Mut Meccanica Tovo. La filosofia per l’impiantistica di nuova generazione

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Sistemi integrati di regolazione e valvole termostatiche per generatori a biomassa e applicazioni in impianti solari termici: Mut ha sviluppato negli anni una gamma completa di soluzioni riparabili, progettate per proteggere il generatore, massimizzarne il rendimento e garantirne la lunga vita operativa.

 

Fondata nel 1974, Mut Meccanica Tovo ha attraversato mezzo secolo di trasformazioni nel mercato impiantistico mantenendo una rotta precisa: prodotti semplici, affidabili, duraturi. Oggi, con il mercato dei generatori termici a energie rinnovabili in forte espansione e un quadro normativo europeo sempre più esigente, quella rotta rivela tutta la sua lungimiranza:

Stefano Pelloso, Technical Manager di Mut Meccanica Tovo

«La transizione energetica non è un tema astratto per Mut: è il terreno su cui l’azienda lavora da decenni, sviluppando anche soluzioni dedicate ai generatori a biomassa (pellet, legna, cippato) e ai sistemi solari termici – dichiara Stefano Pelloso, Technical Manager di Mut Meccanica Tovo – Si tratta di prodotti riparabili, progettati per proteggere il generatore, massimizzarne il rendimento e garantirne la lunga vita operativa, applicando principi di progettazione che oggi sono diventati obblighi normativi».

Quali sono le principali direttive e regolamenti europei che oggi orientano lo sviluppo dei vostri prodotti per i generatori a biomassa?

«Il quadro normativo europeo converge con sempre maggiore chiarezza verso le energie rinnovabili termiche, e i generatori a biomassa sono esplicitamente riconosciuti come tecnologia rinnovabile. Il riferimento tecnico fondamentale rimane il Regolamento dedicato (UE) del 2015 che ha fissato specifici requisiti per i generatori termici a combustibile solido: efficienza energetica minima, limiti alle emissioni, obblighi di etichettatura energetica.

Tutto questo insieme a norme EN che ne definiscono i criteri di sicurezza e rendimento e che indicano la necessità di componentistica di qualità per questi impianti: più i generatori devono essere efficienti e a basse emissioni, più diventa critica la gestione termica del circuito, e più i prodotti di Mut Meccanica Tovo diventano indispensabili».

Come si inserisce la Direttiva sulla prestazione energetica degli edifici – la cosiddetta Direttiva Case Green – in questo scenario?

«La Direttiva sulla prestazione energetica degli edifici riconosce esplicitamente la biomassa come “energia da fonti rinnovabili”, al pari del solare termico e della geotermia. È una traiettoria normativa vincolante che spinge gli installatori e i progettisti verso le rinnovabili termiche, e quindi verso impianti che richiedono la nostra componentistica specializzata.

La direzione è inequivocabile: i generatori a biomassa e gli impianti solari termici sono tra le tecnologie di riscaldamento rinnovabile dell’era post-fossile».

E per quanto riguarda la riparabilità dei prodotti?

«I recenti Regolamenti europei confermano un paradigma che per noi non è una novità: abbiamo sempre progettato prodotti riparabili. Ma oggi questo diventa un valore di mercato esplicito. Le nostre valvole termostatiche TDA 3000 e TDS 3000 ne sono un esempio concreto: l’elemento termostatico – il cuore funzionale del prodotto – è alloggiato in una cartuccia monoblocco intercambiabile. Per sostituirlo non serve smontare nulla: si chiudono le tre valvole a sfera, si svita il tappo, si estrae l’elemento con una pinza, se ne inserisce uno nuovo. Tre operazioni, pochi minuti. Questo principio di progettazione è applicato da decenni, prima ancora che diventasse un obbligo normativo».

Quali problemi tecnici specifici dei generatori a biomassa i vostri prodotti risolvono?

«I generatori a combustibile solido (pellet, legna, cippato) hanno una caratteristica critica che li distingue dai generatori a gas: non si spengono istantaneamente. Il calore accumulato nella camera di combustione continua a essere ceduto al fluido anche dopo lo spegnimento del bruciatore. Se l’acqua di ritorno è troppo fredda (sotto i 55-60 °C circa, a seconda del combustibile) si innesca la condensazione dei gas di scarico lungo il percorso fumario. Questi vapori, combinandosi con i prodotti della combustione, formano composti acidi corrosivi che aggrediscono il corpo del generatore dall’interno, riducendone drasticamente la vita operativa.

Il secondo problema è lo shock termico: l’immissione improvvisa di acqua fredda dall’accumulo in un generatore a temperatura elevata genera stress meccanici ciclici che nel tempo determinano micro-cricche e deterioramento delle guarnizioni. I nostri gruppi Blumut e le valvole miscelatrici TDA 3000 e TM 2000 sono stati sviluppati proprio per gestire questi fenomeni in modo completamente automatico».

Quali sono le caratteristiche peculiari di Blumut?

