Lo showroom Carroccio 6 si conferma un luogo in cui la proposta nasce da una selezione precisa, costruita attorno a identità produttive solide, capacità di personalizzazione e assistenza concreta
L’evoluzione dello spazio milanese Carroccio 6, in zona Sant’Ambrogio, mette in evidenza un elemento preciso: oggi, in un mercato complesso e saturo di offerta, non basta esporre prodotti belli, ma è indispensabile presentare aziende affidabili, con una storia riconoscibile e una reale capacità di accompagnare architetti, professionisti e clienti finali.

«Le nuove realtà inserite nello showroom condividono una caratteristica comune: una forte tradizione manifatturiera, reinterpretata in chiave contemporanea. Dalle cucine outdoor e indoor di Zampieri ai parquet di alta gamma Strenia Wood sviluppati a partire dal rovere, fino ai mobili bagno Novello, ai piatti doccia Fiora, alla rubinetteria artigianale Giulini e alle sedie Colos, il filo conduttore è quello di una progettualità sartoriale, capace di adattarsi alle richieste specifiche del progetto» spiega Raffaella Occelli, manager senior di Carroccio6 e socio fondatore dell’agenzia di rappresentanza Tec&De Srl.
Accanto alle novità, restano centrali i marchi già consolidati nella proposta di Carroccio 6, come Fiora, Spring e Novello, in un dialogo che unisce design, tecnica e cultura del servizio. È un approccio che guarda oltre il prodotto singolo e punta a costruire un ecosistema credibile, fatto di aziende strutturate, lavorazioni su misura, reti di assistenza e partnership affidabili anche sul fronte della ristrutturazione e della posa.
Partiamo dalle novità. Cosa esponete di inedito?
«Zampieri, un’azienda storica italiana che produce cucine nella zona di Venezia. A Carroccio 6 abbiamo scelto di presentare una cucina per esterni, completamente personalizzabile e realizzabile su misura in base alle esigenze dell’architetto o del cliente finale. Tra le new entry ci sono anche le sedie di Colos, brand dell’azienda Cerantola, con trent’anni di storia in provincia di Treviso, totalmente “made in Italy” e con un design accessibile a tutti.
Inoltre, abbiamo implementato nella nostra offerta anche Strenia Wood, dal 1903 realtà artigianale in provincia di Rieti dedicata alla lavorazione del legno partendo dal tronco».
Produce parquet anche per l’ambiente bagno?
«Sì, con eccellenti performance. Il rovere arriva da una foresta nel Nord Europa e la particolarità dell’azienda sta nella capacità di soddisfare richieste molto specifiche: misure delle doghe, colorazioni, finiture e lavorazioni speciali. La prima scelta del rovere viene utilizzata per la parte a vista, mentre la seconda scelta, invece di essere scartata, viene impiegata come substrato. È un modo intelligente di utilizzare il materiale, senza sprechi inutili, mantenendo qualità e continuità. Inoltre, hanno due legni esclusivi molto interessanti».
Quali sono?
«Uno è il rovere fossile, un materiale rarissimo che viene estratto dopo essere rimasto interrato per migliaia di anni. Ha colorazioni naturali molto scure, quasi nere, di grande impatto, ed è estremamente resistente. L’altra esclusiva è la quercia sabina, un’essenza locale del territorio da cui proviene l’azienda. Anche questo è testimonianza di un rapporto molto forte con l’origine del materiale e con il saper fare».
Passiamo invece ai marchi storici…
«Tra i marchi presenti ce ne sono alcuni che festeggiano anniversari importanti, confermando il valore della storicità. Giulini Rubinetterie, azienda della provincia di Novara, sul Lago d’Orta, festeggia 60 anni. È una realtà capace di lavorare molto bene sulla customizzazione: colori a richiesta, finiture opache e lucide, trattamenti PVD, acciaio inox e linee sia classiche sia moderne. Sottolineerei l’offerta dei rubinetti in ottone naturale, lega nata circa 5000 anni fa dall’unione di rame e zinco.
Sono prodotti funzionali e al contempo oggetti di design, sculture “vive” che si modificano con il tempo e che si evolvono cambiando il loro aspetto grazie a un’estetica dinamica, dove ogni pezzo evolve in modo diverso. Un altro brand che contraddistingue da anni la nostra offerta e che sta tagliando un traguardo importante, quello dei 70 anni di vita, è Novello».

