Voci che calano, voci che crescono, una somma con segno negativo, -2,4% a valore, ma sicuramente cifre in diminuzione contenuta: questa in estrema sintesi la situazione dei primi tre trimestri del 2025, in attesa dei dati ufficiali di chiusura dell’anno. Il periodo gennaio-settembre dello scorso anno e i comportamenti di mercato che si sono manifestati sono descritti in un quadro di riepilogo che valuta gli andamenti delle vendite in Italia di un panel di quarantadue operatori che per rilevanza, qualità, ampiezza di offerta e conseguente copertura del mercato permettono di considerare i dati non semplicemente indicativi, ma pienamente capaci di disegnare la situazione.
Cominciamo da un fatto che è risultato evidente a tutti fin da prima che ci fossero dati ufficiali disponibili: le apparecchiature più piccole, quelle al di sotto dei 12 kW, segnano un calo del 5,8% a volume e del 6,7% a valore. Se colleghiamo questo fatto alla scomparsa di due strumenti, il Superbonus e lo sconto in fattura con annessa cessione del credito, possiamo dire che il calo è decisamente meno traumatico di quanto non sia stato possibile immaginare. Certo, la prospettiva delle nuove aliquote di incentivazione non è delle più rosee, ma possiamo dire che Conto Termico 3.0, andando a intervenire più precisamente sull’investimento iniziale, potrebbe forse già quest’anno attivare un’attenzione a questo segmento e migliorare le tendenze. In questo senso la possibilità di accedere all’incentivazione già prima della stagione di picco legata ai caldi estivi incrementa ulteriormente la spendibilità dell’incentivo.
Ma preme sottolineare un elemento su cui desideriamo attirare l’attenzione: la tenuta complessiva delle vendite a valore e la crescita a volume di tutto quanto cuba al di sopra dei 18 kW. Infatti, i dati aggregati portano a rilevare un +2,6% nei volumi e un -0,4% a valore, un dato che premia anche perché incide per oltre il 58% sul valore totale del mercato. Vale quindi la pena di enfatizzare che fuori dal settore domestico la pompa di calore ha risentito di una perdita minima, soltanto 1.250.000 € circa.
I numeri trasferiscono una sensazione precisa e cioè che la pompa di calore stia affermando compiutamente il suo valore in maniera diffusa nel mondo commercial e industriale, dove è considerata un investimento e quindi pensata in una logica di ritorno a medio lungo termine: ne deriva una linearità delle vendite che soffre in misura limitata dei chiari di luna sugli incentivi. Per affermarsi compiutamente e avere una nuova crescita molti sono i fattori che potrebbero aiutare e li esaminiamo nell’articolo dedicato alla Cost Reduction, ma è anche vero che la tenuta conforta e che il quadro prelude a potenziali sviluppi positivi.
Piena fiducia quindi in una stabilità, che potrebbe trasformarsi in crescita in segmenti dimensionali e applicazioni “intermedie” per il rilancio di provvedimenti come Conto Termico 3.0 e Iperammortamento – Industria 4.0 e invitare a un atteggiamento positivo nei confronti del mercato a venire.
Pompe di calore, una prudente fiducia nel futuro prossimo e a lungo termine

Un mercato che consolida tendenze e che evidenzia o meglio ribadisce considerazioni già ben note che lo caratterizzano da tempo: Maurizio Marchesini, Presidente Assoclima, rimane positivo pur non potendo non osservare con attenzione comportamenti e tendenze di mercato all’interno del mercato HVAC, così come lo era stato nella primavera dell’anno scorso presentando i dati del settore in occasione di Heat Pump Technologies, nel formulare una valutazione che ha come punto di partenza la sempre più netta suddivisione fra due segmenti, quello residenziale e quello commerciale e di servizio che vivono due percorsi piuttosto distinti nel cammino verso l’adozione diffusa della pompa di calore.
“L’assestamento del mercato della climatizzazione domestica e la forte crescita delle taglie più significative sono due dati che ribadiscono linee di sviluppo già in essere e la cui prosecuzione nel periodo esaminato non sorprende, per ragioni che è anche abbastanza facile intuire e spiegare. Il mondo della pompa di calore per l’abitazione subisce in maniera palese l’andamento discontinuo dell’incentivazione, con una fase di contrazione che tutti potevamo prevedere dopo la fine della stagione del Superbonus e la contrazione delle aliquote da portare in detrazione fiscale. Il settore commerciale che si estende dalle installazioni per costruzioni industriali a centri commerciali, strutture direzionali e alberghi, invece, consolida grazie al sostegno del PNRR un progresso che non è di breve periodo, ma fa parte di una evoluzione ormai più che decennale.”
