Modificata la direttiva UE sull’acqua potabile

Condividi

ModiLa Commissione europea ha modificato la direttiva sull’acqua potabile con l’obiettivo di adeguare alle esigenze degli Stati membri il monitoraggio dell’acqua in circa 100.000 zone di approvvigionamento. In sostanza, gli Stati membri possono ora decidere, sulla base di una valutazione del rischio, quali parametri monitorare e scegliere di aumentare o ridurre la frequenza di campionamento nelle zone di approvvigionamento idrico, nonché di estendere l’elenco delle sostanze tenute sotto controllo in caso di problemi di salute pubblica.

Nelle intenzioni della Commissione, ciò consentirà un monitoraggio più mirato e basato sul rischio, garantendo al tempo stesso la piena tutela della salute pubblica, in linea con le norme del regolamento sull’igiene dei prodotti alimentari (analisi di rischio e punti critici di controllo – HACCP) e con il piano di sicurezza dell’acqua dell’Organizzazione mondiale della sanità.

Il commissario all’Ambiente Karmenu Vella ha così commentato il provvedimento: «Un’acqua potabile sicura e di qualità elevata è essenziale per la salute e il benessere pubblici, pertanto, è necessario garantire standard elevati in tutta l’Unione. Questo nuovo sistema di monitoraggio e controllo consente di ridurre le analisi inutili e concentrarsi sui controlli che contano davvero».

Gli Stati membri dispongono di due anni di tempo per applicare le nuove disposizioni.

Edicola web

  • n.4 - Aprile 2026
  • n.3 - Marzo 2026
  • n.2 - Febbraio 2026

Ti potrebbero interessare

sicurezza personale sanitario

Personale sanitario in cerca di sicurezza

Sono disponibili i dati riferiti al 2025 dell’Osservatorio Nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie.

Cyber Index PMI: consapevolezza delle aziende in aumento

È stato recentemente presentato, presso la sede romana di Generali, il terzo Rapporto Cyber Index PMI, l’indice che valuta il livello di consapevolezza e maturità delle piccole e medie imprese italiane nella gestione dei rischi digitali. Nel terzo anno di rilevazione, le piccole e medie imprese italiane raggiungono complessivamente un livello di consapevolezza in materia di sicurezza digitale di 55 su 100, in crescita di 3 p.p. rispetto al 2024 ma ancora sotto la soglia di sufficienza (60 su 100).