Neuroscienze e Intelligenza Artificiale: nuove prospettive per il settore energetico

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Da sinistra: AD di RSE Franco Cotana, Prof. Tomaso Poggio, Presidente di RSE, Carloalberto Giusti

Si è tenuto a Roma, lo scorso aprile, un dialogo promosso da RSE con il Prof. Tomaso Poggio del MIT di Boston, relativamente all’impatto dell’intelligenza artificiale sui consumi energetici, e alle opportunità, in termini di ottimizzazione dei sistemi energetici, rispetto a efficienza, affidabilità e sicurezza.

Comprendere i meccanismi dell’intelligenza umana e artificiale per affrontare le sfide della transizione energetica: è questo il filo conduttore dell’incontro “Nuove frontiere tra neuroscienze e Intelligenza Artificiale”, promossolo scorso 15 aprile a Roma, presso la sede del GSE, da RSE con il Prof. Tomaso Poggio del MIT – Massachusetts Institute of Technology di Boston, fisico e informatico, nonché componente del Comitato Scientifico di RSE. Un’occasione per riflettere sulle prospettive date dall’innovazione tecnologica applicata, inserite nell’attuale contesto geopolitico che rende ancora più complesse le sfide dei settori elettro-energetico e della sostenibilità.

Così si è svolto, alla presenza del Comitato Scientifico (CS) RSE, di illustri ospiti del mondo istituzionale e politico e per i ricercatori di RSE, un dialogo aperto, che sempre più spesso nel recente passato di RSE trova una lungimirante espressione attraverso il confronto internazionale. “La questione scientifica centrale oggi è capire se una ‘società di menti’ possa essere più intelligente di una mente singola. I risultati, sia teorici sia empirici, indicano che sistemi di agenti artificiali possono collaborare, esplorare problemi complessi e produrre risultati migliori di quelli proposti da altri sistemi di AI, con meno intervento umano e a costi inferiori, aprendo nuove prospettive per la ricerca e per le applicazioni industriali”, ha dichiarato il Prof. Tomaso Poggio.

In attesa di una Super AI, che potrebbe essere rilasciata già in questo decennio, il dibattito ha esplorato tanto le criticità, come l’impatto dell’intelligenza artificiale sui consumi energetici, quanto le opportunità, in termini di ottimizzazione dei sistemi energetici, rispetto a efficienza, affidabilità e sicurezza. “In un contesto globale segnato da guerre ibride e da esigenze di sicurezza e resilienza delle infrastrutture, l’AI rappresenta una leva strategica. Se progettata correttamente, può contribuire non solo a ottimizzare i consumi, ma anche a rafforzare l’affidabilità e la protezione delle reti. In RSE lavoriamo per applicarla dove può generare benefici concreti, sia nei processi interni, sia a supporto della sicurezza e della resilienza dei sistemi energetici, con un’attenzione costante alla protezione dei dati e alla cybersecurity”, ha commentato l’Amministratore Delegato di RSE, Franco Cotana.

“L’apertura del Consiglio Scientifico a personalità di alto profilo introduce uno stimolo all’innovazione nel metodo e nell’organizzazione del lavoro di ricerca. Il Prof. Tomaso Poggio è un incredibile aiuto a ripensare l’approccio ai problemi del sistema energetico”, ha dichiarato Romano Ambrogi, Segretario Scientifico Operativo del Comitato Scientifico RSE. Nel solco delle opportunità che lo sviluppo dell’AI può portare al settore della ricerca e a quello energetico, ma anche alla stessa RSE, si è inserito il percorso sperimentale fortemente voluto dalla Direzione e avviato già nel 2024, orientato a coniugare innovazione, sostenibilità e sicurezza, in linea con le sfide del settore energetico. L’approccio adottato integra l’intelligenza artificiale nei processi aziendali e nelle attività di ricerca con applicazioni concrete già operative e una prospettiva di sviluppo verso ambiti più avanzati e sistemi complessi.

“Un esempio concreto è lo sviluppo di un’AI generativa privata in RSE che ci consente di operare in sicurezza e nel rispetto della privacy. Questo rende anche più efficiente l’uso dell’AI, contribuendo alla riduzione dei consumi energetici. La tecnologia, da sola, però non basta. Servono formazione, consapevolezza e accompagnamento continuo, perché l’adozione dell’AI passa prima di tutto dalle competenze. Allo stesso tempo abbiamo costruito una governance chiara, con regolamenti interni e processo autorizzativo dei sistemi AI”, ha spiegato Enea Bionda, Coordinatore del Gruppo di Lavoro Progetto AI di RSE.

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