Bonomi Group acquisisce Fra.Bo

Condividi

Bonomi Group,attivo nel settore industriale dell’idraulica e del riscaldamento per la produzione di componenti per la regolazione del passaggio dei fluidi liquidi e gassosi annuncia l’acquisizione del 100% di Fra.Bo S.p.A.

Fra.Bo, come Bonomi Group, è un’azienda bresciana con una consolidata tradizione produttiva ed un solido legame con il territorio. Nasce nel 1969 e in oltre 50 di storia si afferma nella produzione di raccorderie in rame, bronzo, acciaio inox, acciaio al carbonio e ottone per impianti idrotermosanitari e industriali.

Aldo Bonomi, Cavaliere del Lavoro, e il fratello Carlo Bonomi alla guida di Bonomi Group, commentano: «Siamo orgogliosi e felici che si siano verificate le condizioni perché Fra.Bo entrasse a far parte del nostro gruppo. Si tratta di un brand solido e che, come noi, ha un forte legame con il territorio; crede nei nostri stessi valori, fatti di dedizione al lavoro e di avanzati processi produttivi.

Con prodotti complementari a quelli già presenti nella nostra gamma, apprezzati sia in Italia che all’estero, Fra.Bo rappresenta una sinergia da cui tutti trarremo benefici. Il nostro impegno sarà orientato a sostenerla nella crescita, tutelandone l’identità di marchio e di prodotto».

A seguito di questa acquisizione il giro d’affari di Bonomi Group, con le sue controllate Rubinetterie Bresciane, Valpres, Valbia, Fra.Bo, Bonomi Deutschland, Bonomi North America, Bonomi UK, Bonomi Brasil, Bonomi China, Bonomi India e Bonomi Russia, è di oltre 180 milioni di euro e 500 dipendenti.

Edicola web

  • n.3 - Marzo 2026
  • n.2 - Febbraio 2026
  • n.1 - Gennaio 2026

Ti potrebbero interessare

“SENEC.Academy in Tour”: SENEC e Daikin insieme in un tour formativo

SENEC Italia, in collaborazione con Daikin, lancia “SENEC.Academy in Tour”, un progetto itinerante dedicato alla formazione commerciale degli installatori.

Accumuli elettrochimici, lo storage diventa infrastruttura strategica per la flessibilità del sistema elettrico

Italia Solare riporta una nuova fotografia sugli accumuli elettrochimici: l’Italia sfiora i 18 GWh nel 2025 e i sistemi di storage si riconfermano come una leva imprescindibile per il futuro del sistema elettrico del nostro Paese.