La videosorveglianza attraverso telecamere intelligenti è una soluzione sempre più diffusa, e, secondo il rapporto annuale Axis Perspectives 2026, il numero di occhi elettronici nel mondo (escludendo la Cina) avrebbe raggiunto i 562 milioni alla fine dello scorso anno. Entro il 2029 le telecamere installate dovrebbero toccare quota 736 milioni.
Telecamere digitali e intelligenti
I sistemi analogici hanno ormai ceduto il passo a quelli digitali: nel 2024 il 90% dei ricavi del settore è da attribuirsi all’acquisto di telecamere IP. Quasi l’80% degli apparecchi venduti nel 2024 è dotato di capacità di analisi video; di questa percentuale, i due terzi sono telecamere con funzionalità basate sul deep learning – una tecnologia che si stima dovrebbe estendersi entro il 2029 al 96% delle analitiche video.
La diffusione delle telecamere intelligenti è stata favorita anche dallo sviluppo di chipset proprietari, grazie ai quali l’elaborazione delle immagini e l’analisi video avvengono direttamente a bordo, riducendo latenza e carico sui server. Ugualmente, ha rappresentato un salto in avanti l’adozione dello standard AV1, che ha portato a migliorare la compressione dei file video dal 30% al 50%, ottimizzando i costi di storage, la qualità delle riprese e le performance dell’intelligenza artificiale.
Oltre le immagini
Per quanto riguarda la tecnologia, accanto a intelligenza e connettività la tendenza è verso l’ampliamento delle capacità sensoriali, con l’integrazione di analitiche audio (per rilevare spari, grida, vetri infranti) e sensori ambientali (per la qualità dell’aria o la rilevazione del fumo): un’evoluzione in linea con un approccio proattivo alla sicurezza.
Ai sensori si aggiungono poi le tecnologie termiche, contro gli incendi, e i radar per tracciare i movimenti anche in condizioni metereologiche avverse. Tutto questo contribuisce a ridurre i falsi allarmi e a migliorare l’accuratezza dei controlli.
Sicurezza proattiva
Quello che resta dalla lettura del rapporto Axis Perspectives è il concetto che la sicurezza sta sempre più evolvendo verso un modello proattivo e predittivo, piuttosto che passivo e reattivo. La disponibilità sempre più ampia di dati permetterà di analizzare le anomalie e prevedere gli incidenti, anche tramite interventi autonomi e riducendo l’impiego della componente umana. La sola AI ha ridotto del 59% i falsi allarmi, liberando tempo per le guardie giurate che possono così concentrarsi su attività a più alto valore.
Il prossimo futuro vedrà probabilmente una crescita nell’utilizzo delle bodycam, che dall’ambito forense stanno rapidamente entrando nella sicurezza privata, nella sanità, nella vendita al dettaglio e nei trasporti, per la protezione del personale e per documentare gli incidenti. La previsione del rapporto Axis è che entro il 2028 il livello di penetrazione delle body-worn cameras – tra gli agenti in prima linea in diversi Paesi nel mondo – raggiungerà il 100%.