«In una centrale termica sono installati generatori di calore, pompe, vasi di espansione, valvole di sicurezza, moduli per la produzione di acqua calda sanitaria, addolcitori e altri componenti. Esistono distanze minime obbligatorie da rispettare tra le apparecchiature e rispetto alle pareti del locale?», chiede un lettore di GT.
In linea generale non esiste un’unica norma che stabilisca distanze minime standard valide per tutte le apparecchiature di una centrale termica. Non è quindi possibile applicare indistintamente valori prestabiliti, ad esempio 30, 50 o 60 cm, se questi non sono espressamente richiesti dalla normativa applicabile o dal fabbricante.
Il principio fondamentale è che l’installazione garantisca sempre:
- sicurezza;
- accessibilità e ispezionabilità;
- manutenzione ordinaria e straordinaria;
- possibilità di smontaggio e sostituzione dei componenti;
- accesso ai dispositivi di sicurezza, regolazione e controllo.
Particolare attenzione dovrà essere posta al rispetto delle prescrizioni e delle istruzioni di installazione, uso e manutenzione fornite dal fabbricante/costruttore dell’apparecchiatura.
Per generatori, pompe, bollitori, moduli ACS, addolcitori e altre apparecchiature possono infatti essere prescritti specifici spazi frontali, laterali, posteriori o superiori necessari per l’apertura, l’ispezione e la manutenzione.
Anche in assenza di una distanza minima generale prevista dalla norma, un’apparecchiatura installata in posizione tale da impedirne la corretta manutenzione può risultare tecnicamente non corretta.
In pratica, l’installatore o il manutentore, durante l’installazione o il sopralluogo, dovrà verificare che:
- generatori: pannelli, bruciatori e componenti interni siano accessibili;
- pompe: possano essere smontate e sostituite;
- vasi di espansione: siano accessibili per controllo e sostituzione;
- valvole di sicurezza: siano accessibili e verificabili;
- moduli ACS: sia possibile intervenire su scambiatori, filtri e circolatori;
- addolcitori: vi sia spazio sufficiente per caricamento e manutenzione;
- filtri, collettori e valvole: possano essere ispezionati e smontati;
- manometri e termometri: siano facilmente visibili e leggibili.
Tra i principali riferimenti, in funzione della tipologia e delle caratteristiche dell’impianto, devono essere considerati:
- M. 37/2008, artt. 5 e 6 – progettazione e realizzazione degli impianti secondo la regola dell’arte;
- M. 8 novembre 2019 – prevenzione incendi per gli impianti di produzione di calore alimentati da combustibili gassosi soggetti alla relativa regola tecnica;
- UNI 11528 – impianti a gas con portata termica maggiore di 35 kW;
- UNI EN 12828 – impianti di riscaldamento ad acqua;
- M. 1 dicembre 1975 e Raccolta R INAIL.
