Sistemi connessi e personalizzati: al lavoro per la nuova era della domotica

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IL TEAM di Impianti Vergani

Dalla tradizione dell’impiantistica al futuro della casa intelligente: il percorso di Impianti Vergani è fatto di innovazione, ricerca e attenzione al cliente. Oggi l’azienda si distingue per soluzioni integrate che uniscono sicurezza, comfort ed efficienza energetica, con sistemi su misura capaci di semplificare la gestione quotidiana degli spazi, attraverso un approccio altamente tecnologico e orientato alla facilità d’uso.

Nata nei primi anni ‘70 per iniziativa di Sergio Vergani e trasformata in SRL nel 2008 con l’ingresso del figlio, la Impianti Vergani rappresenta oggi un’ec­cellenza nel settore della domo­tica e dell’integrazione di siste­mi. Con una forte impronta digi­tale e una presenza consolidata nei cantieri più prestigiosi d’Italia, l’azienda si distingue per un ap­proccio “sartoriale” che mette la tecnologia al servizio della sem­plicità.

Abbiamo parlato Roberto Vergani, titolare dell’azienda, per farci raccontare come l’integra­zione intelligente stia cambiando il modo di vivere la casa.

ROBERTO VERGANI, titolare di Impianti Vergani

Come si è evoluta l’azienda nel corso dei decenni e qual è stato il suo percorso personale all’interno di questa realtà di famiglia?

«Tutto è iniziato con mio padre nei primissimi anni ‘70. Erano an­ni di grandi sbocchi professionali e lui è partito da solo, crescendo piano piano fino ad avere i primi dipendenti, sempre come ditta in­dividuale. Io sono entrato ufficial­mente nel 1996 come collaborato­re di famiglia. È stato un percor­so graduale: inizialmente abbia­mo mantenuto la denominazione “Vergani Sergio”, ma, nel 2008, abbiamo deciso di fare il gran­de passo aprendo la Vergani Srl, con me e mio padre come soci.

Se guardo indietro, vedo un cam­biamento radicale: siamo passati dagli impianti elettrici tradiziona­li degli anni ‘70 a un focus totale sulla domotica e l’integrazione. Mio padre è ancora qui con noi a ottant’anni; non molla perché questa è un’azienda storica in cui siamo cresciuti insieme, evolven­do dalle riparazioni di quartiere ai grandi cantieri internazionali».

Quando è avvenuto il passaggio cruciale verso la domotica?

«Nel 1996 sono entrato in azienda e abbiamo subito iniziato a inte­grare la parte relativa alla sicurez­za, con antintrusione e TVCC. La vera scommessa, però, è arriva­ta nei primi anni 2000 con la do­motica. All’inizio è stata dura: non c’era internet in cantiere e gli stru­menti non erano quelli di oggi, era un settore di nicchia. Ma ci abbia­mo sempre creduto, abbiamo in­vestito enormi energie, fino ad ar­rivare alla certificazione KNX, uno standard mondiale che ci permet­te di far dialogare tra loro sistemi diversi. Oggi la nostra attività è centrata su supervisione, integra­zione e risparmio energetico».

Spesso il termine “domotica” spaventa l’utente finale per la sua complessità. Qual è la vostra filosofia nel proporre queste soluzioni?

IL CUORE dell’offerta di Impianti Vergani è l’integrazione grazie alla domotica

«Il nostro obiettivo è l’esatto op­posto della complessità: cerchia­mo una gestione per l’utente fina­le che sia estremamente sempli­ce. Per noi la domotica deve esse­re invisibile ma efficace. Abbiamo sviluppato dei supervisori ad hoc che permettono di controllare tut­to da un unico punto. Il cuore del­la nostra offerta è l’integrazione: non vendiamo pacchetti chiusi, ma un sistema dove l’antifurto, il controllo consumi, l’illuminotec­nica e persino la gestione di aree benessere come l’hammam dialo­gano tra loro.

Tutti gli impianti – antifurto, videosorveglianza, illu­minazione, climatizzazione, ener­gie rinnovabili – funzionano auto­nomamente, ma grazie al nostro supervisore dialogano tra loro. Il cliente può creare scenari perso­nalizzati: ad esempio, con un so­lo comando può spegnere tutte le luci, abbassare la temperatura e attivare l’allarme quando esce di casa. Oppure trovare l’ambiente già caldo e pronto al rientro».

Chi sono i vostri principali clienti?

«Collaboriamo costantemente con studi di architettura e Gene­ral Contractor di alto livello che o­perano a livello mondiale. Questo ci permette di intervenire su ville di lusso, spazi commerciali di fa­scia alta e contesti complessi, do­ve l’integrazione – il nostro fiore all’occhiello – è fondamentale».

Da quanto ho capito, un aspetto che vi contraddistingue è l’altissimo livello di digitalizzazione che avete raggiunto in azienda.

«La digitalizzazione è un pilastro della nostra azienda. Internamen­te lavoriamo con un software in cloud, ormai da anni: ogni collabo­ratore ha accesso a schemi, plani­metrie e report di manutenzione ovunque si trovi nel mondo. Ora stiamo facendo un ulteriore passo avanti con un app lato cliente. At­traverso questa piattaforma, l’u­tente può prenotare un interven­to, richiedere assistenza inviando foto e descrizioni, e soprattutto consultare tutto lo storico: dichia­razioni di conformità, manuali d’uso, schemi elettrici e persino il backup della programmazione. Se un domani l’azienda non dovesse più esserci, il cliente ha in mano tutto il necessario per far suben­trare qualcun altro senza proble­mi. È un atto di trasparenza e pro­fessionalità estrema».

Guardando al futuro, qual è la sfida più grande per una realtà storica come la vostra?

«La sfida è duplice: continuare a investire in ricerca e sviluppo, cosa che ci costa molto in termini di tempo e denaro, e trovare capitale umano all’altezza. Cerchiamo giovani che abbiano l’umiltà di imparare un mestiere che è diventato estremamente tecnico. Chi ha voglia di crescere qui trova spazio: abbiamo dipendenti che sono partiti con mio padre e sono andati in pensione con me. La nostra soddisfazione più grande resta il cliente che ci consiglia ad altri; per arrivare a questo, però, serve passione, non basta presentarsi in cantiere solo per lo stipendio».

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