L’elettrico in Italia? Un mercato destinato a incrementare

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L’interesse nel campo della mobilità elettrica è in crescita. Le sue caratteristiche e l’impatto ambientale attirano l’interesse di più ambienti: autorità internazionali, nazionali e locali, produttori energy provider, enti regolatori come TÜV Italia e i singoli consumatori.

«Pur con numeri ancora ridotti, la mobilità elettrica è destinata a crescere, con previsioni di incremento importanti» dichiara l’Ing. Pietro Vergani, Business Unit Manager per i prodotti di consumo di TÜV Italia. Questa direzione è orientata sia dalla necessità di diminuire l’inquinamento atmosferico e acustico sia dal desiderio di eliminare la congestione delle strade, soprattutto di quelle urbane: per queste ragioni le autorità nazionali e locali iniziano a incoraggiare in modo significativo una mobilità green anche per moto e bici elettriche, introducendo incentivi, servizi di bike sharing, parcheggi dedicati e stazioni di ricarica.

L’elettrico in Europa

Nel 2018 nel mondo circolavano più di tre milioni di auto elettriche – riporta TÜV Italia – un dato che rappresenta una crescita del 50% rispetto ai numeri dell’anno precedente, mentre analizzando le vendite globali di auto elettriche, sempre nel 2018, hanno raggiunto il milione e 600mila veicoli, il 2% delle vendite totali di auto avvenute nel corso dell’anno.

La quota di veicoli elettrici più alta al mondo, secondo TÜV, rispetto al totale di quelli acquistati nell’anno, tocca ai paesi del Nord Europa come Norvegia, Islanda e Svezia con rispettivamente il 39%, l’11,7% e il 6,3%, per un totale di 250.000 veicoli (dati 2017). Tuttavia, i quattro paesi protagonisti per l’Europa nella produzione, insieme alla Norvegia, sono la Germania – dove nel 2017 le immatricolazioni sono raddoppiate rispetto al 2016 – l’Inghilterra e la Francia: insieme raggiungono il 70% della produzione continentale.

Per quanto riguarda l’Italia le immatricolazioni di auto full electric sono aumentate dal 2017 al 2018 del 147,3% raggiungendo i 4.996 esemplari. Una leggera frenata nel 2018 (-3,3% vs 2017) è facilmente spiegabile con l’attesa da parte dei consumatori degli incentivi, entrati poi in vigore nel marzo 2019, e delle nuove norme europee per l’omologazione dei veicoli (WLTP), più stringenti su consumi ed emissioni.

Malgrado questo rallentamento e le dimensioni ancora ridotte del mercato italiano dove nel 2017 le auto elettriche arrivavano a circa 13.000 unità, il trend della mobilità elettrica previsto dal Report 2018 del Politecnico di Milano sull’E-mobility, nel nostro Paese è in crescita, con un impatto significativo sul mercato dal 2025 e con un forte incremento nel quinquennio successivo.

Difficoltà da superare

Un fattore critico per il suo sviluppo può essere rappresentato, in primis, dalla necessità di disporre di infrastrutture di ricarica diffuse capillarmente su tutto il territorio, la cui mancanza rappresenta una barriera anche psicologica all’acquisto dei veicoli elettrici. A questo si aggiunge il bisogno di sviluppare una smart mobility che affianchi, alla necessità di energia, quella di informazioni sulla sua reperibilità. In fine, un’altra criticità importante è il costo di acquisto dei veicoli elettrici rispetto a quelli a combustione interna, dove una politica di incentivi e di tassazione agevolata si rende necessaria dunque per la crescita dell’industria del settore. Per far sì che il mercato dei veicoli elettrici cresca significativamente e acquisisca sempre maggiori quote di mercato, occorre perciò l’impegno costante e sul lungo periodo di tutte le parti interessate – conclude TÜV.

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