EVAC modulare per la stazione AV ad alta affluenza

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Presso la Stazione Napoli Afragola, è stato realizzato un nuovo impianto di evacuazione vocale, progettato per garantire la diffusione di messaggi di emergenza chiari, tempestivi e intelligibili in tutti gli ambienti della stazione.

Nell’hub ferroviario campa­no, che conta oltre un milio­ne di passeggeri l’anno, un impianto di evacuazione vo­cale (EVAC) basato su piattaforma Logirack integra diffusione sonora, gestione centraliz­zata e prove fonometriche per garantire comunicazio­ni di emergenza intelligibili.

 

La sicurezza delle comunicazioni rappresenta uno degli elementi più critici nelle infrastrutture pubbliche caratterizzate da elevata affluenza e operatività continua. Alla stazione AV Napoli Afragola, uno dei principali nodi ferroviari del Mezzogiorno gestito da RFI S.p.A., quest’esigenza ha portato alla realizzazione di un nuovo impianto di evacuazione vocale, progettato per garantire la diffusione di messaggi di emergenza chiari, tempestivi e intelligibili in tutti gli ambienti della stazione. L’infrastruttura è caratterizzata da spazi ampi e articolati, flussi costanti di utenti e un traffico superiore a un milione di viaggiatori all’anno.

In un contesto di questo tipo, la semplice diffusione di un annuncio non è sufficiente: il messaggio deve essere percepito e compreso correttamente anche in presenza di rumore ambientale, superfici riflettenti e aree con caratteristiche acustiche differenti. Da queste necessità è nato il progetto sviluppato da Brancaccio Costruzioni S.p.A. di Napoli con il supporto tecnico di Comelit Group S.p.A. e con il contributo operativo delle aziende incaricate per l’installazione. L’obiettivo era dotare la stazione di un sistema EVAC moderno, conforme alle normative vigenti e pienamente integrato con i sistemi di sicurezza già presenti.

Per raggiungere il risultato è stata condotta un’analisi approfondita delle caratteristiche strutturali e acustiche dell’edificio, valutando la distribuzione sonora, i livelli audio e la copertura necessaria nelle diverse aree aperte al pubblico. La soluzione individuata è stata la piattaforma EVAC LogiRack di Comelit, un sistema modulare per installazione in armadi rack progettato per applicazioni ad alta complessità.

La configurazione adottata ha consentito di realizzare un’infrastruttura scalabile e configurabile, capace di gestire centralmente eventi, livelli sonori e zone di diffusione. L’impianto è stato inoltre concepito come parte integrante dell’ecosistema di sicurezza della stazione, contribuendo a supportare le procedure di emergenza attraverso una gestione coordinata delle comunicazioni vocali.

Architettura impiantistica sviluppata ad hoc

La soluzione utilizzata è stata la piattaforma EVAC LogiRack di Comelit, un sistema modulare per installazione in armadi rack progettato per applicazioni ad alta complessità

Il cuore dell’intervento è costituito da un impianto EVAC basato sulla piattaforma LogiRack, dimensionata per rispondere alle esigenze operative di una grande infrastruttura ferroviaria. La modularità del sistema ha permesso di configurare una soluzione adeguata alla complessità dell’edificio, mantenendo al tempo stesso possibilità di ampliamento e adattamento futuro.

Dal punto di vista impiantistico, l’intervento ha comportato la posa di circa 6,4 km di linee e l’installazione di una rete articolata di dispositivi per la diffusione sonora di emergenza. La configurazione comprende 249 proiettori monodirezionali e bidirezionali, 122 diffusori tondi a parete e 10 diffusori a tromba, ognuno selezionato e posizionato considerando geometria degli spazi, percorsi dei passeggeri, presenza di superfici riflettenti e livelli di rumore tipici di una stazione ferroviaria.

Tra le caratteristiche distintive della piattaforma utilizzata figurano la gestione centralizzata degli eventi e dei livelli audio, la possibilità di programmare messaggi localizzati e una logica distribuita che consente di estendere la copertura dell’impianto attraverso rack collegati in rete. Il sistema integra, inoltre, amplificatori di riserva con intervento automatico, soluzione che contribuisce alla continuità operativa in caso di guasto, e un’interfaccia di gestione che consente il controllo delle zone di diffusione e una diagnostica immediata.