Ha presentato di recente novità?
«Si tratta di un’azienda storica nel settore del mobile bagno, con una proposta molto ampia e una capacità produttiva che permette di lavorare bene sia sul prodotto standard sia su quello su misura. La loro offerta è completa e sta destando particolare interesse il mobile Elle con angolari curvi estraibili. È una soluzione molto comoda e anche distintiva, perché evita il problema dell’anta che si apre e può urtare altri elementi. Qui nello showroom lo presentiamo in multistrato a vista, esteticamente molto bello, ma si può realizzare anche laccato in tutti i colori».
Fiora resta uno dei marchi di riferimento del vostro spazio?
«Senza ombra di dubbio: per noi è da sempre un brand molto importante, uno zoccolo duro. Quest’anno presentiamo il piatto doccia Wave, un’evoluzione del modello Sfera; la sua particolarità è una rondella in vero marmo trattato, coordinabile con lavabi in marmo pieno, che introduce un contenuto materico e progettuale in più».
È questo dettaglio che fa la differenza?
«Sì, proprio così. La rondella rappresenta un elemento di originalità disponibile in cinque tipi di marmo e consente diversi abbinamenti con i lavabi, che vengono trattati waterproof per resistere perfettamente anche nell’ambiente bagno».
Restando in tema “doccia”, quali sono gli altri elementi che presentate?
«Abbiamo in esposizione il box doccia di Spring, con profili in alluminio colorato in galvanica. Si tratta di un aspetto tecnico importante, perché tutti gli angolari sono in alluminio pieno e non in plastica. Anche qui la creazione su misura è centrale, perché lavorando con gli architetti è ormai indispensabile poter adattare il prodotto alle specifiche del progetto.
Oggi proporre qualcosa di davvero distintivo conta moltissimo. Il mercato è in sofferenza e, in una situazione del genere, la differenza la fa chi riesce a proporre qualcosa di diverso. Oggi c’è, del resto, tantissima offerta, spesso anche troppa rispetto alla domanda, e questo rischia di confondere il cliente».

E il tema del servizio quanto pesa?
«Tantissimo. Oggi il vero elemento distintivo è il servizio. Su Internet si trova di tutto, ma non sempre dietro il sito web è presente un referente affidabile, una persona che segue il progetto e può intervenire se qualcosa non va, soprattutto nel tempo. Noi negli anni abbiamo costruito squadre che si occupano di assistenza, posa e gestione delle problematiche. E questo dà sicurezza».
Vi muovete anche oltre la pura fornitura?
«Sì, sempre attraverso una rete di rivenditori partner con i quali abbiamo rapporti consolidati da anni: abbiamo creato joint venture e collaborazioni con imprese di costruzione che hanno a loro volta una storia e una credibilità. Se un cliente ci chiede un’impresa affidabile, oppure serramenti in ferro per esterni, soluzioni per interni o altri interlocutori del mondo della ristrutturazione indoor e outdoor, possiamo indirizzarlo verso partner seri con cui abbiamo già lavorato. Anche questo fa parte del servizio».
In definitiva, che cosa vuole rappresentare oggi Carroccio 6?
«Un luogo in cui il progetto trova non solo prodotti, ma anche competenza, personalizzazione e affidabilità. Credo che oggi questo sia ciò che conta davvero: mettere insieme bellezza, qualità, storicità delle aziende e capacità di seguire il cliente nel tempo».

In questo scenario, il valore si sposta su altri fattori: la storicità dell’azienda, la sua capacità di personalizzare, la presenza di una struttura produttiva solida, l’assistenza post-vendita e la possibilità di contare su referenti competenti anche a distanza di tempo. È qui che Carroccio 6, come spiegato dalla manager, prova a costruire la propria differenza: «La selezione dei marchi non segue una logica puramente espositiva, ma punta a mettere insieme realtà che sappiano garantire continuità, competenza e risposta concreta ai problemi».
