Con lo studio “Italia Rinnovabile”, l’associazione Legambiente ha inteso fare il punto sui più recenti sviluppi delle energie rinnovabili in Italia
Le fonti rinnovabili nel nostro Paese a marzo 2026 – si legge nello studio di Legambiente – hanno raggiunto quota 83.117,9 MW di potenza efficiente netta installata. Secondo Terna, il 53,9% di questa capacità è composta dal solare fotovoltaico con 44.878,1 MW. Seguono idroelettrico ed eolico, rispettivamente con 19.661,2 e 13.800,3 MW, che rappresentano rispettivamente il 23,6% e il 16,6% del totale. Completano il quadro le bioenergie con 4.183 MW di capacità installata, pari al 5% del totale, e la geotermia con 817,1 MW di potenza efficiente netta, pari allo 0,9% del totale della capacità rinnovabile.
Questa crescita non è stata uguale per tutte le rinnovabili. Dei 26.532 MW di nuova capacità realizzata a partire dalla fine del 2020, l’87,5% (23.228,1 MW) arriva dal solare fotovoltaico. La crescita dell’eolico, invece, è stata più contenuta, pari al 21%, con 2.462 nuovi MW di capacità entrati in esercizio rispetto al 2020.
In tale contesto – sottolinea Legambiente – è importante ricordare che il Decreto Aree Idonee, approvato a giugno 2024, ha fissato per l’Italia l’obiettivo di installare 80.001 MW aggiuntivi di potenza rinnovabile tra il 2021 e il 2030. A fine marzo 2026, secondo gli ultimi dati disponibili di Terna, il nostro Paese ha installato 26.532 MW, pari al 33,2% del suo obiettivo complessivo al 2030. Per contro il nostro Paese è attualmente in linea con gli obiettivi intermedi del Decreto: rispetto al target intermedio fissato per marzo 2026 l’Italia risulta infatti in surplus di 1.170 MW.
A parere di Legambiente, nello sviluppo delle fonti rinnovabili un ruolo sempre più rilevante sarà quello coperto dai sistemi di accumulo (elettrochimici e pompaggi), per i quali il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima, basandosi sugli scenari previsti da Terna, prevede al 2030 un obiettivo di installazione pari a 22,5 GW. Secondo i dati disponibili sul portale di Terna, a marzo 2026, il totale della potenza installata è di 12.154 MW, pari al 53,7% dell’obiettivo previsto al 2030.
Analizzando poi la distribuzione regionale, lo studio rileva che la Lombardia registra la maggior potenza installata, con un totale di 12.559,8 MW: 6.016,5 MW di solare fotovoltaico e 5.610,7 MW di idroelettrico. Con 8.299 MW, la Puglia è seconda per potenza installata. e i maggiori contributi arrivano dal solare fotovoltaico e dall’eolico, rispettivamente con 4.137,8 e 3.791,1 MW. Seguita dal Piemonte con 7.221,4 MW, di cui 3.075,9 MW da idroelettrico e 3.776 MW da solare fotovoltaico. Dal punto di vista geografico, l’idroelettrico si concentra prevalentemente al Nord Italia tra Lombardia, Trentino-Alto Adige con 3.756,6 MW, Piemonte, Veneto con 1.366,5 MW, Valle d’Aosta con 1.118,8 MW e Friuli-Venezia Giulia con 618,4 MW. Queste Regioni, insieme, arrivano a concentrare il 73% dell’intera capacità idroelettrica nazionale.
L’eolico, al contrario, è una risorsa prevalentemente meridionale e diffusa nelle Isole. In questo caso, oltre alla Puglia, troviamo infatti la Sicilia con 2.506 MW, Campania con 2.210 MW, Basilicata con 1.608 MW, Calabria con 1.250,2 MW e Sardegna con 1.267,2MW che insieme ospitano il 91,2% della capacità eolica nazionale. Il solare fotovoltaico risulta, invece, la fonte più distribuita sul territorio nazionale, con capacità significative tanto al Nord (Lombardia, Veneto con 4.510,3 MW, Emilia-Romagna con 4.188,8 MW) quanto al Centro (Lazio con 4.213,8 MW) e al Sud (Puglia, Sicilia con 3.775 MW, Sardegna con 2.057 MW).
Per quanto riguarda i sistemi di accumulo, la Lombardia è la Regione che presenta la maggior potenza installata (1.989,1 MW), seguita dal Piemonte (1.627,8 MW), Campania con 1.359,6 MW, Sicilia (1.150,4 MW) ed Emilia-Romagna (900,3 MW).
Rispetto agli obbiettivi assegnati dal Decreto Aree Idonee, a marzo 2026, l’unica Regione ad aver installato più della metà del suo target è il Lazio con 2.782 MW di nuova potenza realizzati a partire dal 2021, registrando anzi un surplus di 1.315 MW. La Regione Lazio è anche l’unica che, mantenendo la media di installazioni mantenuta fino ad oggi, arriverebbe all’obiettivo del 2030 con un anno di anticipo.
Solo altre cinque Regioni a marzo 2026 hanno superato il 40% del proprio obiettivo al 2030: Friuli-Venezia Giulia con 944 MW installati su un totale di 1.960 MW, pari al 48,2%; Trentino-Alto Adige con 508 MW su un totale di 1.146 MW (44,3%); Lombardia con 3.671 MW su un totale di 8.766 MW (41,9%); Piemonte con 2.088 MW su un totale di 4.991 MW (41,8%); Veneto con 2.432 MW su un totale di 5.828 MW (41,7%).
Al contrario, tra le Regioni più lontane dal loro obiettivo al 2030 troviamo la Valle d’Aosta che, con 35 MW installati in 5 anni a fronte dei 328 da installare al 2030, raggiunge attualmente il 10,7%; il Molise, con 151 MW installati su 1.003 MW (15,1%); la Calabria, con 561 MW su 3.173 MW (17,7%); l’Umbria, con 314 MW su 1.756 MW (17,9%).