La scelta della tecnologia è stata influenzata da diversi fattori: conformità normativa, caratteristiche tecniche della piattaforma, disponibilità dei materiali nei tempi richiesti e possibilità di ricevere supporto specialistico durante tutte le fasi del progetto, dalla progettazione alla messa in servizio.

Installazione, collaudo e integrazione con la sicurezza

Il contributo del personale tecnico e dell’ufficio progetti Comelit, presente sia nel supporto progettuale sia nelle prove fonometriche, è stato determinante per la buona riuscita del progetto, insieme al lavoro delle aziende Maca S.r.l., Tecnonet S.r.l. e Safed S.r.l.

Uno degli aspetti più significativi dell’intervento riguarda le modalità con cui è stato realizzato. Le attività operative si sono svolte tra il 6 e il 29 ottobre, mentre il collaudo finale è stato effettuato il 15 novembre. La rapidità di esecuzione è stata resa possibile da un coordinamento costante tra committenza, progettisti, direzione lavori, installatori, fornitori e specialisti della configurazione del sistema.

La principale criticità era rappresentata dalla necessità di operare all’interno di una stazione pienamente funzionante e aperta al pubblico, per questo ogni fase è stata pianificata, al fine di limitare le interferenze con il normale esercizio ferroviario e garantire la sicurezza di passeggeri, personale e operatori. La gestione delle aree di lavoro, la movimentazione dei materiali e le attività di verifica sono state organizzate con l’obiettivo di ridurre al minimo l’impatto sulle attività quotidiane della struttura.

Particolarmente delicata è stata la fase di messa in funzione: i test reali di funzionamento e le verifiche fonometriche sono stati eseguiti prevalentemente nelle ore notturne, quando la presenza di utenti risultava più contenuta. Le prove fonometriche hanno avuto un ruolo determinante nell’ottimizzazione dei livelli audio e nella verifica dell’effettiva intelligibilità dei messaggi nelle diverse zone della stazione.

Come sottolinea Giuseppe Piscopo, perito Industriale di Brancaccio Costruzioni: «Il progetto è stato sviluppato in tempi rapidi grazie a un efficace coordinamento tra tutti gli attori coinvolti. Determinante è stato il contributo del personale tecnico e dell’ufficio progetti Comelit, presente sia nel supporto progettuale sia nelle prove fonometriche, insieme al lavoro delle aziende Maca S.r.l., Tecnonet S.r.l. e Safed S.r.l., che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera in modo rapido e puntuale».

Il risultato è un sistema EVAC integrato con gli altri sistemi di sicurezza della stazione, progettato per supportare le procedure di emergenza attraverso comunicazioni vocali affidabili, tempestive e distribuite in modo uniforme.

Pianificato attentamente ogni intervento
Le aziende incaricate da Brancaccio per le attività di installazione sono state Maca S.r.l., Safed S.r.l., Tecno Net S.r.l.

Il committente aveva l’esigenza di realizzare un impianto di evacuazione vocale affidabile, conforme alle normative vigenti e perfettamente integrato con i sistemi già presenti nella Stazione AV di Afragola.

Un aspetto determinante era rappresentato dalle tempistiche particolarmente ridotte: le attività di installazione dovevano essere completate in un arco temporale molto breve, meno di un mese. In questo periodo è stata installata una linea complessiva di circa 6,4 km. La principale criticità è stata operare all’interno di una stazione aperta al pubblico: questo ha richiesto un’organizzazione molto precisa delle attività, con particolare attenzione alla sicurezza degli utenti, del personale ferroviario e degli operatori presenti in cantiere.

Ogni intervento è stato pianificato per non interferire con il normale esercizio della stazione e per evitare qualsiasi disservizio. Il valore aggiunto dell’impianto è rappresentato dall’automazione e dalla possibilità di interfacciarsi con i sistemi esistenti, una caratteristica che consente una gestione più efficiente delle comunicazioni di emergenza e che permette di coordinare in modo rapido e preciso le procedure di evacuazione.

L’impianto, in questo modo, garantisce maggiori livelli di sicurezza, affidabilità e continuità operativa; inoltre, la soluzione installata è stata progettata con criteri di scalabilità: sarà infatti possibile ampliarla in futuro mediante il collegamento in rete (link) di nuovi armadi EVAC, così da rispondere efficacemente a eventuali espansioni della Stazione di Afragola e a future esigenze operative.

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