Blumut Compact HE,
con coibentazione a guscio
preformato in EPP ad alta densità
(45 kg/m³) già integrata di serie,
arriva in cantiere già pronto e può
essere montato in pochi minuti
dall’installatore

«È un gruppo termostatico di ricircolo anticondensa e distribuzione: il collegamento intelligente tra il generatore a combustibile solido e il serbatoio di accumulo. Funziona in tre fasi che si attivano automaticamente in funzione della temperatura.

Nella prima fase (avvio del generatore) la valvola termostatica è ancora chiusa: l’acqua circola solo tra generatore e gruppo, riscaldandosi senza disperdere calore nell’accumulo. È la fase di preriscaldo, fondamentale per portare il generatore alla temperatura di regime senza shock.

Nella seconda fase (miscelazione), la cartuccia termostatica inizia ad aprirsi e permette l’ingresso graduale di acqua dall’accumulo, miscelata con quella calda in uscita dal generatore: il ritorno resta sempre al di sopra della soglia anticondensa.

Nella terza fase (apertura totale) tutto il flusso transita attraverso il serbatoio, garantendo il caricamento stratificato dell’accumulo e la massima efficienza del sistema.

Un aspetto spesso sottovalutato: Blumut favorisce la circolazione naturale tra generatore e accumulo anche a pompa ferma. In caso di mancanza di energia elettrica, una valvola di autoricircolo si apre e garantisce una portata minima di raffreddamento. Negli impianti residenziali con generatore a legna, questo è un elemento di sicurezza non trascurabile».

Qual è stata la sua evoluzione nel tempo?

«Abbiamo investito molto su questo prodotto. Blumut HE integra pompe di ricircolo ad alta efficienza conformi alla Direttiva ErP 2009/125/EC, riducendo il consumo elettrico fino al 70% rispetto alle pompe tradizionali. La velocità della pompa è completamente regolabile: questo permette di ottimizzare la portata in funzione del serbatoio e della potenza del generatore, senza sprechi.

Blumut Compact HE è invece la versione compatta, con coibentazione a guscio preformato in EPP ad alta densità (45 kg/m³) già integrata di serie. Il corpo è in ghisa GG25, gli elementi di tenuta in FKM Viton, gli attacchi G 1’’ hanno pressione nominale PN6, mentre la temperatura massima è di 110 °C. È un prodotto che arriva in cantiere già pronto, e che l’installatore monta in pochi minuti».

Come si inseriscono nella gamma le valvole TDA 3000 e TM 2000?

«Sono soluzioni più semplici, pensate per impianti dove la fun­zione principale è garantire il ritorno caldo al generatore senza la necessità di un gruppo completo con pompa integrata. TDA 3000 è la nostra valvola termostatica anticondensa di nuova generazione: è disponibile in DN 20, 25 e 32, con temperature di apertura selezionabili da 45 a 78 °C e pressione massima di esercizio a 10 bar. La cartuccia monoblocco con coperchio in­tercambiabile permette di sostituire il termostato in piena auto­nomia, senza assistenza tecnica specializzata.

TM 2000 è inve­ce una valvola miscelatrice termica (con corpo in ghisa GJL220) adatta a impianti centralizzati di taglia maggiore, fino a DN 40, dove il requisito di ritorno caldo al generatore è ancora più cri­tico per la prevenzione dei depositi corrosivi lungo il percorso fumario.

Nessuna di queste valvole ha componenti elettrici o elettronici: il sensore termostatico è immerso direttamente nel fluido, garantendo una risposta precisa, affidabile e completa­mente autonoma. Meno componenti attivi significa meno guasti possibili e meno manutenzione nel tempo».

Ci sono applicazioni con generatori a biomassa che richiedono miscelazione ad alta temperatura, per esempio per la produzione centralizzata di acqua calda sanitaria?

«Assolutamente sì. Nei sistemi centralizzati abbinati a generato­ri a biomassa di media taglia o a impianti solari termici con bol­litore a serpentina, la temperatura del serbatoio di stoccaggio può raggiungere valori elevati, fino a 110 °C. Per la distribuzione dell’acqua calda sanitaria è fondamentale miscelare questo flui­do ad alta temperatura con acqua fredda prima dell’erogazione all’utenza, mantenendo costante la temperatura di uscita anche al variare delle pressioni e delle portate in ingresso. A questo serve la nostra serie RAJ di valvole miscelatrici termostatiche.

Le valvole TWR-RA coprono taglie da G 1¼’’ a G 2’’, con cam­po di regolazione 30-65 °C e precisione di ±2 °C. L’elemento termostatico, ad alta sensibilità e posizionato centralmente nel bocchettone d’uscita, regola dinamicamente il flusso per man­tenere costante la temperatura di miscelazione anche in condi­zioni variabili di pressione. La valvola è dotata di isolamento ter­mico integrato per prevenire scottature e dispersioni di calore. Trova applicazione nei sistemi centralizzati abbinati a generato­ri a biomassa e a impianti solari termici: proteggere l’utenza da temperature eccessive e al tempo stesso garantire comfort co­stante è un requisito impiantistico non negoziabile».

