La qualità dell’aria in Italia

Condividi
Good air quality outdoors. Hand holding a magnifying glass to check the good air quality at the green level safe from pollution dust PM 2.5.good air quality on greenery background. healthy clean air.

L’informativa annuale di Snpa-Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente – recentemente pubblicata – offre il quadro nazionale relativo alla qualità dell’aria nello scorso anno.

Si tratta di un rapporto sintetico elaborato ogni anno dagli esperti dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e delle Agenzie ambientali di Regioni e Province autonome, che riassume i dati rilevati dalle stazioni di monitoraggio presenti su tutto il territorio nazionale.

Per il PM10, il rapporto registra il rispetto del valore limite annuale (40 μg/m³) su tutto il territorio. Nel 92% delle stazioni è rispettato anche il valore limite giornaliero (50 μg/m³ per la media giornaliera da non superare per più di 35 giorni in un anno). Riguardo a quest’ultimo dato, il rapporto lamenta però il mancato rispetto del limite in diverse zone del Paese: nel bacino padano, nell’agglomerato Napoli-Caserta, nella provincia di Frosinone, con isolati casi di violazione anche in provincia di Isernia e a Palermo.

Il valore limite annuale del PM2,5 (25 μg/m³) – continua il rapporto – è rispettato su quasi tutto il territorio nazionale. Per questo inquinante, Snpa osserva una riduzione media di circa il 14% dei livelli annuali registrati nel 2025 in confronto alla media del decennio 2015-2024. Secondo il rapporto, anche il valore limite annuale del biossido di azoto è rispettato nella larga maggioranza delle stazioni di monitoraggio (99%), sebbene sia da registrare il superamento in un numero limitato di stazioni, localizzate in grandi aree urbane in prossimità di importanti arterie stradali, nell’agglomerato di Milano, a Genova, Napoli, Catania e Palermo. Il valore limite orario è invece rispettato ovunque. Sempre per il biossido di azoto, i dati sembrano confermare l’andamento osservato nel periodo 2015-2024, con una riduzione marcata e progressiva estesa alla maggior parte delle stazioni.

Infine, il rapporto registra ancora, in larga parte del Paese, livelli di concentrazione di ozono troposferico superiori agli obiettivi previsti dalla legge: solo il 9% delle stazioni rispetta l’obiettivo a lungo termine, pari a 120 μg/m³ come valore più alto della media mobile giornaliera su otto ore. Le condizioni meteorologiche estive che hanno caratterizzato l’estate 2025, con caldo estremo e assenza di precipitazioni, hanno fatto registrare anche diffusi superamenti della soglia di informazione (180 μg/m³ per la media oraria) prevista a tutela della popolazione dall’esposizione acuta.

In sintesi – conclude il rapporto – si può affermare che il 2025 ha confermato il trend di miglioramento della qualità dell’aria a livello nazionale. Tuttavia , lo scenario che introduce la nuova Direttiva europea sulla qualità dell’aria, entrata in vigore il 10 dicembre 2024 e che dovrà essere recepita nell’ordinamento nazionale entro il 2026, indica la necessità di individuare e attuare rapidamente strategie aggiuntive rispetto a quelle già implementate, in grado di ridurre significativamente l’inquinamento atmosferico, tenuto conto del fatto che i livelli attuali sono superiori, nella maggior parte d’Italia, ai valori limite della nuova direttiva, da rispettare entro il 1 gennaio 2030, e ai valori guida dell’Organizzazione mondiale della sanità, la quale indica l’inquinamento atmosferico come uno dei maggiori rischi ambientali per la salute. La strada da percorrere è quindi ancora lunga e richiede un’ulteriore e particolarmente rilevante riduzione delle emissioni.

Richiedi maggiori informazioni

Ti potrebbero interessare

materiale innovativo

Da ENEA un materiale innovativo per sistemi energetici più economici, efficienti e sostenibili

Economico, multifunzione e sostenibile: sono questi i principali punti di forza che rendono particolarmente competitivo il materiale di nuova generazione sviluppato da ENEA, per favorire la transizione energetica e l’utilizzo di fonti rinnovabili. Lo ha messo a punto e brevettato il Laboratorio Idrogeno e nuovi vettori energetici del Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili (TERIN), con il contributo di altre due strutture ENEA[1] e in collaborazione con l’Università del Salento.

Un investimento per la sicurezza a Cattolica