Come si fa… la manutenzione degli impianti elettrici nei CED?

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Quadri elettrici, PDU, monitoraggio dei carichi e termografia sono gli strumenti chiave per preservare l’affidabilità dell’infrastruttura elettrica dei data center, e in generale all’interno delle sale ced, e ridurre il rischio di guasti attraverso una manutenzione basata sulle reali condizioni di esercizio.

 

La continuità di eserci­zio di un data center dipende dall’affidabili­tà dell’intera infrastrut­tura elettrica. Sebbene l’atten­zione sia spesso rivolta ai siste­mi di elaborazione e alle appa­recchiature IT, la distribuzione dell’energia all’interno della sala CED rappresenta uno degli ele­menti più critici dell’impianto. Un’anomalia su un quadro di di­stribuzione, una connessione de­gradata o un errato bilanciamen­to dei carichi possono compro­mettere la disponibilità dei servi­zi molto prima che si verifichi un vero e proprio guasto.

Il concetto di manutenzione per un CED

La manutenzione degli impianti elettrici non deve essere inter­pretata come una semplice atti­vità periodica, ma come un pro­cesso strutturato finalizzato a preservare le prestazioni dell’in­frastruttura e a ridurre il rischio di guasti attraverso il control­lo continuo delle condizioni di esercizio.

Nel perimetro della sala CED rientrano generalmen­te i quadri di distribuzione in bas­sa tensione, le linee di alimenta­zione dedicate ai rack, le Power Distribution Unit (PDU), i sistemi di misura e monitoraggio, oltre ai dispositivi di protezione e co­mando. Si tratta di componenti destinati a funzionare in servi­zio continuo, spesso con cari­chi elevati e soggetti a frequenti riconfigurazioni dovute all’e­spansione dell’infrastruttura informatica.

La manutenzione preventiva dei quadri elettrici

Una manutenzione efficace ri­chiede attività pianificate secon­do procedure documentate, in­tervalli definiti e prescrizioni dei costruttori. Le ispezioni iniziano con il controllo visivo dei quadri elettrici, verificando lo stato del­le carpenterie, la pulizia interna, l’assenza di alterazioni cromati­che dovute a surriscaldamenti, fenomeni di ossidazione, il cor­retto instradamento dei cablag­gi e la leggibilità delle identifi­cazioni circuitali. La presenza di polvere non deve essere sottova­lutata, poiché può ridurre la ca­pacità di dissipazione del calore e, in ambienti particolarmente contaminati, favorire fenomeni di tracking superficiale.

Particolare attenzione deve es­sere riservata alle connessio­ni elettriche. L’incremento della resistenza di contatto, dovuto a fenomeni di ossidazione, cicli termici o degrado meccanico, rappresenta una delle principali cause di surriscaldamento nei quadri BT. Eventuali verifiche della coppia di serraggio devono essere effettuate esclusivamente secondo le indicazioni del costruttore e tenendo conto della tipologia di morsetti installati, evitando interventi indiscriminati.

Completano la manutenzione ordinaria le verifiche dei dispositivi di protezione, controllando lo stato di conservazione e, quando previsto, il corretto funzionamento di interruttori magnetotermici, differenziali e dispositivi di protezione contro le sovratensioni. di Luca Lussorio

Monitoraggio continuo e analisi termografica

Nei moderni data center il monitoraggio continuo rappresenta uno degli strumenti più efficaci per incrementare l’affidabilità dell’impianto. Attraverso PDU intelligenti e sistemi di supervisione è possibile acquisire dati relativi a corrente, tensione, potenza, energia e distribuzione dei carichi, costruendo uno storico del comportamento elettrico dell’infrastruttura. L’analisi dei trend consente di individuare progressivi scostamenti dalle condizioni nominali e di pianificare gli interventi secondo un approccio di Condition Based Maintenance, basato sull’effettivo stato dei componenti piuttosto che su in­tervalli temporali prefissati.

Tra le tecniche diagnostiche non in­vasive, la termografia a infraros­si riveste un ruolo fondamentale. Le immagini termiche consen­tono di individuare connessioni degradate, squilibri di corrente, sovraccarichi localizzati o ano­malie nei dispositivi di protezio­ne senza interrompere il servi­zio. È importante ricordare che un’anomalia termica non equiva­le automaticamente a un guasto. La corretta interpretazione del termogramma richiede infatti la valutazione del livello di cari­co, della temperatura ambiente, dell’emissività delle superfici e del confronto con componenti a­naloghi. Solo questa analisi con­sente di distinguere un compor­tamento fisiologico da una reale condizione di degrado.

DOCUMENTAZIONE TECNICA E GESTIONE DELL’AFFIDABILITÀ
L’efficacia della manutenzione dipende anche dalla qualità della documentazione tecnica. Rapporti di intervento, rilievi termografici, misure strumentali e registrazione delle anomalie costituiscono uno storico indispensabile per valutare l’evoluzione dell’impianto e aggiornare il piano manutentivo. Ogni attività deve inoltre essere eseguita nel rispetto delle procedure operative e delle prescrizioni normative applicabili, pianificando gli interventi in modo da minimizzare l’impatto sulla disponibilità dell’infrastruttura e garantire la sicurezza del personale.

In un data center la manutenzione non coincide con la semplice eliminazione dei guasti. L’obiettivo è mantenere nel tempo elevati livelli di affidabilità della distribuzione elettrica attraverso un approccio sistematico che integri ispezioni, monitoraggio continuo, diagnostica strumentale e analisi dei dati. Solo una gestione basata sulle condizioni reali dell’impianto consente di ridurre il rischio di indisponibilità dell’alimentazione e di assicurare la continuità operativa richiesta dalle moderne infrastrutture digitali.

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