Come si fa l’installazione di sistemi elettrici per impianti BT in luoghi a rischio sismico?

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Scopo del presente articolo è fornire alcuni suggerimenti, raccomandazioni e accorgimenti (integrativi rispetto al servizio pubblicato alcuni mesi fa) per l’installazione dei sistemi e dei componenti elettrici di bassa tensione negli ambienti a rischio sismico.

Per installare sistemi e componenti elettrici di bassa tensione in am­bienti a rischio sismi­co, anche nel caso in cui venga richiesta la riduzione della vul­nerabilità sismica, è necessario rispettare le prestazioni defini­te dalle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018).

Le soluzioni proposte in questo articolo prendono spunto dalla recente guida CEI 0-23 “Guida per progettazione e installazio­ne di sistemi e componenti elet­trici per BT in ambienti soggetti a rischio sismico”.

Collocazione dei componenti elettrici

La struttura agisce come un filtro nei confronti dello scuoti­mento sismico, sostanzialmente amplificandone l’ampiezza delle oscillazioni. Tale amplificazione si manifesta in modo più importante in corri­spondenza di determinate fre­quenze, e cresce passando dal livello delle fondazioni o dell’in­terrato all’elevazione e dunque alla sommità dell’edificio.

Sembra logico dunque concen­trare nelle parti meno sogget­te all’amplificazione dell’input sismico gli impianti, o i compo­nenti degli impianti, che svol­gono funzioni relative a servizi essenziali ai fini della sicurezza. Tale raccomandazione vale anche per componenti partico­larmente massivi o ingombranti.

Ove ciò non sia possibile a cau­sa di vincoli impiantistici, i com­ponenti più sensibili potranno essere dotati di sistemi di isola­mento sismico, che tutta via de­vono essere progettati ad hoc, ma permettono di abbattere la sollecitazione imposta.

ambienti a rischio sismicoModalità di vincolo e configurazione geometrica

Aspetto assolutamente fonda­mentale per l’installazione dei componenti elettrici in ambienti a elevato rischio sismico, risulta essere la modalità di vincolo dei componenti stessi. I sistemi di fissaggio possono assumere sia caratteriste rigide sia flessibili.

A prescindere dalla tipologia di fissaggio occorre tuttavia di­stinguere innanzitutto se i com­ponenti sono standardizzabili oppure si tratta di componenti i cui vincoli sono da progettare specificatamente caso per caso.

I primi sono quelli che si presta­no a una progettazione con mo­delli di calcolo o a verifiche su tavola vibrante che contempla­no l’oggetto specifico e le rela­tive istruzioni di montaggio e installazione; i secondi sono in­vece tutti quelli che richiedono un assemblaggio differente a seconda delle installazioni (ad e­sempio gli staffaggi delle canali­ne di distribuzione sospese).

Per i componenti che necessita­no di una progettazione ad hoc, in quanto non risulta possibile a priori stabilire le modalità di vincolo (poiché dipendenti dai diversi scenari di installazione), è comunque auspicabile che i vari costruttori di questi compo­nenti forniscano delle indicazio­ni minime da rispettare che do­vranno poi essere eventualmen­te adattate al caso specifico in oggetto.

Questo perché l’indicazione da parte dei costruttori di opportu­ne regole di posizionamento dei vincoli e di controventamento (nei casi non facilmente tipizza­bili) si traduce in una più rapida e facile verifica delle connessioni senza dover modellare esplicita­mente ogni singolo vincolo. Verifica che garantirà una ridot­ta amplificazione dinamica delle azioni sismiche da parte del com­ponente con conseguenti minori sollecitazioni sia nell’impianto che sui punti di vincolo.

Interazione tra componenti

Altro aspetto rilevante per l’in­stallazione dei componenti elet­trici in ambienti a elevato rischio sismico riguarda l’interazione tra componenti.

Negli impianti progettati e realizzati senza considerare le azioni sismiche, spesso il ritegno alle azioni orizzontali è affidato all’attrito. Questo comporta che, in caso di terremoto, si possano verificare spostamenti e assestamenti dei componenti. Tale comportamento non è pro­gettualmente affidabile in quan­to di fatto non controllabile.

Inoltre, le attuali NTC18 vietano di vincolare i componenti facen­do affidamento sull’attrito.

Gli elementi che sostengono i diversi componenti funziona­li costituenti l’impianto o che li collegano tra loro o agli elemen­ti strutturali devono essere pro­gettati seguendo le stesse rego­le adottate per gli altri elementi costruttivi non strutturali, quali ad esempio controsoffitti o pare­ti divisorie.

Gli impianti non possono essere vincolati alla costruzione contan­do sull’effetto dell’attrito, bensì debbono essere collegati a essa con dispositivi di vincolo rigidi o flessibili. Se si adottano dispositivi di vincolo flessibili i collegamenti di servizio dell’impianto debbo­no essere flessibili e non posso­no far parte del meccanismo di vincolo.

Nei prossimi articoli analizzere­mo alcuni esempi di ancoraggio antisismico di varie tipologie di componente (apparecchi illumi­nanti, gruppi elettrogeni, quadri elettrici, ecc.).

ambienti a rischio sismico

Leggi anche:Come si fa l’installazione di sistemi elettrici per impianti BT in luoghi con rischio sismico? Parte 1

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