Ma è vero che… le pompe di circolazione vetuste vanno sempre sostituite con pompe dotate di inverter?

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pompe di circolazione
UNA POMPA di circolazione

Le vecchie pompe di circola­zione (i circolatori tradiziona­li a tre velocità) lavorano a re­gime fisso. Significa che, indi­pendentemente dalla reale ri­chiesta dell’impianto, consuma­no la stessa quantità di energia elettrica, sprecando calore e ki­lowattora. Le pompe moderne, dotate di inverter (o a giri variabili), so­no sistemi intelligenti.

Grazie a un controllo elettronico, leggo­no le variazioni di pressione e portata dell’impianto e modula­no la velocità del motore in tem­po reale. Se alcune valvole ter­mostatiche si chiudono perché una stanza ha raggiunto la tem­peratura desiderata, la pompa a inverter “se ne accorge” e ral­lenta. I vantaggi del passaggio all’inverter sono oggettivi e mi­surabili.

  • Risparmio energetico drasti­co: una pompa di vecchia gene­razione in una casa monofami­liare può consumare tra i 60 e i 100 Watt costanti. Un circolato­re ad alta efficienza con inver­ter scende spesso a 5-25 Watt. Parliamo di un taglio dei consu­mi elettrici specifico per la pom­pa che può raggiungere l’80%.
  • Comfort acustico: quando le valvole termostatiche si chiu­dono in un sistema a giri fissi, la pressione aumenta, generando fastidiosi fischi o sibili nei radia­tori. L’inverter elimina alla radi­ce questo problema adattando la pressione.
  • Normativa europea: non dimen­tichiamo che la direttiva Ecode­sign (ErP) ha progressivamente bandito dal mercato i vecchi cir­colatori inefficienti. Oggi, di fat­to, installare una pompa ad al­ta efficienza è un obbligo di leg­ge nella maggior parte delle so­stituzioni. Dire che vanno sem­pre sostituite senza un’anali­si preventiva è però un errore grossolano. Esistono scenari in cui l’inverter perde la sua magia o richiede accorgimenti specifici:
  • Impianti a portata costante: se l’impianto non ha valvole ter­mostatiche, zone miscelate o valvole motorizzate (ovvero, la portata d’acqua richiesta è sempre identica dall’inizio alla fine della stagione termica), l’in­verter lavorerà fisso alla massi­ma velocità. Il risparmio, in que­sto caso specifico, deriverà so­lo dalla maggiore efficienza del motore a magneti permanenti, ma la funzione di modulazione dell’inverter sarà azzerata.
  • Problemi di sporco e fanghi: i vecchi circolatori erano dei ve­ri e propri “muli”, capaci di gira­re anche in acque cariche di de­triti e fanghi di ferro. Le pom­pe moderne a rotore bagnato e magneti permanenti attirano magneticamente le particelle ferrose presenti nei vecchi im­pianti. Se si sostituisce la pom­pa senza effettuare un lavag­gio dell’impianto e senza instal­lare un defangatore magnetico, il nuovo gioiello tecnologico ri­schia di bloccarsi o bruciarsi in pochi mesi.

In sintesi, la sostituzione convie­ne quasi sempre e il ritorno eco­nomico dell’investimento è tra i più rapidi nel settore dell’effi­cientamento domestico.

Tutta­via, non basta “cambiare il pez­zo”. Per far rendere davvero un circolatore con inverter serve una visione d’insieme: l’instal­lazione di valvole termostatiche per sfruttare la modulazione e una pulizia profonda dell’acqua del circuito per proteggere la nuova tecnologia.

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