Come gestire la rete quando si realizza un impianto di videosorveglianza

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Esistono diversi accorgimenti che si possono mettere in atto per evitare che il cliente riscontri un rallentamento della rete al termine dell’installazione di un sistema di telecamere IP.

A seguito dell’installazione di un sistema di videosorveglianza IP, il cliente finale può riscontrare problemi di lentezza o malfunzionamento della propria rete dati domestica o aziendale. Una delle cause può essere la velocità della rete: prima di procedere all’installazione dell’impianto, è quindi opportuno effettuare uno speed test, segnalando al cliente che, in presenza di valori di velocità insufficienti (upload inferiore a 2 Mbps, piuttosto che latenze superiori a 30 Ms), la visione da remoto delle riprese risulterà assai rallentata, se non impossibile.

PRIMA DI OGNI installazione è sempre meglio effettuare uno speed test

Allo stesso modo, in presenza di contenziosi con un cliente, l’installatore può ricorrere allo speed test per verificare se la videosorveglianza sia responsabile del problema, effettuando prove con l’impianto attivo e scollegato dal router e osservando se ci sono o meno cambiamenti nella velocità della rete.

Rallentamento di rete dopo l’installazione dell’impianto di videosorveglianza: tre possibili ragioni

Qualora l’installazione dell’impianto di videosorveglianza risultasse responsabile del rallentamento della rete, è possibile individuare varie ragioni. Il problema potrebbe derivare, per prima cosa, dalla decisione di collegare gli switch PoE, le telecamere IP e l’NVR alla rete del cliente, cosa che potrebbe dare vita a conflitti IP.

PER SEGMENTARE e separare la rete della videosorveglianza da quella domestica, è possibile utilizzare hardware (come il router)

In generale, infatti, quando si installa un sistema TVCC è sempre una buona norma creare una rete dedicata ai dispositivi dell’impianto, senza utilizzare a questo scopo la rete domestica; in caso contrario, bisogna verificare di aver riservato un pool di indirizzi IP per l’impianto, in modo che il protocollo DHCP del router non possa assegnarli ad altri apparati. Ancora, se l’installatore sceglie di sfruttare un’infrastruttura esistente (per esempio una rete LAN) per l’installazione dell’impianto, deve prestare attenzione alla possibile presenza di “colli di bottiglia”, come uno switch 10/100, che si rivelerebbero incapaci di gestire il flusso di dati della videosorveglianza.

NEL CA SO di telecamere Wi-Fi, bisogna sempre verificare che le frequenze usate non siano in conflitto con quelle del router domestico

In presenza di un impianto TVCC Wi-Fi, infine, gli scenari si moltiplicano: per prima cosa, è necessario accertarsi di aver configurato i dispositivi secondo gli standard italiani o europei, perché l’utilizzo di setup fantasiosi (destinati, per esempio, al continente asiatico) potrebbe causare enormi problemi di interferenza. Dopo aver verificato la configurazione, bisogna controllare anche (manualmente o attraverso un’app di analisi della rete Wi-Fi) che i canali utilizzati dall’impianto non si sovrappongano a quelli del router Wi-Fi domestico e, in caso, modificare la configurazione del dispositivo.

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