Dispersioni

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«In un piccolo ufficio il differenziale generale da 30 mA interviene saltuariamente, soprattutto all’avvio di computer, monitor, stampanti, alimentatori e climatizzatori. Il cliente sostiene che l’impianto “funzioni regolarmente” e chiede se sia possibile sostituire il differenziale da 30 mA con uno da 300 mA, così da evitare gli scatti intempestivi. È una soluzione accettabile?», chiede un lettore di Elettro.

In presenza di molti carichi elettronici è normale avere correnti di dispersione fisiologiche verso terra, dovute ai filtri EMC di alimentatori, inverter, climatizzatori e apparecchiature informatiche. Se molti apparecchi sono alimentati dallo stesso differenziale, la somma delle dispersioni può avvicinarsi alla soglia di intervento e provocare aperture apparentemente casuali.

Ma, se è stato previsto un interruttore differenziale da 30 mA, la sua funzione è normalmente quella di fornire protezione contro i contatti indiretti, secondo le condizioni dell’impianto e le prescrizioni della CEI 64-8.

Sostituire un differenziale da 30 mA con uno da 300 mA può ridurre gli scatti intempestivi non è in sé vietato, ma senza alcune verifiche prima di farlo può anche eliminare una protezione necessaria. In pratica, si rischia di risolvere il sintomo peggiorando la sicurezza.

Certamente deve essere nota la resistenza di terra RT e verificato il classico coordinamento per cui la corrente differenziale nominale deve essere inferiore a 50/RT. Particolare attenzione va posta anche al tipo di differenziale: in presenza di apparecchiature elettroniche con componenti continue o forme d’onda non sinusoidali, il tipo AC può non essere adeguato. A seconda dei casi possono essere richiesti o consigliabili differenziali di tipo A, F o B. Prima di sostituirlo con uno meno sensibile, occorre capire perché interviene.

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