Solare integrato all’architettura con le celle organiche

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HeliaSol
Credits: HeliaTek

HeliaSol: ultra-leggeri, flessibili, sostenibili e facili da installare, i moduli fotovoltaici con celle organiche si propongono come soluzione per trasformare qualsiasi superficie costruita in un generatore di elettricità verde.

Sbloccare nuove potenzialità di produzione dell’energia da fonte rinnovabile utilizzando l’involucro edilizio: è l’obiettivo di HeliaTek, azienda tedesca che ha sviluppato HeliaSol, un innovativo modulo fotovoltaico organico (OPV) in grado di adattarsi alle forme architettoniche complesse.

HeliaSol può essere utilizzato per produrre elettricità pulita su tetti e facciate che non potrebbero essere rivestite con superfici fotovoltaiche rigide. È prodotto a partire da composti chimici organici che, al contrario di alcuni materiali utilizzati nei moduli fotovoltaici tradizionali, non sono tossici, sono estremamente abbondanti e sono facili da riutilizzare in modo ecologico alla fine del proprio ciclo di vita.

Fotovoltaico adesivo

Il risultato, HeliaSol, è un modulo fotovoltaico composto da celle solari a tripla giunzione in connessione seriale, particolarmente flessibile (può essere curvata con raggio fino a 50 cm), spesso 2 mm e che pesa meno di 2 kg. Per queste caratteristiche HeliaSol è particolarmente adatto per il retrofit degli edifici: non aggrava le condizioni statiche e si installa grazie al collante presente sul retro della superficie captante, senza compromettere l’integrità e la tenuta dell’involucro edilizio.

HeliaTek crede fermamente nell’OPV come soluzione per minimizzare l’impatto della transizione energetica sugli edifici. A regime lo stabilimento di Dresda (Germania), ampio soli 5.000 m2, potrà produrre fino a 2 milioni di metri quadrati di HeliaSol all’anno.

COME È FATTO
HeliaSol
Credits – HeliaTek

HeliaSol è prodotto in due versioni, entrambe certificate IEC per qualità, ambiente e sicurezza. Ogni modulo è composto da una pellicola solare con funzione portante, nella quale il processo produttivo incorpora la pila organica (1). Un doppio strato di materiale polimerico incapsula la pellicola solare, preservandola da raggi UV e da altre influenze ambientali (2). L’adesivo è integrato sul retro (3), mentre tutti i collegamenti elettrici sono inseriti nella scatola di giunzione con cavi (4).

TECNOLOGIA E AMBIENTE
Con meno di 10 gCO2e/kWh, HeliaSol ha l’impronta di carbonio più bassa tra tutte le tecnologie solari. Secondo il produttore, rispetto a un modulo tradizionale al silicio cristallino le emissioni di gas serra per la produzione di HeliaSol sono ripagate 10 volte più velocemente, mentre l’energia utilizzata è ripagata in meno di 6 mesi. A fine vita i volumi di scarto delle pellicole ultraleggere OPV sono molto contenuti, fino a 2.5 volte in meno rispetto ai moduli al silicio. Inoltre, per produrre HeliaSol non si utilizzano materiali critici né terre rare; quindi, la catena di approvvigionamento non risente delle dinamiche geopolitiche.
HeliaSol
Credits – HeliaTek
APPLICAZIONE INDUSTRIALE
Nell’immagine i 18 moduli HeliaSol integrati all’involucro cilindrico di un serbatoio d’accumulo dell’acqua calda, presso una centrale termica a Marburg (Germania). A fronte di ingombri di 2.000 x 436 mm (superficie captante 0,7 m2), la potenza massima di ogni modulo è pari a 55 Wp (STC), con efficienza massima del 8%. Un aspetto estremamente vantaggioso è l’assenza di perdita di prestazioni alle alte temperature: HeliaSol produce la stessa quantità di elettricità da -40 a 70 °C.

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