In caso di incompatibilità elettromagnetica il problema è dell’installazione e non dell’UPS

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Occorre una premessa introduttiva. L’immunità rappresenta l’attitudine di un apparato o di un sistema a sopportare senza danni e senza alterazioni funzionali segnali disturbanti di tipo condotto o irradiato di determinate caratteristiche e ampiezza tipici dell’ambiente elettromagnetico in cui esso è destinato a funzionare, mentre i limiti di emissione rappresentano l’attitudine dello stesso a produrre disturbi potenzialmente in grado di interagire con altri apparati. Convenzionalmente il problema viene affrontato definendo degli ambienti elettromagnetici e delle categorie di immunità minima ed emissione massima degli apparecchi elettrici, nel caso in esame dei sistemi statici di continuità, che vi possono essere utilizzati.

Gli ambienti da un punto di vista elettromagnetico sono stati classificati dalla norma EN 62040-2, coerentemente con le norme generali di EMC, in tre gruppi:

Primo ambiente: ambiente che comprende gli insediamenti residenziali, commerciali e dell’industria leggera, collegati direttamente, senza trasformatori intermedi, alla rete di alimentazione pubblica a bassa tensione;

Secondo ambiente: ambiente che comprende tutti gli ambienti commerciali, dell’industria leggera e industriali diversi da quelli collegati direttamente alla rete a bassa tensione che alimenta gli edifici adibiti a scopo residenziale;

Terzo ambiente (detto complesso) che richiede necessariamente uno studio congiunto ed un accordo tra costruttore e committente.

La norma EN 62040-2 distingue i sistemi di continuità in quattro categorie

Categoria C1: sistemi previsti per essere impiegati, senza alcuna limitazione, nel primo ambiente, inclusi quindi gli ambienti residenziali.

Categoria C2: sistemi con corrente in uscita non superiore a 16 A, previsti per essere impiegati senza alcuna limitazione nel secondo ambiente, mentre possono essere utilizzati anche nel primo ambiente, quando siano collegati attraverso spine e prese sia industriali che per uso domestico oppure in modo permanente.

Categoria C3: sistemi con corrente in uscita superiore a16 A, previsti per l’impiego nel secondo ambiente. L’impiego in impianti commerciali ed industriali è ammesso solo con una distanza minima di30 mdagli altri edifici classificati come primo ambiente.

Categoria C4: sistemi previsti per l’impiego in ambienti complessi e che sono oggetto di accordo tra il fornitore e il cliente per quanto riguarda i livelli di emissione e di immunità. I gruppi di categoria C4 non hanno limitazioni sulle caratteristiche nominali di corrente.

Sarà cura del progettista o dell’installatore, noto l’ambiente di installazione, prevedere un sistema statico di continuità della categoria corretta.

Se l’ambiente viene classificato come primo ambiente, la scelta dovrebbe essere rivolta a sistemi di categoria C1 o C2, mentre se l’ambiente viene classificato come secondo ambiente, C2 o C3.

Se l’ambiente non è classificabile né come primo né come secondo, dovrebbero essere impiegati gruppi di categoria C4.

Se la scelta è stata operata correttamente non si dovrebbero manifestare problemi di incompatibilità elettromagnetica, tuttavia deve essere precisato che gruppi statici appartenenti alle categorie C2 e C3, se utilizzati in ambienti rispettivamente residenziali e commerciali, possono produrre interferenze radio la cui eliminazione deve essere affrontata attraverso accorgimenti installativi dal momento che nella maggioranza dei casi i problemi sono installativi e non di prodotto se questo è a norma. Tale avvertenza è usualmente riportata anche sulle istruzioni per l’uso del prodotto.

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