Coronavirus e spese condominiali

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Da quando è iniziata l’emergenza coronavirus, una delle domande più frequenti è stata quella dei condomini che si chiedevano se potessero interrompere il pagamento delle spese condominiali secondo le quote già approvate dall’assemblea condominiale per l’anno in corso, a causa sia dell’emergenza sanitaria ed economica e sia a causa dell’interruzione forzata di alcuni servizi condominiali. In realtà a tale domanda si ritiene di dare risposta negativa in quanto il condomino non può rifiutarsi di partecipare alle spese usufruendo della motivazione emergenziale, è ciò neppure se per un periodo i servizi sono stati forzatamente interrotti. Per fare degli esempi, il condomino non potrà evitare il pagamento lamentando la mancata sanificazione delle scale o dell’ascensore oppure la temporanea interruzione del servizio di portineria e via dicendo: in altre parole nessuna situazione di emergenza consente e legittima la sospensione delle rate già approvate. Il condomino in sostanza non è titolare di un diritto di natura contrattuale nei confronti del condominio e l’obbligo di versamento delle spese condominiali deriva dal fatto che è comproprietario delle parti condominiali.

Di conseguenza si ritiene che su tale obbligo non agisca il D.L. 18/2020 che all’art. 91 comma 1 ha inserito  all’art 3 del  D.L. 6/2020, convertito  con  L. 13/2020,  il comma 6 bis, secondo cui il rispetto delle misure di contenimento di cui al presente decreto è sempre valutata ai fini dell’esclusione, ai sensi e per gli effetti degli articoli 1218 e 1223 c.c., della responsabilità del debitore nel ritardo o omissione di adempimenti o pagamenti. Pertanto, non vertendo in caso di spese condominiali in materia contrattuale bensì in connessione ai diritti di proprietà, non è da ritenersi applicabile la nuova normativa suddetta in tema di “giustificazioni” nel ritardo/omissione dei pagamenti e pertanto il condomino sarà tenuto ad adempiere regolarmente.

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