Costruzioni in Emilia-Romagna: crescita solida e fiducia nel 2026

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Costruzioni

Il settore delle costruzioni dell’Emilia-Romagna conta quasi 16.700 società di capitale attive nel 2024, con un fatturato aggregato di 85 miliardi di euro e circa 273.000 addetti. Il quinquennio 2019-2024 restituisce una traiettoria di crescita strutturale: un CAGR (tasso di crescita annuo composto) del fatturato del 6,3% e una redditività operativa in espansione ancora più decisa (+12,2% CAGR dell’EBITDA), in linea con le performance nazionali e a conferma del ruolo di primo piano della regione nello scenario italiano[1]. È in questo contesto di solidità e dinamismo che si inserisce il SAIE Lab | On Tour di Reggio Emilia, primo appuntamento della nuova edizione dei SAIE Lab, i laboratori tecnici itineranti organizzati da SAIE – La Fiera delle Costruzioni: progettazione, edilizia, impianti (dal 7 al 10 ottobre 2026 a BolognaFiere). In occasione dell’appuntamento sono stati divulgati i dati dell’Osservatorio SAIE, realizzato da Nomisma, che analizza l’andamento del mercato e le opinioni delle imprese di produzione, distribuzione e servizi per il settore delle costruzioni (edilizia e impianti), con un focus sul territorio emiliano-romagnolo.

Osservatorio SAIE: i numeri della filiera in Emilia-Romagna

Il quadro che emerge dal campione di aziende intervistate in Emilia-Romagna è complessivamente positivo. Le attese per il 2026 sono orientate alla crescita: il 63% delle imprese del campione prevede un aumento del fatturato nell’anno, in linea con un comparto che guarda avanti con ottimismo. Altrettanto solidi il portafoglio ordini, giudicato adeguato ai livelli di sostenibilità finanziaria da più di 2 aziende su 3 (64%), e il piano assunzioni per il 2026. Sul fronte occupazionale, più di 1 impresa su 2 (52%) del campione regionale ha in programma di assumere nuovi addetti nei prossimi mesi, segnale di un settore che continua a investire sulle proprie risorse umane. Le figure più ricercate rimangono gli operai non specializzati, i profili impiegati in ambito amministrativo, commerciale e marketing e gli operai altamente specializzati. Secondo le aziende intervistate, la mancanza di personale qualificato figura tra i principali fattori critici, insieme a burocrazia e concorrenza, ed è segnalata dal 55% del campione.

Per quanto riguarda il Piano Europeo per l’edilizia abitativa, il 54% delle aziende del campione italiano lo ha accolto positivamente, mentre il 34% non ha ancora maturato un’opinione in merito. In Emilia-Romagna, sebbene la conoscenza del piano risulti ancora limitata, 2 aziende su 3 (67%) del campione si dichiarano già pronte a rispondere alla domanda di edifici e infrastrutture più sostenibili e innovative, una fiducia nettamente superiore rispetto alle aspettative sul mercato nel suo complesso (29%). Quasi 2 intervistati su 3 considerano inoltre i produttori italiani competitivi rispetto agli europei sui prodotti richiesti, soprattutto in specifiche categorie, mentre per il 21% l’Italia è leader in Europa.

[1] Fonte – Elaborazioni Nomisma su bilanci depositati.

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