facciamo interpreti di soluzioni evolute, il cui ingresso nel merca­to è strettamente legato alla no­stra capacità di offrire consulenza specialistica. Siamo l’interfaccia necessaria affinché l’innovazione tecnologica trovi una reale appli­cazione sul campo».

È cambiato anche il modo in cui acquisite queste competenze tecniche?

«Radicalmente. In passato, la co­noscenza delle novità di settore e­ra legata alla partecipazione fisica alle fiere; oggi, il flusso informati­vo dalle aziende mandanti è quo­tidiano, veicolato attraverso canali digitali che ci permettono di moni­torare in tempo reale l’evoluzione del nostro mondo».

Spesso, però, la categoria fatica a percepire il valore intrinseco di questa professionalità.

«È vero, a volte noi stessi non dia­mo il giusto peso specifico alle no­stre attività quotidiane. Tuttavia, analizzando il nostro operato nel complesso, emerge chiaramente come il nostro lavoro richieda un livello di competenza tecnica ele­vato, fondamentale per sostenere la competitività dell’intera filiera».

ARAME ha intrapreso un progetto di digitalizzazione tramite la controllata Arame Servizi: qual è lo stato dell’arte?

«Il progetto procede, sotto la gui­da del past president Tommaso Ri­tucci, come un work in progress. ARAME Servizi è il pilastro su cui intendiamo costruire nuovi conte­nuti e servizi per gli associati. Il mio invito ai colleghi è quello di una partecipazione attiva: il valore della nostra associazione risiede nella capacità di mettere a fattore comune le diverse esperienze ter­ritoriali. Dobbiamo pensare al mer­cato che lasceremo in eredità alle nuove generazioni, promuovendo sinergie costanti, ad esempio con la filiera dell’ITS, per essere perce­piti come partner strategici».

Si capisce che siete aperti a input e suggerimenti da parte di qualsiasi associato.

«Esatto. Mi piace pensare a una frase di John Fitzgerald Kennedy: “Non chiedere cosa può fare il tuo Paese per te, ma cosa puoi fare tu per il tuo Paese”. Traslando il con­cetto sulla nostra realtà, invito i colleghi a chiedersi cosa possono fare per ARAME. Questo ci porte­rebbe a mettere a fattore comune le diverse esperienze territoriali per generare benefici diffusi. Og­gi abbiamo la possibilità di agire concretamente, tramite ARAME Servizi. Infine, sarà fondamentale allacciare un dialogo costante con il mondo ITS, per non essere per­cepiti come soggetti che “aggredi­scono” il mercato, bensì come at­tori capaci di costruire alleanze e sinergie tra le imprese».

IL NUOVO ORGANIGRAMMA
IL CONSIGLIO direttivo

Queste le cariche per la consiliatura ARAME 2026 – 2031, sotto la presidenza di Vito Colasanto. Giorgio Festinese assume il ruolo di Vicepresidente Vicario, Elena De Simone quello di Vicepresidente, mentre a Franco Grimaldi è stata affidata la tesoreria. Il team operativo si completa con Mauro Dellaidotti, Fabrizio Poggi ed Ezio Colzani, con le cooptazioni di Raffaele Palma (confermato Segretario) e di Vincenzo Salerno, past president di ARAME e membro della Giunta Nazionale FNAARC.

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