Come eseguire correttamente il risanamento di un impianto di climatizzazione estiva o invernale? Facot propone una gamma di prodotti ad hoc.
Con la nuova stagione autunnale ripartirà l’accensione degli impianti di riscaldamento e, con essa, emergono tutta una serie di problematiche, vale a dire impianti sporchi e intasati, perdite, caldaie in blocco, corpi scaldanti che non rendono ecc.
Viviamo infatti in un’epoca di caldaie ad alta efficienza, ma per molti anni si è badato unicamente al “motore” dei nostri impianti, senza preoccuparci della meccanica, della carrozzeria, o dell’assetto della macchina. Poca attenzione è stata posta al corretto trattamento di tutti i componenti degli impianti di climatizzazione estiva e invernale. La maggior parte di essi, infatti, soffre la contaminazione di ossido di ferro, sia rosso che nero incoerente (magnetite). Tale fenomeno da origine a pesanti depositi fangosi, i quali sono il risultato dei fenomeni corrosivi verificatesi all’interno dei radiatori e di altri componenti metallici.
Una gamma dedicata alla manutenzione degli impianti termici
Facot Chemicals, da oltre 60 anni attenta alle esigenze del mercato cui si rivolge, presenta a tal proposito un’intera gamma di nuovi articoli tecnici e professionali dedicati al T.EM.I.T. Trattamento e Manutenzione degli Impianti Termici. Quest’ultimi sono mirati a risolvere con grande efficacia alcune problematiche di funzionamento che spesso sfuggono al controllo, se sottovalutate, e obbligano a intervenire a posteriori quando i cali di rendimento determinano costi di gestione molto importanti.
Tramite una corretta manutenzione preventiva e programmata con prodotti e trattamenti svolti con attrezzature dedicate, non solo si ottengono risultati straordinari nella loro semplicità, ma si prolunga notevolmente la vita delle apparecchiature.
Di seguito, il tutorial di una sanificazione con utilizzo di una pompa pulisci impianti disiflux 45 ri (con invertitore di flusso e resistenza riscaldante).
Risanare un impianto di climatizzazione – La fotogallery
1 COLLEGARE in posizione di scarico un filtro in filo polipropilene avvolto come WL-CART-FA HOT (foto 1), al fine di poter scaricare in fognatura il liquido esausto contenuto nell’impianto, in ottemperanza a quanto prescritto dal Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 inerente le “Norme in materia ambientale”
2 SCARICARE completamente l’impianto: tale operazione consente di eliminare circa il 50 – 60% delle incoerenze presenti nel circuito
3 CARICARE lo sciogli fanghi con antibatterico ANTINEX+Thermakil® in ragione del 2 – 3% (foto 3a) rispetto il liquido totale circolante e lasciar lavorare all’interno del circuito per almeno 15 – 20 giorni attraverso il circolatore dell’impianto. Oppure, come nell’esempio, per velocizzare le operazioni, tramite ausilio di apposita pompa pulisci impianti, nel nostro caso i nuovi modelli di pompa DISIFLUX 35RI e 45RI, il trattamento potrà essere eseguito in sole 3 – 6 ore in proporzione alle dimensioni dell’impianto, aumentando leggermente le concentrazioni di prodotto. Tale operazione viene agevolata sia dall’inversione di flusso che dalla resistenza elettrica in dotazione delle pompe (foto 3b). La temperatura agevola infatti la rimozione dei fanghi senza compromettere lo scambiatore della caldaia
4 VERIFICARE durante il trattamento defangante il valore della conducibilità elettrica con apposito conducimetro TESTER CST (foto 4), essa dovrà attestarsi entro i valori previsti (riferimenti in tabella). Ciò servirà a determinare con buona approssimazione tramite apposito calcolo il volume dell’impianto e a verificare la giusta concentrazione di additivo ANTINEX inserito nel circuito
5 TERMINATO il trattamento, si potrà scaricare l’impianto ed effettuare un abbondante contro lavaggio con acqua, affinché esca limpida e pulita
6 ASSICURARSI tramite TESTER CST che il valore della conducibilità elettrica si attesti attorno ai valori standard dell’acqua di rete (<1500 μS/cm come da Norma UNI 8065:2019). Saremo dunque certi di aver eliminato lo sciogli fanghi ANTINEX+Thermakil® superfluo, in caso contrario non vi è alcuna controindicazione
7 IN CASO di componenti in acciaio al carbonio (Ferro), consigliamo come ulteriore garanzia di protezione l’applicazione sul ritorno in caldaia di un filtro magnetico-defangatore della serie MAGNEX, per le piccole caldaie, particolarmente indicato il modello MINI TOP unico nel suo genere grazie al bicchiere trasparente con cui è possibile verificare visivamente la presenza di magnetite
8 RICARICARE l’impianto additivando il protettivo filmante FILMAX+Thermakil® in ragione dell’1-2% (foto 8a) con un’acqua di durezza compresa fra 5 e 15 °f. per ottenere tale durezza potrebbe rendersi necessario l’utilizzo di un addolcitore portatile WL-NAUTISOFT o impianto fisso AQUATEMIT® miscelando l’acqua in ingresso con quella addolcita dalla macchina tramite apposita valvola di miscelazione (foto 8b). Verificare prima del caricamento del circuito il valore della Durezza Totale tramite apposito Kit Durezza (foto 8c)
VERIFICARE con apposito Kit Molibdeno e Tester CST rispettivamente la concentrazione di Molibdeno (foto 9), principio attivo base del condizionante chimico FILMAX, oltre alla Conducibilità Elettrica del liquido circolante, garantendo un range di valori compresi entro i limiti indicati in tabella
10 VERIFICARE periodicamente (una volta l’anno secondo Norma 8065:2019) tali parametri al fine di garantire una corretta protezione anticorrosiva nel tempo. Il servizio Check Service di analisi chimica del liquido di riscaldamento e refrigerazione offre un’analisi dettagliata e propone la soluzione più idonea per la risoluzione dei problemi e l’ottimizzazione dell’efficienza energetica dell’impianto