Le auto elettriche sono amate da alcuni e odiate da altri, ma il loro numero sulle strade italiane è in crescita così come il numero di auto ibride plugin. Il 3 giugno 2026 entrerà in vigore il Decreto Ministeriale 28 ottobre 2025 che riscrive gli obblighi relativi all’installazione di punti di ricarica e alla loro predisposizione negli edifici dotati di posti auto. Come ogni novità è meglio non farsi trovare impreparati.
Ambito di applicazione
Il decreto si applica ai parcheggi auto interni o adiacenti agli edifici, divisi in residenziali e non residenziali in base alla destinazione d’uso, mentre i parcheggi sono divisi in quelli ad accesso pubblico e quelli ad accesso privato. I parcheggi di edifici non residenziali ad accesso pubblico sono ad esempio i parcheggi di supermercati, centri commerciali, aeroporti ecc., mentre, i parcheggi di edifici non residenziali ad accesso privato, sono ad esempio i parcheggi aziendali per dipendenti, per flotte ecc.
La dotazione minima obbligatoria di punti di ricarica di veicoli elettrici dipende dal numero di posti auto e dalla categoria a cui appartiene il parcheggio per cui la situazione è complicata. Il decreto non è di agevole lettura, vediamo di fare chiarezza con la tabella allegata che raccoglie tutti i casi relativi agli edifici non residenziali.

Punti di ricarica e predisposizione di tubi vuoti
Nel caso di nuove costruzioni o ristrutturazioni importanti, per tutti gli edifici con più di 10 posti auto è obbligatoria la posa di tubi per il passaggio di cavi, il decreto prevede il diametro minimo di 25 mm per i tubi nelle strutture murarie e diametro minimo 90 mm per i tubi interrati.
Per gli edifici non residenziali i posti auto predisposti devono essere almeno uno ogni cinque, mentre, per gli edifici residenziali, tutti i posti auto dovranno essere serviti da questa tubazione.
Conclusioni
In questa rubrica non sono trattati tutti gli aspetti relativi alla questione come ad esempio le definizioni, le esclusioni ed alcuni dettagli. Si invita pertanto il lettore a leggere il Decreto che, come tutte le leggi, è gratuito e liberamente scaricabile dalla rete.