Come si fa… la manutenzione degli impianti di terra?

Condividi
manutenzione degli impianti

L’impianto di terra costituisce uno degli elementi chiave della protezione contro i contatti indiretti. Per verificarne l’efficienza nel tempo non bastano i controlli documentali: sono necessarie ispezioni, prove strumentali e un costante monitoraggio delle condizioni del sistema disperdente

 

L’impianto di terra rappresenta uno degli elementi fondamentali per la sicurezza degli impianti elettrici in bassa tensione. La sua funzione è quella di limitare le tensioni di contatto in caso di guasto e consentire il corretto intervento dei dispositivi di protezione, riducendo il rischio di folgorazione e i danni alle apparecchiature.

Affinché il sistema mantenga nel tempo le prestazioni previste in fase di progettazione, è indispensabile effettuare una manutenzione periodica basata su controlli visivi, verifiche strumentali e registrazione dei risultati. Sebbene l’impianto di terra venga spesso considerato un elemento statico dell’impianto elettrico, l’esperienza sul campo dimostra che fenomeni di corrosione, modifiche strutturali e interventi successivi possono comprometterne l’efficienza nel corso degli anni.

Controlli visivi e verifica documentale

La manutenzione dovrebbe iniziare con una verifica della documentazione disponibile, confrontando schemi, dichiarazioni di conformità e verbali delle precedenti verifiche con lo stato reale dell’impianto. Successivamente è necessario effettuare un’ispezione visiva dei componenti accessibili. Particolare attenzione deve essere rivolta ai conduttori di terra, ai conduttori di protezione (PE), ai collegamenti equipotenziali e ai morsetti di connessione.

Il nodo equipotenziale principale rappresenta uno dei punti più importanti da controllare. Eventuali segni di corrosione, allentamento dei morsetti o danneggiamenti meccanici possono compromettere la continuità elettrica del sistema. Negli impianti industriali e nel terziario è inoltre opportuno verificare che eventuali ampliamenti o modifiche successive non abbiano lasciato masse o masse estranee che richiedono il collegamento equipotenziale prive della necessaria connessione al sistema di terra.

Verifica della continuità dei conduttori di protezione

Una delle prove fondamentali riguarda la continuità dei conduttori di protezione e dei collegamenti equipotenziali. La verifica consente di accertare che tutte le masse dell’impianto siano effettivamente collegate al nodo principale di terra e che non siano presenti interruzioni lungo il percorso dei conduttori. La prova viene generalmente eseguita mediante strumenti dedicati in grado di erogare una corrente di misura non inferiore a 200 mA, consentendo di rilevare resistenze di valore molto basso.

Valori anomali possono indicare connessioni deteriorate, morsetti allentati, conduttori danneggiati o fenomeni di ossidazione. Nei siti produttivi caratterizzati da impianti estesi e articolati, il controllo della continuità assume particolare importanza poiché l’interruzione di un singolo collegamento può compromettere la protezione di un’intera sezione dell’impianto.

Misura della resistenza di terra

La misura della resistenza di terra rappresenta la verifica principale per valutare l’efficienza del sistema disperdente. La prova viene normalmente effettuata mediante metodo voltamperometrico a tre o quattro poli utilizzando appositi misuratori di terra. In determinate configurazioni impiantistiche possono essere impiegati anche strumenti a pinza specifici per la misura della resistenza di terra, purché le caratteristiche dell’impianto ne consentano l’utilizzo e i risultati ottenuti siano tecnicamente significativi. L’obiettivo della misura non è soltanto verificare il rispetto dei requisiti normativi, ma anche monitorare nel tempo l’evoluzione delle prestazioni del sistema disperdente.

Il confronto tra le misure effettuate nel corso degli anni costituisce uno strumento particolarmente utile per individuare eventuali fenomeni di degrado. Incrementi significativi della resistenza possono infatti essere indice di corrosione dei dispersori, deterioramento delle connessioni interrate o variazioni delle caratteristiche del terreno.

Controllo dei dispersori

I dispersori rappresentano la componente maggiormente esposta ai fenomeni di invecchiamento e deterioramento. Picchetti, corde interrate, anelli di terra e dispersori di fondazione devono essere monitorati attraverso i punti di ispezione disponibili e mediante l’analisi periodica dei risultati delle misure elettriche. La corrosione costituisce una delle principali cause di degrado dei sistemi di dispersione. Particolare attenzione deve essere posta alle connessioni tra materiali differenti, come nel caso dei collegamenti tra rame e acciaio zincato, dove possono instaurarsi fenomeni di corrosione galvanica in grado di ridurre nel tempo l’efficienza del sistema. Anche le caratteristiche chimiche del terreno, la presenza di umidità e le condizioni ambientali possono influenzare significativamente la durata dei dispersori.

Criticità frequentemente riscontrate

L’attività di manutenzione evidenzia spesso problematiche ricorrenti che possono compromettere la sicurezza dell’impianto. Tra le anomalie più comuni si riscontrano collegamenti equipotenziali interrotti, morsetti ossidati, conduttori di protezione scollegati, pozzetti di ispezione non accessibili e apparecchiature installate successivamente senza adeguato collegamento al sistema di terra. In molti casi l’impianto risulta formalmente conforme al momento della realizzazione ma, a distanza di anni, presenta condizioni significativamente differenti rispetto a quelle iniziali. Per questo motivo la manutenzione programmata non deve essere considerata un semplice adempimento documentale, bensì un’attività tecnica indispensabile per preservare le condizioni di sicurezza.

Tracciabilità delle verifiche e obblighi normativi
Un aspetto sempre più rilevante riguarda la corretta gestione documentale delle attività di manutenzione e verifica. La registrazione delle misure effettuate, delle anomalie riscontrate e degli interventi eseguiti consente di monitorare l’evoluzione dell’impianto nel tempo e di programmare eventuali azioni correttive prima che si verifichino condizioni di rischio. Nei luoghi di lavoro soggetti al DPR 462/2001, la corretta gestione delle verifiche periodiche e della relativa documentazione assume particolare importanza sia sotto il profilo della sicurezza sia ai fini degli obblighi normativi. La disponibilità di una documentazione aggiornata facilita inoltre le attività di controllo e consente di dimostrare il mantenimento delle condizioni di efficienza dell’impianto.

Richiedi maggiori informazioni

Ti potrebbero interessare