Biocombustibili solidi, pubblicata la UNI/TS 11861 sul nocciolino d’oliva

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Pubblicata nel mese di maggio la UNI/TS 11861:2022 dal titolo “Biocombustibili solidi – Specifiche e classificazione del combustibile – Definizione delle classi di qualità del nocciolino d’oliva”. La norma – elaborata dalla CT 282 “Biocombustibili solidi” del CTI – definisce le classi di qualità del nocciolino d’oliva per l’alimentazione di impianti termici residenziali ed industriali.

Alcuni materiali biologici di scarto possono rivelarsi estremamente utili e “sostenibili”. È il caso del nocciolino d’oliva, che può essere reimpiegato come biocombustibile solido. In Italia, il mercato dei biocombustibili solidi per l’alimentazione di impianti termici residenziali e industriali ha assunto una dimensione importante. Legna da ardere, pellet e cippato sono i biocombustibili maggiormente utilizzati.

Tuttavia, in alcune aree del Paese è diffuso l’uso di altre tipologie di biomasse solide, normalmente residuali dal settore agricolo e dalla trasformazione agroalimentare. Tra questi il nocciolino d’oliva, sottoprodotto della lavorazione delle olive, presenta alcune caratteristiche che lo rendono interessante come biocombustibile nell’alimentazione di apparecchi termici domestici e residenziali. Per nocciolino d’oliva s’intende la parte dura e compatta del frutto che contiene il seme, residuo della lavorazione del processo di estrazione dell’olio.

A tal proposito, il CTI – Comitato Termotecnico Italiano, ente federato UNI, allo scopo di supportare gli operatori di tale mercato, ha prodotto la UNI/TS 11861.

Questa specifica tecnica definisce le classi di qualità del nocciolino d’oliva per l’alimentazione di impianti termici residenziali ed industriali. I biocombustibili definiti dalla specifica tecnica sono utilizzati in impianti termici che presentano tecnologie e sistemi di abbattimento in grado di rispettare i parametri delle emissioni secondo la legge vigente.

Relativamente alla materia prima, le biomasse considerate dalla specifica tecnica sono classificate dal codice 3.1.2.3 Nocciolo/mandorla/fibra dei frutti per l’origine e provenienza, 3.2.1.2 Noccioli/Drupe sottoprodotti agroindustriali non trattati chimicamente e 3.2.2.2 Noccioli/Drupe sottoprodotti agroindustriali trattati chimicamente, come da prospetto 1 della UNI EN ISO 17225-1.

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