Il 70% della produzione italiana di ceramica sanitaria — lavabi, sanitari, lavatoi — proviene da un raggio di trenta chilometri attorno a Civita Castellana, nel Viterbese. È un primato industriale con radici nel Settecento, rafforzato nel Novecento dall’insediamento di grandi gruppi ceramici e da una filiera di fornitori specializzati che non ha equivalenti in Europa.
Colavene produce in questo distretto dal 1968. La ceramica sanitaria utilizzata nelle linee Acquaceramica e nei lavatoi per lavanderia ha spessori superiori alla media di mercato: pareti più spesse significano maggiore resistenza agli urti, minore probabilità di scheggiatura e una superficie smaltatissima che mantiene le proprietà antigraffio nel tempo. Dati tecnici e spessori certificati sono disponibili nelle schede prodotto.
Il confronto con i materiali alternativi è documentato: la ceramica sanitaria non si deforma con le variazioni di temperatura, non trattiene odori, è compatibile con tutti i detergenti comuni senza degradazione superficiale. La sua durabilità media supera i venticinque anni di utilizzo, contro i dieci-quindici stimati per gli acrilici rinforzati.
Il brand “Ceramica di Civita Castellana” è oggi un cluster di ricerca con circa 2.400 query mensili su Google Italia, in crescita del 18% nell’ultimo anno secondo i dati SEOZoom, trainato dall’interesse per la provenienza e la qualità dei materiali nelle ristrutturazioni di fascia medio-alta.
«La ceramica di Civita Castellana non è una denominazione geografica, è una garanzia di processo. Sappiamo da chi comprare l’argilla, come si cuoce e come si controlla la qualità prima che il pezzo lasci il forno.» Lauretta Colamedici, Presidente Colavene.
La linea Acquaceramica comprende lavabi da appoggio, lavabi da incasso, sanitari coordinati e lavatoi per lavanderia. L’intera produzione avviene nello stabilimento di Civita Castellana.