La valvola miscelatrice RAJ (sopra, a sinistra) viene utilizzata negli impianti di produzione di ACS per mantenere costante al variare delle pressioni e delle portate in ingresso la temperatura dell’acqua miscelata in uscita. Tra le soluzioni sviluppate da Mut, ci sono anche le valvole miscelatrici TDA 3000 e TM 3000 (rispettivamente in alto e in basso a destra), che permettono di gestire in modo completamente automatico fenomeni come l’immissione improvvisa di acqua fredda dall’accumulo nel generatore a temperatura elevata, che genera stress meccanici ciclici determinanti nel tempo micro-cricche e deterioramento delle guarnizioni

Quali soluzioni sono dedicate al solare termico?

«Tra le diverse famiglie di valvole e sistemi dedicati, parliamo di due nello specifico. La valvola termostatica TDS 3000 è la de­viatrice che gestisce il flusso in funzione della temperatura del fluido proveniente dal collettore solare. Il principio di funziona­mento è semplice: se l’acqua dal campo solare non ha raggiun­to la temperatura richiesta – selezionabile tra 45, 50, 55, 63, 72 e 78 °C – viene deviata verso un generatore di integrazione, ti­picamente a gas o a biomassa, che la porta al setpoint desi­derato.

GRD Solar

Se invece il solare è già sufficientemente caldo, il fluido viene inviato direttamente al miscelatore termostatico per l’uti­lizzo. Nessun componente elettrico, nessun controller, nessun sensore da calibrare. È una scelta progettuale precisa: affida­bilità massima in condizioni di esercizio difficili. I collettori sola­ri, specialmente nella stagione estiva, lavorano a temperature e pressioni variabili. Un sistema puramente termostatico non ha punti di guasto elettronico, non va in errore, non richiede reset. E la cartuccia termostatica si sostituisce in autonomia nel caso in cui si voglia modificare la temperatura di intervento: eventualità comune quando si cambia il generatore di integrazione o si ridimensiona il serbatoio.

GRD Solar è invece il cuore del circuito primario solare: un componente compatto che integra tutto il necessario per il trasporto del fluido dal collettore all’accumulo. Include una pompa ad alta efficienza (ErP 2015), flussometro in ottone (1-13 l/min), valvola di ritegno, valvola di sicurezza da 6 bar, manometro (0-10 bar), termometro (0-160 °C) e rubinetto di carico/scarico.

La struttura vanta un isolamento in PE-X a celle chiuse (spessore 20 mm, densità 30-80 kg/m³, conducibilità 0,034 W/(m·K) a 40 °C) e gestisce pressioni fino a 10 bar e temperature di 110 °C, con attacchi da G ¾’’ a G 1’’. È proposto in tre versioni, con o senza circolatore, per adattarsi a ogni esigenza. La nostra filosofia? Consegnare in cantiere un sistema già collaudato e pronto all’uso, capace di abbattere i tempi di posa e annullare il rischio di errori nel montaggio».

Come si sintetizza, dopo cinquant’anni, la filosofia di sviluppo prodotto di Mut in questo segmento delle rinnovabili termiche?

«Direi con tre parole: anticipare, semplificare, durare. Abbiamo iniziato a lavorare sulla protezione dei generatori a biomassa molto prima che diventasse un tema normativo. Sapevamo che il mercato si stava evolvendo verso le energie rinnovabili, e che questi generatori richiedevano una componentistica specifica, progettata da zero e non semplicemente adattando quello che esisteva. E l’abbiamo fatto, con l’ossessione per la semplicità impiantistica.

Ogni nostro prodotto deve poter essere installato da un installatore competente senza manuali da decine di pagine, e deve poter essere manutenuto o riparato senza attrezzatura specialistica. Il messaggio che portiamo al mercato è chiaro: un componente che costa qualcosa in più all’acquisto, ma che dura vent’anni senza necessità di sostituzione, ha un costo totale di possesso molto inferiore rispetto a un prodotto economico che va cambiato ogni cinque anni. Le direttive europee sull’ecodesign e i regolamenti sulla riparabilità stanno finalmente codificando quello che noi abbiamo sempre praticato. Per noi non è un adeguamento normativo: è una conferma».

Qual è il prossimo passo per Mut in questo comparto?

«Continuiamo a investire sull’integrazione tra sistemi. Il mercato si sta orientando verso impianti combinati – generatore a biomassa abbinato al solare termico – e questo richiede componenti di regolazione che sappiano gestire diverse sorgenti termiche a temperature diverse nello stesso impianto. Stiamo lavorando per estendere la gamma in questa direzione. Al tempo stesso, continuiamo a investire nella rete Mut Point: i nostri distributori partner che trasferiscono questa competenza tecnica agli installatori».

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