Numeri che non stupiscono e non preoccupano certo, ma si delineano anche come capaci di dare ulteriore solidità ad una lettura non solo quantitativa dei trend che conferma la lettura data già un anno fa “Il settore commerciale è ormai pienamente inserito in una dinamica di progressiva diffusione su larga se non larghissima scala: giusto per fare un esempio è ormai difficile trovare nelle nuove costruzioni o ristrutturazioni di un albergo o di un capannone industriale un ricorso alla caldaia, perché la pompa di calore ha affermato non solo la sua efficienza, ma anche la sua capacità di far fronte in modo solista a tutti i compiti che le si possono attribuire, riscaldamento, raffrescamento e acqua calda sanitaria – riflette Marchesini – E questo vale anche per tutte quelle costruzioni soprattutto del settore industriale e della manifattura come le zone industriali e artigianali diffuse in tutto il nostro Paese che – realizzate fra gli anni Settanta e Ottanta con una dotazione impiantistica a combustione – oggi vanno a sostituire serenamente l’impianto basato sulla caldaia con sistemi che hanno come elemento centrale la pompa di calore.”
Che cosa intende con “serenamente”?
“C’è stata una positiva iniezione di fiducia da parte dei progettisti, che hanno acquisito confidenza con lo strumento e quindi oggi non sentono il bisogno di avere un elemento di backup costituito da una caldaia, ma affidano in pieno alla pompa di calore il compito di svolgere la funzione di “gestore unico del comfort”. È un’acquisizione importante, perché fa capo anche a un’adesione all’elettrificazione e alla sua gestione integrata con le sorgenti energetiche rinnovabili.”
Un punto fondamentale, questo: la pompa di calore esprime al meglio la sua efficienza quando è collegata all’autoproduzione di energia?
“La esprime nella sua forma più smart e più consapevole, perché risponde in modo estremamente intelligente anche allo spirito di sostenibilità che anima l’idea di elettrificazione: energia prodotta in un parco fotovoltaico che è connesso ad un sistema a pompa di calore è energia estremamente economica, perché ha come solo costo l’ammortamento dell’impianto e non un costo ricorrente come quello derivante dal prelievo dalla rete dell’energia necessaria.”
È un passo importante…
“Più che un passo è un’evoluzione che dura da anni e che la chiusura del PNRR sta portando ad una fase quasi di esasperazione: gli ordini presenti portano i produttori in rottura di stock per una richiesta che supera la capacità produttiva e anche la capacità installativa è alla rincorsa di richieste e progetti legati anche al fatto che l’avvicinarsi delle scadenze per la conclusione dei lavori ha determinato una vera e propria fibrillazione. Ma non sarà la fine dei finanziamenti da PNRR ad affievolire questa tendenza, perché l’elettrificazione nel mondo dell’edilizia di servizio ha una percezione ormai consolidata della pompa di calore come elemento costitutivo chiave.”
Diversa la situazione sul fronte del residenziale …
“In quest’ambito c’è un evidente problema di far fronte al costo iniziale che è non specifico dello strumento, ma generale e di natura socioeconomica: l’investimento iniziale sul sistema integrato pompa di calore + sistema fotovoltaico è oneroso e difficile da gestire in una logica di tempo di ammortamento. Il privato non ragiona con un conto economico e una diluizione del ritorno dell’investimento, soprattutto nelle fasce appunto socioeconomiche più basse, quelle che peraltro sono afflitte anche da condizioni di povertà energetica a causa della qualità spesso “datata” degli immobili in cui abitano.”
Ma progetti ben strutturati non basterebbero a fornire lo strumento per superare la barriera del costo iniziale?
“Il Conto Termico 3.0 apre a questo ragionamento, ma il progetto – soprattutto un buon progetto, pertinente ed appropriato, costituisce un altro costo iniziale aggiuntivo, che si somma a quelli della pompa e del pannello fotovoltaico: il momento congiunto di contrazione anche piuttosto brusca degli incentivi e di scarsa crescita della ricchezza e della capacità di spesa della popolazione non depone a favore del rilancio a breve termine di questo segmento.”
In entrambi i contesti comunque cresce l’importanza del progetto per ottenere i risultati attesi: è d’accordo con questa visione?
“Sono d’accordo e ne auspico la crescita ulteriore, perché lo “strumento” progetto valorizza la qualità del prodotto e la rende ancor più significativa perché ne valorizza l’efficienza. Certo, nel mondo del residenziale questa crescita è ovviamente più lenta, perché richiede la nascita di una sensibilità del committente, il privato, che oggi fatica a percepire concretamente i risparmi – spesso a lungo termine – che questo genera.”

La visione di Maurizio Marchesini è lucida, ma soprattutto conferma implicitamente alcuni dei punti che sono emersi nella nostra lettura del position paper di Heat Pump Acceleration Platform: la centralità dell’integrazione, del progetto e della considerazione di questa evoluzione come un’evoluzione anche culturale oltre che tecnologica è palese e in qualche misura è fonte di soddisfazione vedere una coincidenza fra un’analisi di mercato “strategica” e un documento nato sotto l’auspicio di fornire delle linee guida al legislatore.
La sinergia fra la concreta analisi di chi opera nel mercato e il lavoro del legislatore è un punto nodale per realizzare gli obiettivi di rilievo che ci attendono, in ottica ambientale, economica e industriale: vale quindi la pena di guardare con fiducia e attenzione al dialogo fra il settore HVAC e i policy makers per generare anche nel mercato percorsi progressivi e di qualità verso la decarbonizzazione.