Un taglio ai consumi con i sistemi ibridi per riscaldamento

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Dai Certificati Bianchi all’ecobonus, fino ad oggi le misure messe in campo per l’efficienza energetica hanno dato risultati più che soddisfacenti. Ma ci sono ancora notevoli margini di progresso soprattutto nel settore residenziale. Gli edifici, infatti, sono responsabili del 40% dei consumi. In questo contesto un ruolo importante lo possono giocare i sistemi ibridi per il riscaldamento, al centro di un convegno promosso da Assotermica e svoltosi mercoledì 27 settembre, presso la sede Enea a Roma.

I sistemi ibridi combinano, tramite una centralina elettronica, una caldaia a condensazione con una pompa di calore. Possono essere utilizzati per la produzione di acqua calda sanitaria, riscaldamento e, in presenza di fan coil, anche per il raffrescamento. In funzione delle diverse situazioni climatiche, i sistemi ibridi riescono ad ottimizzare l’utilizzo di gas (caldaia) o elettricità (pompa di calore).

«In base ad una serie di installazioni concrete – ha spiegato il presidente di Assotermica, Alberto Montanini possiamo dire che un sistema ibrido può determinare una diminuzione dei consumi del 52% e una diminuzione dei costi del 37%».

Il dato è riferito ad un appartamento di 100 mq a Milano in classe energetica G, dotato di caldaia convenzionale. Dati importanti ai quali si aggiungono i miglioramenti in termini di emissioni di ossido di azoto: -82% in fase di riscaldamento e -87% in fase di produzione di acqua calda sanitaria.

Sono numeri che situerebbero questi strumenti tra quelli a più alto potenziale per la fase di transizione verso una economia a basse emissioni, in linea con i target europei 2030 e 2050. Il mercato, ancora di nicchia, sembra crescere in fretta. «+250% in volume negli ultimi due anni – aggiunge Montanini – e l’Italia è il Paese più effervescente in tal senso». Ci sono quindi i presupposti per diventare leader in questo ambito di sviluppo tecnologico.

I vantaggi sono dunque evidenti e le prospettive di crescita allettanti. Sicuramente i costi elevati sono ancora uno scoglio. Ma l’ostacolo più imponente sembra essere la semplificazione. Dal 2016, i sistemi ibridi possono usufruire dei meccanismi incentivanti del nuovo Conto termico, ma come ha evidenziato Antonio Del Greco, responsabile dell’Unità Conto Termico del GSE, la maggiore complessità della procedura non ha facilitato le richieste.

«Ad oggi le istanze presentate sono state 64 con un incentivo medio di 2.300 euro. Ci aspettiamo tuttavia anche per i sistemi ibridi una dinamica simile a quella verificatasi per le pompe di calore che tra il 2015 e il 2017 hanno visto aumentare le richieste di incentivo di due ordini di grandezze: dalle decine alle migliaia».

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