Sicurezza residenziale – Un settore in evoluzione: è tempo di riflessioni

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Intervista all’ingegner Gianni Andrei, presidente onorario di A.I.PRO.S., moderatore di Sicurezza Residenziale Academy 2018

Come sta evolvendo il settore della Sicurezza in Italia e quali le key del cambiamento?

«Anche nel nostro Paese è cresciuta la consapevolezza della necessità dei sistemi di sicurezza, e non più solamente in ambito aziendale e industriale, ma anche residenziale privato. È certamente aumentato l’effetto della percezione dei rischi, anche se spesso è provocato (e si diffonde viralmente) da fatti di cronaca, disastrosi accadimenti naturali e incidentali o da atti volontari e dolosi. All’utenza, in generale, gli interrogativi che noi poniamo sono: da cosa realmente vuole difendersi? E, soprattutto, quali sono i rischi effettivi che ha individuato? Purtroppo, le risposte sono vaghe ed evidenziano il bisogno di difendersi, ma nell’incapacità di riconoscere i reali rischi ai quali si pensa di essere esposti. Raro che, oltre al desiderio di proteggersi da furti e rapine, si palesi la necessità di tutelarsi da incendi o rischi elettrici. A volte si installa in “fai da te” un semplice sistema di segnalazione d’allarme video sullo smartphone per arrivare alla conclusione auto-tranquillizzante di “essere al sicuro”. Per il nostro settore (progettisti, consulenti, produttori, installatori), dunque, continua e continuerà a manifestarsi un trend positivo ma altalenante della domanda, influenzato da accadimenti che spesso sono improvvisamente amplificati dai circuiti mediatici, e contrapposto a un livello di qualità molto buono dell’offerta tecnologica».

Quale il ruolo del professionista oggi? E quali le principali istanze del mercato?

«Fondamentale era e rimane il ruolo del professionista della sicurezza, cioè di colui che opera con Perizia (capacità di agire con competenza, che equivale alla preparazione tecnica), con Diligenza (capacità di agire con precisione e concentrazione, cioè saper applicare nella pratica il proprio bagaglio di conoscenze teoriche senza superficialità) e con Prudenza (capacità di agire con saggezza, sapendo riconoscere i propri limiti professionali). Non si nasce “professionisti”, ma ci si diventa con un lungo e costante percorso di formazione, aggiornamento e mantenimento. È dunque imprescindibile che l’utenza si rivolga a un vero “professionista della sicurezza”, innanzi tutto per l’analisi e la valutazione dei rischi, che l’accompagni nell’accettabilità di alcuni di essi, che poi sappia individuare le misure tecniche opportune e sostenibili per realizzare le difese e che indichi i comportamenti e gli atteggiamenti da tenere, specie in caso di segnalazioni di allarme e situazioni di emergenza. Devo però anche dire che le attuali istanze del mercato poco prevedono l’intervento di un professionista, se non per l’installazione; e ancor meno lo fanno i media, almeno per il settore domestico-residenziale e del commercio al dettaglio. Così l’utenza, ahinoi, considera “superfluo e costoso” il coinvolgimento di un professionista progettista e consulente della sicurezza, preferendo “risparmiare”. Purtroppo non è infrequente che il cittadino utente, inesperto e poco avveduto, finisca per installare o farsi installare un impianto o un apparato di tecnologia superata o, peggio, non idoneo a proteggerlo dai rischi reali, ma con l’illusoria percezione di essere al sicuro, peraltro “una volta per tutte” Indispensabile è altresì far comprendere che una difesa efficace, per esempio antintrusione, si fonda sull’impiego integrato di difese attive e passive, assistite da una costante manutenzione periodica».

In che modo eventi come Sicurezza Residenziale Academy possono contribuire allo sviluppo del settore?

«Ho da sempre sostenuto che questi incontri sono strategici per l’aggiornamento come per il confronto tra professionisti. Fanno parte integrante del percorso di miglioramento continuo e mantenimento dello status di competenza, cose che, insieme al rispetto intransigente del codice etico-deontologico-comportamentale qualificano un “professionista della sicurezza”. A.I.PRO.S., per esempio, da decenni applica queste metodologie, proponendo più volte all’anno ai propri soci (progettisti, produttori, consulenti, installatori, responsabili aziendali e gestori di servizi) incontri formativi e seminari specifici d’aggiornamento, aperti comunque anche ai non associati. Questi eventi peraltro contribuiscono ad accrescere il necessario bagaglio di crediti formativi indispensabili alla qualificazione e certificazione individuale. E alimentano e concorrono a chiudere positivamente l’anello virtuoso della “competenza” permanente di un professionista della sicurezza». (…)

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