Incentivi fiscali per installare colonnine di ricarica veicoli elettrici ad uso privato

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Pronti, partenza, via! La griglia di partenza non è quella del gran premio, ma quella degli incentivi previsti dalla legge di Bilancio per la mobilità elettrica. In particolare, per i privati che vogliono istallare una colonnina per la ricarica di veicoli elettrici. Una wallbox, come si chiama in gergo.

Ebbene, secondo le nuove norme, il 1° marzo è iniziata la possibilità di coprire una parte delle spese di acquisto e installazione di queste wallbox attraverso le risorse messe a disposizione dallo Stato in forma di detrazione.

Più in dettaglio sarà possibile detrarre, in dieci anni, dalla dichiarazione dei redditi fino al 50% dei costi sostenuti per acquistare e installare questo tipo di impianto.

Attenzione, però: vi sono dei massimali! Cioè la cifra massima su cui far valere la detrazione è 3.000 euro. L’eccedenza rispetto a questa cifra andrà sostenuta in toto dal privato.

Un contributo da 1.500 euro

Vista da un’altra prospettiva, l’agevolazione fiscale per l’acquisto e l’installazione di una colonnina per la ricarica di veicoli elettrici per uso privato, può arrivare a coprire al massimo 1.500€, nel caso si spendano 3.000€ o più per questo intervento.

Un buon aiuto, considerando che in commercio si trovano wallbox a partire da circa 600€  (costi di installazione a parte). Certo poi dipende dal modello, dalla marca e dalla potenza della colonnina, e quindi dalla velocità con cui essa permetterà di ricaricare la nostra E-car o il nostro E-scooter.

In ogni caso, gli incentivi riguardano anche le spese necessarie per l’aumento della potenza fino a 7 kW. Quel che è certo, però, è che una considerevole parte dell’investimento potrà tornarci in modo indiretto, con la detrazione fiscale. Quindi per dieci anni scaleremo una certa quota dalle tasse da pagare al momento della dichiarazione dei redditi.

Ma quali sono le caratteristiche tecniche che deve avere la nuova colonnina per poter rientrare nell’incentivo?
Le wallbox o colonnine devono permettere la ricarica elettrica di veicoli elettrici di potenza massima pari a 22 kW.
Privati sì, pubblico no

Ci pare importante evidenziare che le agevolazioni citate previste per la mobilità elettrica sono riservate ai privati o, per meglio dire, alle colonnine di ricarica destinate ad uso privato. In altri termini, possono essere utilizzate per comprare e attivare wallbox sia posizionate in una proprietà privata, come un box, sia all’interno di aree condominiali. Purché l’uso sia riservato al privato che ha installato la colonnina.

Anche i condominii possono quindi accedere a questa agevolazione, in quanto soggetti privati. L’importante è che le colonnine condominiali siano ad uso esclusivo dei condomini, che le acquistano in ragione della propria quota millesimare e che, sempre pro-quota, potranno detrarre parte dell’importo agevolato dalla propria denuncia dei redditi.

Va da sé che di questi incentivi non possono beneficiare soggetti pubblici che vogliano attivare o ampliare un “parco” di colonnine elettriche che, recita la norma, devono essere “non accessibili al pubblico”. Restano quindi escluse ad esempio le istallazioni destinate ad aree cittadine o autostradali.

Come fare per avere accesso alla detrazione?
Analogamente ad altri tipi di detrazione, per poter beneficiare dell’ecobonus per acquisto e installazione di wallbox è necessario innanzitutto che i pagamenti siano tracciabili, effettuati cioè tramite bonifico bancario o postale che riportino causale del versamento, con riferimento all’articolo 16-ter del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, codice fiscale del beneficiario della detrazione, codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento. Importante è anche conservare bene fatture, bolle di acquisto e ogni altra documentazione comprovante le spese sostenute per questo intervento, che possa essere richiesta anche negli anni successivi dall’Agenzia delle Entrate.

C’è tempo fino al 2021

Se l’incentivo mette in moto il desiderio di farsi una bella wallbox, ma per mille motivi non si ha la possibilità di affrontare la spesa subito, niente paura. Si può procedere anche nei prossimi anni: la detrazione d’imposta può infatti essere richiesta fino al 2021.

Le altre agevolazioni per la mobilità elettrica

La legge di Bilancio agevola anche l’acquisto di autovetture a basse emissioni, in particolare di veicoli nuovi, elettrici o ibridi con potenza di almeno 11 kW, e a fronte della rottamazione di veicoli altamente inquinanti.

La norma prevede un contributo statale fino al 30% del prezzo di acquisto di veicoli eco-friendly fino a un massimo di 3.000€ o se a essere rottamata è un’auto di classe 0,1 o 2.

Se il veicolo non è un’autovettura, ma ad esempio un minivan di categoria M1 fino a otto posti dal costo massimo di 50.000€, il contributo statale può arrivare a 6.000€ se il nuovo mezzo ha emissioni di CO2 fino a 20 g/km.

Il contributo sarà inferiore, al massimo di 2.500€, se invece il nuovo veicolo emetterà CO2 fino a 70 g/km.

Due contributi, questi ultimi, a cui si può accedere solo in caso di contestuale rottamazione di analoghi veicoli ma di classe 1, 2, 3 e 4. Senza rottamazione, invece il contributo rimane, ma scende a 2.000 e 1.000€.

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